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Politica

Quattro chiacchiere con il senatore Remigio Ceroni

Il senatore Ceroni fa un’analisi del suo partito, Forza Italia.

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Cari amici,
nella giornata odierna abbiamo avuto la fortuna di fare quattro chiacchiere con il Senatore Remigio Ceroni. Dopo l’ opportunità che nella settimana scorsa abbiamo colto, intervistando il Senatore Francesco Aracri, quest’oggi abbiamo rivolto qualche domanda proprio a Ceroni, mostratosi subito disponibile ad accontentare le nostre richieste, a concedere un’intervista a noi che siamo due ragazzi con la passione per la politica. E proprio nell’età adolescenziale il Senatore Ceroni, come scoprirete leggendo questo articolo, si è avvicinato al mondo della politica, iscrivendosi già a diciassette anni nella Democrazia Cristiana, partito che si può ritenere capostipite della politica italiana. In questa intervista oltre a qualche domanda proprio su quelle che erano le caratteristiche, i valori e i pensieri della D.C. abbiamo discusso anche delle ultime elezioni nazionali, del partito “Forza Italia” e della politica italiana più in generale.

Come mai, secondo lei, non è stato ricandidato?

-Non so darmi una risposta neppure io. Ho fatto bene il mio lavoro e mi sono impegnato al massimo. In questi anni ho acquisito una buona esperienza per svolgere questa funzione ,né semplice né facile, quindi francamente non me l’aspettavo.

Secondo lei cosa ha causato la perdita di voti a livello nazionale in queste elezioni per Forza Italia?

-Forza Italia ha perso voti semplicemente perché nel corso di questi anni non ha mantenuto fede agli impegni presi e ha avuto una linea politica ambigua. Inoltre in tutta Italia ha fatto delle candidature inquietanti e sorprendenti.

Noi abbiamo già parlato con il sen.Francesco Aracri, come sa anche lui non è stato ricandidato come lei . Lui ci ha detto che Forza Italia ruota intorno ad “amicalità” che hanno scatenato una guerra all’interno del partito portata avanti da personaggi autoreferenziali. Secondo lei ci sono problematiche del genere all’interno di Forza Italia?

-Francesco è un carissimo amico, una persona molto capace, molto preparata e quindi mi dispiace molto che anche lui non abbia trovato spazio nelle liste. Mi pare che l’analisi di Francesco sia ampiamente condivisibile.

E secondo lei quali sono queste problematiche?

-In Forza Italia si ignorano completamente le regole dettate dal buon senso nella scelta della classe dirigente, il merito è assolutamente ignorato. Il partito è pieno di soggetti che non svolgono nessuna attività politica e che non hanno alcun legame con il territorio e pronti a cambiare partito.

Quali possono essere le strade da intraprendere per risolvere queste criticità?

-Non credo che Forza Italia abbia in animo di affrontare queste criticità. Forza Italia è un partito che è vissuto senza regole e non crede nella politica come attività di servizio alla comunità. Pensare che Forza Italia possa cambiare è semplicemente un’utopia.

Sono risultati i vincitori di queste elezioni il Movimento 5 stelle, come primo partito, invece all’interno della coalizione del centrodestra la Lega Nord. Essi sono definiti movimenti populisti, cosa ha portato secondo lei gli Italiani a sceglierli?

-Ormai l’Italia è un paese allo sbando dal punto di vista dei valori e dal punto di vista economico. I cittadini sono sempre più disorientati e nessun partito affronta le tante difficoltà che mettono a rischio anche la sopravvivenza delle persone per cui è normale che la gente protesta. Credo che il voto di protesta sia prevalso sul resto.

Leggendo il suo curriculum abbiamo visto che lei è stato iscritto alla Democrazia Cristiana…

-Si quando mi sono appassionato alla politica nel 1972 io avevo diciassette anni la mia famiglia e le mie amicizie mi orientarono verso quel partito. Poi la D.C. è finita e ho trovato in Forza Italia un partito che diceva di rappresentare gli stessi valori.

