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Un anno da Trump

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Cari amici,
quest’ oggi soffermeremo la nostra attenzione sull’ operato di Donald Trump da quando ricopre la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America.

Trump, un uomo a digiuno di qualsiasi esperienza politica, negli anni ’90 è stato uno tra i finanziatori dei candidati democratici (Bill e Hillary Clinton inclusi), anche il suo stesso partito( il Grand Old Party) ha tentato di bloccare in ogni modo la sua candidatura. Oggi è il presidente degli Stati Uniti d’America ed è già trascorso un anno dalla sua elezione( 8 novembre 2016). In questi primi 12 mesi è successo quasi di tutto. Molte cose hanno avuto inizio già la prima settimana dove Trump sorprendendo tutti ha firmato immediatamente moltissimi ordini esecutivi, successivamente è stato anche costretto a cambiare gli esponenti delle suo governo e i suoi principali consiglieri travolti da scandali (di genere politici o personali) affidandosi a ex ufficiali o ufficiali ancora in carriera inimicandosi il mondo dell’intelligence.

Il risultato più alto raggiunto dal presidente è soprattutto in termine economico: innanzitutto in base ad esso gli Stati Uniti sono usciti dall’accordo sul clima siglato a Parigi, cancellandosi da un impegno preso, come se i patti sovranazionali fossero accordi di poca importanza, da ritenere carta straccia . Un altro dato a cui Donald può brindare è quello che il Dow Jones(che si calcola in base ai 30 titoli principali di Wall Street) è salito del 29%, battendo 67 volte il record. Fatto sta che ancora, cosa stia cercando di ottenere Trump non è chiaro, o almeno si sono fatte solo delle ipotesi che sostengono che egli stia conducendo una guerra alla sfera pubblica e al pubblico interesse. Per ora possiamo cercare di riassumere le sue principali mosse:

  • ha rimpiazzato leggi anti-inquinamento o programmi a sostegno dei poveri con il potere e la libertà concessa alle grandi aziende;
  • -ha adottato in qualche modo misure razziali;
  • c’è stato un incremento delle spese militari;
  • cerca di occuparsi di più conflitti, dalla Cina alla Corea del Nord.

Lo stratega capo di Trump (apparentemente esautorato) Steve Bannon nel febbraio del 2017 aveva dichiarato che l’obiettivo era la decostruzione dello Stato. È forse un caso quindi che l’esecutivo di Trump sia pieno di miliardari e multimilionari? Alla politica di Trump possiamo collegare anche l’aumento delle disuguaglianze negli Stati Uniti: il reddito medio del 90% meno ricco della popolazione è stato sostanzialmente segnante negli ultimi 42 anni. Allo stesso tempo il reddito medio dell’1% più ricco della popolazione è aumentato di 4,3 volte. Il reddito mediano (valore centrale della distribuzione) negli Stati Uniti è rimasto sostanzialmente segnante nell’ultimo quarto di secolo. Ancora più impressionante è che il reddito mediano di un lavoratore maschio, con un lavoro a tempo pieno, è allo stesso livello di più di quattro decenni fa.

Vi sono altre dimensioni della disuguaglianza, oltre a quella del reddito come ad esempio l’accesso alla giustizia, che non è uguale per tutti, o la partecipazione alle decisioni politiche, che non è la stessa per tutti. Le dinamiche della disuguaglianza possono essere spiegate e non è vero che le disuguaglianze non abbiano spiegazioni. Quasi tutto ha una spiegazione e possiamo affermare che anche il governo Trump non si è certo preoccupato, cosa che invece la precedente amministrazione aveva fatto, di risolvere questi problemi e naturalmente i dati sono in continua crescita.

Questo è il bilancio dopo un anno di amministrazione Trump, chissà se il presidente riuscirà finire mandato (molte sono le voci secondo le quali i vertici repubblicani e i grandi finanziatori del Grand Old Party stiano lavorando da tempo sotto-traccia per convincere il vicepresidente Pence e la maggioranza dei ministri che è il momento di mettere la parola fine al mandato del presidente-tycoon), però nonostante tutte le sue contraddizioni Donald non ha perso il sostegno di quella parte dell’elettorato che l’aveva votato un anno fa ed è questa secondo noi la sua vera forza.

Fondatore e direttore del sito www.lapoliticadelpopolo.it Coltivo quotidianamente la mia passione per la politica, l'attualità e l'informazione, cercando di coinvolgere sempre più i giovani.

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