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Cronaca

Morto il grande giudice Ferdinando Imposimato

Si è spento nella giornata del 2 gennaio il giudice dalle mille battaglie della legalità che nel 1984 la rivista “Le point” designava come uomo dell’anno.

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Si è spento nella giornata del 2 gennaio il giudice dalle mille battaglie della legalità che nel 1984 la rivista “Le point” designava come uomo dell’anno. Il giudice di Maddaloni non ha mai smesso di lottare contro cosa nostra, camorra e terrorismo, ed è andato avanti anche dopo l’uccisione del fratello Franco Imposimato a opera della camorra.

Da ricordare infatti è la chiamata anonima arrivata alla sede napoletana dell’ANSA dopo la morte di Franco che diceva testualmente:” è stato ucciso il fratello del giudice boia”. Divenuto magistrato nel 1964 è lo scopritore della pista bulgara in Europa e delle connessioni internazionali del terrorismo e inoltre successivamente divenuto consulente legale della Nazioni Unite si reca più volte in America Latina dove si occupa dei diritti umani e dei principi del giusto processo. Nel 1985 un libro dell’ONU lo scelse come “Simbolo della Giustizia”.

Fino all’ultimo ha continuato la sua lotta pubblicando sulla sua pagina Facebook dei video dove prefissava per esempio l’importanza dell’eguaglianza dei diritti civili nella società e la solidarietà. Nel gennaio del 2013 d del 2015 il suo nome era stato scelto dai grillini nelle “Quirinarie” come candidato presidente della repubblica. Dal suo blog così lo saluta Beppe Grillo “È morto Ferdinando Imposimato. Con lui non sparisce soltanto un magistrato integerrimo e un grande giurista. Ma va via anche una persona splendida, di grande umanità e sensibilità. Per tutto il M5S sono momenti di enorme dolore, perché Imposimato ha rappresentato una luce vivida, una guida sicura sul percorso che abbiamo da anni intrapreso nella lotta alla corruzione, al malaffare e alle mafie.”

In questa società contemporanea dove si dice sia avvenuta una crisi dei valori, il giudice Imposimato rappresenta un esempio. La sua morte diviene simbolo di un giudice che nonostante le minacce e la morte del fratello ha continuato a perseguire la giustizia, un paladino che ha cercato di fare sempre il suo dovere. Il giudice di Maddaloni non ha fatto tutte queste battaglie per sé, ma le ha fatte per la collettività, per l’importanza di lasciare alle generazioni future un mondo migliore dove anche i più deboli siano tutelati. Infatti, come diceva Charlie Chaplin nel suo film “Il Grande Dittatore”:

” La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto.”

Grazie Ferdinando per tutto quello che hai fatto e ci hai lasciato, ora sta a noi continuare la tua lotta e non lasciare che essa venga dimenticata.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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