Connect with us

Cronaca

La cultura vittima della campagna elettorale

Scoppia una polemica intorno al direttore del museo egizio di Torino, ma è una fake news di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Published

on

In questi giorni è scoppiato un vero e proprio putiferio sul Museo Egizio di Torino. Esso come l’anno scorso ha lanciato la campagna”Fortunato chi parla arabo” che prevede che i cittadini di lingua araba dal 6 dicembre 2017 al 31 marzo 2018 potranno entrare in due al costo di un biglietto intero. Tutto questo perché come specifica lo stesso sito del museo: “Un patrimonio museale che non appartiene alla cultura italiana e la precisa volontà di avvicinare questa ricchezza a coloro che in esso possono trovare radici, identità e orgoglio. Sono questi i due elementi su cui si fonda il progetto del Museo Egizio. Obiettivo: stimolare la fruizione dell’offerta culturale della città per consentire ai cittadini di lingua araba di essere sempre più parte della comunità con cui hanno scelto di vivere e condividere il futuro.”

Esattamente il 4 gennaio Giorgia Meloni aveva scritto sulla sua pagina facebook questo:“Delirante promozione del Museo Egizio di Torino: paghi un biglietto e ne prendi due se hai la carta d’identità araba. I cittadini lo hanno scoperto dalla pubblicità apparsa su autobus e tram, rigorosamente in lingua araba e senza traduzione e che ritrae una donna velata e un uomo dietro di lei che sorride. Ricordiamo che il museo Egizio di Torino prende sovvenzioni pubbliche, è finanziato coi soldi degli italiani e che tra i cinque membri del CdA ci sono un esponente designato dal Comune di Torino, uno dalla Regione Piemonte e il presidente nominato direttamente dal ministero dei beni culturali.

Chiediamo che questa aberrazione sparisca immediatamente e lanciamo un appello agli italiani: salvatevi dal mix letale Pd-M5S. Se volete un governo di patrioti non votate per chi censura la lingua italiana, mette il velo alle donne e usa i soldi pubblici per queste iniziative senza senso. Il 4 marzo scegliete un governo di patrioti, votate Fratelli d’Italia.”. Titolando “ MIX LETALE DI GOVERNO PD-M5S”. Dal titolo capiamo naturalmente che la Meloni intendeva far campagna elettorale, scagliandosi contro i suoi avversari politici senza un logico collegamento. In un periodo come questo in cui le promesse elettorali si susseguono, quanto scritto dalla Meloni poteva semplicemente essere una scusa come le altre.

Però accade qualcosa di inaspettato, il Museo Egizio diretto da Christian Greco risponde a Giorgia il medesimo giorno dicendo che esso si rivolge a un pubblico internazionale e che la campagna nasce dal fatto che il precedente esperimento a fine 2016 aveva funzionato incrementando la visita del museo di persone che parlavano arabo. La vicenda non finisce qui, infatti a Febbraio la Meloni durante il suo tour elettorale si è presentata davanti al museo per contrastare l’iniziativa.

Allora Christian è sceso in strada per incontrarla e spiegarle la promozione, ribadendo che il museo è di tutti e non riceve finanziamenti pubblici e sottolineando che il nostro paese ha la più grande collezione egizia dopo il Cairo e l’Egitto non ha chiesto la restituzione di codesta, che tra l’altro non è italiana. Greco non ha convinto la Meloni. Il suo partito ha infatti specificato che «una volta al governo Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica». Ma non lo può fare.

Perché il museo torinese è retto da una fondazione privata che recluta i suoi direttori attraverso bandi pubblici – quindi non prevede nessuna nomina. Durante questo molti sono stati i messaggi di sostegno per il direttore del museo egizio, tra cui anche quello del ministro dei Beni culturali Franceschini. Proprio per questo Forza Italia ha deciso di fare un passo indietro.Ciò che delude ma rattrista ancor di più consiste nel veder sfruttata la cultura ai fini di una campagna elettorale. Proprio la cultura che spesso all’interno di diverse sedi politiche e parlamentari non è diffusa, se non fra pochi. Oggi tutto viene strumentalizzato, tutto viene fatto soggetto di discussione, tutto spesso viene controllato e gestito da incompetenti, i quali svariatamente argomentano su questioni che per diversi motivi non li riguardano neanche.

L’effetto che si ottiene è lo svuotamento dell’ identità, il controllo delle opinioni. Ciò significa togliere ed eliminare molte cose poiché vengono appunto svuotate del proprio significato autentico. Quindi amici svegliamoci perché tutto ci potranno rubare ma la cultura no! Ora tocca a noi difenderla da stupide discussioni e campagne politiche, giri di parole che sono fini a se stessi e che provocano solamente la divisione dell’ opinione pubblica.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending