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Approvata la legge per la maggiore protezione e tutela dei testimoni di giustizia

Il 21 dicembre 2017 è stata approvata all’unanimità dal senato la proposta di legge per aumentare la protezione dei testimoni di giustizia

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Il 21 dicembre 2017 è stata approvata all’unanimità dal senato la proposta di legge per aumentare la protezione dei testimoni di giustizia. In giro per il web si parla tanto dell’approvazione della legge ma vi siete chiesti chi è il testimone di giustizia? Noi si e per questo vogliamo porre attenzione su questa “figura”. Si fa spesso confusione tra collaboratori e testimoni di giustizia.

I collaboratori sono in genere , come definiti dai giornalisti “pentiti”, che per tutto questo tempo sono stati fondamentali per la lotta contro le mafie. Grazie a loro oggi conosciamo la struttura delle organizzazioni criminali, cosa vogliono ottenere, i delitti compiuti, vari rifugi e sotterfugi dei boss mafiosi. Essi in cambio della loro collaborazione chiedono generalmente benefici processuali, penali o la protezione dei famigliari. I testimoni di giustizia, noi li definiremmo persone con un enorme coraggio, i 300 opliti della società contemporanea.

Essi sono dei cittadini comuni, un giorno potresti esserlo anche tu che stai leggendo. Infatti ricordiamo che loro, a differenza di coloro che subiscono e non hanno il coraggio di denunciare o semplicemente credono che sia meglio “farsi i fatti loro”, forniscono la loro testimonianza relativamente all’accadimento di un fatto delittuoso. In molti casi si tratta di commercianti che si rifiutano di pagare il “pizzo” o di persone non più disposte a continuare a pagare interessi a usurai per la loro protezione garantita dall’organizzazione mafiosa.Come abbiamo già detto , la nuova legge introduce una definizione più stretta di testimone di giustizia, figura diversa dal collaboratore di giustizia, che non ha commesso reati e che è vittima o ha assistito a crimini che ha deciso di denunciare all’autorità.
Nello specifico, la legge stabilisce che è testimone di giustizia, colui che:

  • rende, nell’ambito di un procedimento penale, dichiarazioni di fondata attendibilità intrinseca, rilevanti per le indagini o per il giudizio;
  • assume, rispetto al delitto oggetto delle dichiarazioni, la qualità di persona offesa dal reato o di persona informata sui fatti o testimone;
  • non ha riportato condanne per delitti non colposi connessi a quelli per cui si procede e non ha rivolto a proprio profitto l’essere venuto in relazione con il contesto delittuoso su cui rende le dichiarazioni;
  • non è o non è stato sottoposto a misura di prevenzione né è sottoposto a un procedimento in corso nei suoi confronti per l’applicazione della stessa;
  • si trova in una situazione di grave, concreto e attuale pericolo, rispetto alla quale risulti l’assoluta inadeguatezza delle ordinarie misure di tutela adottabili direttamente dalle autorità di pubblica sicurezza.

Vi sono poi delle misure che potremmo definire “personalizzate”. Esse infatti si adattano alle necessità del testimone di giustizia e consistono in tutele speciali, sostegno economico ma anche di reinserimento sociale e lavorativo. Vanno di norma garantite la permanenza nella località di origine e la prosecuzione delle attività ivi svolte, mentre il trasferimento in località protette, l’uso di documenti di copertura e il cambiamento di generalità sono adottate eccezionalmente, quando le altre forme di tutela risultano assolutamente inadeguate rispetto alla gravità e all’attualità del pericolo. Inoltre vi è anche una durata massima, in genere, fino a sei anni.

In seguito le proroghe eventuali possono essere ammesse soltanto su richiesta motivata del magistrato che le propone. Di queste misure speciali di protezione molti ne vorrebbero usufruire e tentano di farlo tramite falsi racconti o “teatrini”. Per chi calunnia, al fine si ottenerli, le pene previste dall’ art. 368 c.p. sono aumentate da un terzo alla metà. Qualora il beneficio fosse stato già conseguito, l’aumento della pena è dalla metà ai due terzi.

Nei giorni precedenti anche Papa Francesco ha espresso le sue opinioni anche riguardo a tale riforma. Il Pontefice ha parlato della «tutela e valorizzazione dei testimoni di giustizia, persone che si espongono a gravi rischi scegliendo di denunciare le violenze di cui sono state testimoni». E ha osservato: «Va trovata una via che permetta a una persona pulita, ma appartenente a famiglie o contesti di mafia, di uscirne senza subire vendette e ritorsioni.

Sono molte le donne, soprattutto madri, che cercano di farlo, nel rifiuto delle logiche criminali e nel desiderio di garantire ai propri figli un futuro diverso. Occorre riuscire ad aiutarle, nel rispetto, certamente, dei percorsi di giustizia, ma anche della loro dignità di persone che scelgono il bene e la vita». Nella società contemporanea dove si dice che si siano persi i valori antichi queste persone con i loro coraggiosi atti di legalità sono da prendere d’esempio.

L’esempio più lampante del fallimento italiano in materia di testimonia di giustizia è probabilmente la storia di Lea Garofalo, uccisa il 24 novembre 2009 dal marito boss ‘ndraghetista che aveva denunciato alle procure di Milano e Reggio Calabria. Dopo aver deciso di testimoniare è stata inserita nel programma di protezione, poi esclusa e poi riammessa. Alla fine 6 mesi prima di morire ha deciso d?abbandonarlo perché rimasta senza assistenza e senza soldi. Oppure come dimenticare Giuseppe Carini uno dei ragazzi che seguiva i bimbi raccolti per le strade del rione Brancaccio di Palermo da don Pino Puglisi ucciso ” da cosa nostra ” nel 1993.

A lui che studiava medicina legale lo stesso don Pino chiese di assistere alla sua autopsia, perché sapeva che l’avrebbero ucciso prima o poi. Vogliamo concludere queste nostro”articolo” con una frase detta dallo stesso Giuseppe Carini:” Se gli italiani sapessero come vengono trattati i testimoni di giustizia forse ci penserebbero prima di parlare davanti a un magistrato”.

Fondatore e direttore del sito www.lapoliticadelpopolo.it Coltivo quotidianamente la mia passione per la politica, l'attualità e l'informazione, cercando di coinvolgere sempre più i giovani.

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