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Politica

Il resoconto delle tre consultazioni

Ecco la situazione al termine delle tre consultazioni del presidente Mattarella che tenta di dar vita al nuovo esecutivo.

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Cari amici,
dal fatidico 4 marzo, cioè dal giorno delle “tanto attese” elezioni, la nostra Italia è tirata da tutti i partiti come fanno i bambini con il sacchetto delle caramelle. E pensandoci bene forse gli ingenui fanciulli siamo proprio noi popolo, ogni elezione “sedotto e abbandonato” dai capi partiti che non riescono neanche a dialogare tra di loro. Tutti vorrebbero fare il bene del Paese ma nessuno lo vuole fare se non coincide con quello del proprio partito. Il responso di queste elezioni é stato uno gigantesco stallo, una grossa matassa che neanche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è riuscito a sciogliere .

Lui almeno ha provato a sbloccare la situazione imbarazzante in cui siamo finiti con, per lui fatidiche, consultazioni. Sono stati fatti addirittura più “giri” che noi ripercorriamo fino alla decisione di Mattarella di procedere con un governo neutrale e comunque di “vita breve”.
Il 7 maggio è terminato il terzo giro di consultazioni e il presidente Mattarella ha detto:”Nel corso delle settimane scorse ho svolto una verifica concreta, attenta e puntuale di tutte le possibili soluzioni in un Parlamento contrassegnato, com’è noto, da tre schieramenti principali, nessuno dei quali dispone della maggioranza. Condizione questa che richiede, necessariamente, che due di essi trovino un’intesa per governare:

  • -Non è riuscito il tentativo di dar vita a una maggioranza tra il Centrodestra e il Movimento Cinque Stelle.” Come è infatti emerso nelle settimane scorse i 5 stelle non vogliono Forza Italia con Berlusconi e la Lega non vuole separarsi dal suo alleato di centrodestra quindi di conseguenza:
  • “-Non ha avuto esito la proposta del Movimento Cinque Stelle di formare una maggioranza con la sola Lega. “ Al termine del secondo giro di consultazioni Di Maio minaccia di “chiudere uno dei due forni”(riferimento alla Lega) e così accade. Inoltre interviene anche il presidente della repubblica che da al presidente delle camera Roberto Fico l’incarico di verificare un’intesa per una maggioranza parlamentare tra il M5s e il Pd.
  • “-Si è rivelata impraticabile una maggioranza tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico.” Infatti nonostante l’apertura iniziale dell’attuale segretario del Pd Martina dopo un’assemblea interna del Pd è emerso la chiusura di quest’ultimo.
  • “-È stata sempre affermata, da entrambe le parti, l’impossibilità di un’intesa tra il Centrodestra e il Partito Democratico. “

Matterella continua esponendo le possibilità che si evincono da questo:”Com’è evidente, non vi è alcuna possibilità di formare un governo sorretto da una maggioranza nata da un accordo politico. Sin dall’inizio delle consultazioni ho escluso che si potesse dar vita a un governo politico di minoranza.Vi era stata, questa mattina, una richiesta in tal senso che sembra sia già venuta meno.Il governo di minoranza condurrebbe alle elezioni e ritengo, in queste condizioni, che sia più rispettoso della logica democratica che a portare alle elezioni sia un governo non di parte.

Quali che siano le decisioni che assumeranno i partiti è, quindi, doveroso dar vita a un nuovo governo. Così infine il presidente della Repubblica Italiana propone “un governo neutrale rispetto alle forze politiche” oppure l’ipotesi alternativa è quella di indire nuove elezioni subito, appena possibile, gestite dal nuovo governo. Non vi sono i tempi per un voto entro giugno. Sarebbe possibile svolgerle in piena estate, ma, sinora, si è sempre evitato di farlo perché questo renderebbe difficile l’esercizio del voto agli elettori. Si potrebbe, quindi, fissarle per l’inizio di autunno. La decisione spetta ai partiti che subito hanno iniziato a scartare la possibilità del governo neutrale e ad indirizzarsi verso le elezioni. Più i giorni passano e più ci accorgiamo che nella nostra politica uno dei maggior problemi e la mancanza di comunicazione. Tale problematica é costituita dalla presunzione che spesso cammina di pari passo con la diffidenza.

Quasi tutti i partiti vorrebbero andare al più presto al voto magari cambiando anche una legge elettorale su cui tutti ripongono le colpe di questo stallo. In verità con diversi sistemi elettorali quali quello greco per esempio i risultati sarebbero sempre gli stessi e nessuno otterrebbe la maggioranza tanto aspirata. A nostro parere quindi la scelta del Presidente Mattarella corrisponde a quelle più azzeccata. Poiché tornando al voto cambierebbe poco i niente. I capi partito sono quelli dell’ altra volta, le proposte sono rimaste invariate e noi popolo italiano siamo sempre gli stessi.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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