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Politica

Sud,Nord e Governo dal punto di vista del leghista Giovanni Malanchini

Abbiamo intervistato un rappresentante della Lega, Giovanni Malanchini. Egli ricopre la carica di primo cittadino presso Spirano (BG) ed è responsabile Nazionale Enti Locali proprio per la Lega Nord.

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Cari amici,
questi mesi ci hanno offerto tanti punti e svariate tematiche riguardanti la politica e i suoi esponenti. Allo stesso tempo siamo stati spettatori delle ultime elezioni che ancor di più hanno confermato la confusione e la rabbia del popolo italiano. Questo sentimento è stato testimoniato anche della vittoria del M5S e della Lega Nord, cioè dei movimenti populisti. Oggi abbiamo parlato proprio con un rappresentante della Lega, Giovanni Malanchini. Egli ricopre la carica di primo cittadino presso Spirano (BG) ed è responsabile Nazionale Enti Locali proprio per la Lega Nord. Vogliamo quindi ringraziarlo per la sua disponibilità nel rispondere alle nostre domande.

-La lega da qualche tempo sta tentando di estendere la sua visione in tutta Italia,riscuotendo discreti consensi. Non crede che è in contraddizione con la matrice dell’identità padana?

No, perché la Lega è un partito identitario che replica i suoi ideali in altre zone d’Italia. Le tradizioni di una regione non possono essere in contatto con le altre, la valorizzazione delle singole identità e delle singole tradizioni può portare un processo di crescita all’intero del Paese.

-Cosa crede che abbiano oggi in comune Nord e Sud Italia?

Una produzione agricola e agroalimentare di qualità, perché ad esempio al Sud non ci sono i servizi che abbiamo noi per dare supporto alle nostre aziende agricole e agroalimentari per esportare i prodotti nel mondo.

-Nonostante questo il Nord è il motore dell’economia italiana, dato incontrovertibile, crede che il sud sia inattivo o sfruttato?

Io penso che la gente, le imprese private al Sud siano sfruttati e poi c’è una parte del sud, costituita da certe componenti istituzionali, che molto spesso ha utilizzato in modo irresponsabile le risorse pubbliche. Secondo me oggi nell’istituzione Regione Lombardia il rapporto qualità prezzo nella fornitura dei servizi pubblici è ottimo, nella regione Sicilia ci sono delle inefficienze e degli sprechi che invece potrebbero generare risorse disponibili per chi fa impresa, azienda, per spingere l’occupazione e il lavoro. Soldi utilizzati quindi meglio rispetto a come vengono utilizzati. Questo non lo dico io ma svariati studi. Spendere meglio soldi pubblici significa, ad esempio, avere risorse da investire in strutture più efficienti. Questi sono processi graduali che non si fanno in due giorni ma che in prospettiva sono una salvezza, non solo delle regioni ma di tutto il Paese, anche a fronte di un sistema economico globale che cerca di annullare le peculiarietà, di eliminare le tradizioni, i regionalismi, di fare l’interesse delle multinazionali. Quindi un modello economico che va rivisto e rivalutato. Non capisco perché una regione come la Sicilia non possa avere più opportunità, anzi la gente della Sicilia non possa avere le stesse possibiltà che ha la gente in Lombardia di fare impresa, di avere prospettive di crescita. Pensiamo anche ai produttori di vino, di olio, ai distretti del cibo che potrebbero essere dei sistemi economici vincenti, che esportano prodotti in tutto il mondo con degli utili di un certo tipo. Quindi più che ponte sullo stretto, secondo me, serve un sistema viario al centro della Sicilia, porti ed aeroporti efficienti che consentano di portare in tutto il mondo e in tempo breve tutti questi prodotti.

-Personalmente auspica un alleanza fra centrodestra e Movimento 5 Stelle o centrodestra e PD per il prossimo governo?

Io auspico, chiaramente per una questione di fiducia, che sia Matteo Salvini a guidare le danze. É chiaro che oggi non ci sono i numeri per far tutto da soli, siamo partiti con un programma elettorale molto ambizioso e che faceva conto di una maggioranza del centrodestra in parlamento. Quindi è chiaro che bisogna cercare di ottenere una maggioranza, soprattutto per cercare di far qualcosa, perchè la gente ha votato così e bisogna rispettare il voto del popolo. Ad oggi non abbiamo una maggioranza in Parlamento ma è necessario mettere mano ad alcune cose che si possano fare insieme sennò non si riesce a fare nulla. Una questione di ordine istituzionale è per esempio la revisione della legge elettorale per garantire maggiore governabilità, un ‘altra questione potrebbe essere il raccoglimento delle giuste istanze di maggiore autonomia che arrivano da regioni tipo la nostra, compatibilmente con quella che è la tenuta del bilancio statale. Quindi lo Stato dia a regioni come la Lombardia le competenze di alcune materie, dando gli stessi soldi che lo proprio lo Stato spende per gestire quelle materie.