Quelle idee, quei valori secondo lei sono oggi portati avanti da qualche partito ?

-Forza Italia ha ancora nel suo statuto,nella sua carta dei valori tanti riferimenti alla D.C. :la libertà, la famiglia, la libera intrapresa poi però l’azione politica a sostegno di tali valori ha lasciato molto a desiderare.

Alcuni vedono le idee della Democrazia Cristiana nei cinque stelle, lei cosa ne pansa?

-Mi sembra una visione azzardata. I cinque stelle non rappresentano neanche la brutta copia della democrazia cristiana. I 5 stelle non hanno nulla a che vedere con la Democrazia Cristiana, un paragone del tutto fuori luogo.

Secondo il suo parere negli ultimi cinquant’anni la politica italiana è cambiata in positivo o in negativo?

-Diciamo che c’è stata un’evoluzione fortemente negativa. Innanzitutto la politica è un servizio, non un’occasione per realizzare interessi personali.

Ritornando alle elezioni,secondo lei, qualcuno tra i vincitori andrà al governo oppure si rivoterà?

-Io credo che sarà molto difficile mettere insieme una maggioranza perché bisogna condividere idee e progetti per allearsi e non mi pare ,almeno per come i partiti si sono espressi nella campagna elettorale, sia possibile trovare punti di vista comuni.

C’è stata anche una confusione post-voto, questa confusione è in parte dovuta alla legge elettorale con cui sono svolte le elezioni, il Rosatellum?

-C’è un quadro politico estremamente frastagliato. Gli italiani hanno frazionato il loro voto. Nessun partito raccoglie un grande consenso. D’altra parte una legge elettorale non può trasformare pochi consensi in tanti rappresentanti in parlamento.

Lei quando si è votato il Rosatellum era d’accordo?

-No ma io ho votato perché quando si è in parlamento bisogna comunque attenersi alle disposizioni che vengono impartite almeno su grandi scelte come quella della legge elettorale. Qualche volta si può votare anche in dissenso ma generalmente si seguono le indicazioni che vengono impartite dal capogruppo. Personalmente non l’avrei votata dato che sono favorevole al proporzionale puro e alle preferenze. I cittadini hanno il diritto di scegliere i propri rappresentanti in parlamento.

Come definisce gli ultimi anni di governo Pd?

-Semplicemente disastrosi perché basati solo sulla propaganda, caratterizzati dal tentativo continuo di far credere ai cittadini una serie di cose che poi nella realtà non esistevano. Oggi serve una politica fatta di cose concrete, di soluzioni reali per ridurre e attenuare le difficoltà che i cittadini vivono in questo momento.

Quindi da dove dovrebbe ripartire la politica italiana?

-Secondo me bisogna recuperare un rapporto di credibilità e di fiducia con i cittadini. Consentiamo ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in parlamento. Il Rosatellum da questo punto di vista è un imbroglio. E’ normale che la gente protesti. La politica inoltre si è sempre più sconnessa dalla realtà, per cui non riesce più a coinvolgere i cittadini nella vita sociale. I giovani sono diventati apatici. Non frequentano gli incontri politici e non possono certo appassionarsi.

Lei cosa farà vista la sua non ricandidatura?

-Da venerdì 23 torno a scuola a fare il mio vecchio lavoro che è quello dell’insegnate. Un lavoro che mi ha dato tante soddisfazioni e che con piacere ritornerò a fare.Spero di poter incoraggiare tanti giovani a impegnarsi in politica.

Vogliamo ancora ringraziare il Senatore Remigio Ceroni, personaggio politico capace di avvicinarsi, anche tramite una semplice intervista, al mondo dei giovani che provano un sentimento autentico proprio nei confronti della politica. Con la stessa cortesia che Ceroni ha avuto per noi, teniamo ad augurargli buona fortuna per il mestiere di insegnante che a breve riprenderà e per tutto ciò che di bello ha la vita da riservagli.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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