-Il successo della Lega e dei 5 Stelle è dovuto ad un malcontento sociale diffuso. Pensa che sia un problema nazionale o dipendente dal più ampio fenomeno della globalizzazione e dell’ immigrazione che ha impoverito le classi medie e di fatto non esistono terapie provate?

Penso che l’analisi sia sbagliata, il voto ai 5 Stelle può essere classificato come un voto di protesta, quello della Lega è distribuito diversamente a livello territoriale ed è un voto di governo. Nella Regione Lombardia abbiamo vinto perché la gente ci ha votati per governare. Quindi difficilmente è un voto di protesta, magari è un voto per affrontare certe emergenze in alcune zone d’Italia, come la Sicilia. Prendiamo voti anche perchè sul tema dell’immigrazione altri hanno fatto poco, noi invece abbiamo idee molto più chiare e perciò probabilmente qualcuno ci vota anche per quello. Basti pensare ai cittadini lombardi, nel mio comune i 5 Stelle hanno preso solo il 10% delle preferenze. Questo testimonia che qui i comuni sono governati bene, la regione è governata bene e non si protesta ma si chiede continuità di governo.

-Lei cosa ne pensa del Movimento 5 stelle?

Penso che oggi il problema del Movimento 5 stelle sia quello di avere al proprio interno le capacità per governare. Quindi l’assegnazione via internet dei candidati può essere ritenuto uno strumento di democrazia, ma i numeri ci dimostrano che non funziona. Dobbiamo anche fare delle considerazioni sui fatti: per esempio a Roma quello che si è messo in evidenza non è l’incapacità di fare miracoli, nessuno ha chiesto ai 5 stelle di fare miracoli o di coprire le buche che ha lasciato Marino in due giorni, ma al sindaco Raggi di essere all’altezza del suo compito. Il fatto che venga accusata più volte e chiamata in causa perché si contestano le procedure di assegnamento degli incarichi è significativo: questo non succede a un sindaco della Lega in un comune di 2.000 abitanti . Insomma per governare un paese, una città, una capitale serve gente più preparata .

-Ha qualche previsione su chi sarà il presidente della Camera? Sara grillino secondo lei?

Secondo me il quadro generare porta a una precedenza grillina alla presidenza della Camera; al centrodestra dovrebbe andare il senato, quindi le voci degli ultimi giorni sono abbastanza accreditate.

-Lei con 6.197 voti alle regionali della Lombardia cosa intende fare?

Di questi voti 1200 li ho presi nel comune dove faccio il sindaco da nove anni, quindi probabilmente sono dei voti che premiano il mio lavoro. Molti mi conoscono quindi il mio voto è meno politico rispetto a quelli presi da chi si è candidato alle politiche. Il mio risultato è molto più territoriale, più vicino alla soluzione dei problemi della gente . É chiaro che anche nella regione Lombardia ci sono alcuni piccoli problemi che vanno risolti. Uno tra questi è il tema dell’autonomia, attraverso la Lombardia chiede allo stato ,visto che la regione riesce ad avere bilanci in parità, di avere avere la possibilità di sbloccare le assunzioni. Adesso in Lombardia c’è il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego. Questo si riflette negli ospedali dove non c’è una mancanza di efficienza ma, ad esempio, la presenza in certe tipologie di trattamento delle liste d’attesa. Consentire alla regione Lombardia di fare con i propri soldi assunzioni semplificherebbe le cose.

Questo significa anche creare con lo stato un rapporto diverso.Un rapporto differente in sede di Conferenza Stato-Regioni, caratterizzato da un processo di riforma. Un punto fondamentale è quello della promozione territoriale. Io penso che un consigliere regionale, come un sindaco, debba occuparsi della sua gente e di promuovere il suo territorio. So che la Sicilia ha dei territori bellissimi, grandi produzioni agricole e alimentari con zone a vocazione turistica. La mia zona, una zona di produzione di prodotti caseari di qualità. È uno dei miei cavalli di battaglia: mi batterò per norme più chiare sulla tracciabilità, sull’etichettatura, facendo guadagnare l’agricoltore, l’allevatore e chi trasforma la materia, sennò va a finire che prima o poi finiamo, tutti noi italiani, in mano alle multinazionali che ci obbligheranno a mangiare un unico tipo di formaggio al prezzo che dicono loro. La sfida che abbiamo oggi è questa ed è per questo che dobbiamo portare questo messaggio in altre regioni., non per andarle a governare ma per diffondere delle esperienze positive che abbiamo fatto qui in Lombardia. Per esempio chi deve risolvere i problemi della Sicilia sono i Siciliani. Non vedo perché un bravo ragazzo siciliano debba venire a lavorare qui per far valere il suo mestiere e le sue capacità: naturalmente da noi è accolto a braccia aperte e siamo contenti che molto spesso arrivino competenze da fuori ad aiutare le nostre aziende, ma il sud merita di tenere sul territorio le sue forze migliori.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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