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Politica

L’avv. Alfonso Bonafede e la sua possibile squadra con il giudice Davigo e il pm Di Matteo per ridare lustro alla giustizia italiana

Il deputato grillino Alfonso Bonafede si appresta a ricoprire il ruolo di guardasigilli del governo del cambiamento presieduto da Giuseppe Conte.

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Quando Alfonso Bonafede, deputato grillino, ignoto ai più, ma in carriera, si erge dal suo seggio per parlare nell’aula della Camera, si sa quando incomincia ma non quando finisce: spesso, infatti, il presidente dell’assemblea è costretto ad agitare più volte e con vigore la campanella per imporgli di concludere.


Con queste parole Guido Quaranta sull’espresso definiva l’attuale ministro della giustizia avv. Alfonso Bonafede. Possiamo definire Bonafede come un grillino puro iscritto al movimento dal 2006 e inoltre secondo quando si legge nella documentazione pubblicata online sul sito della camera nel 2017 aveva un reddito imponibile pari a 186.708 euro. Secondo i fatti di cronaca dei giorni scorsi, come rivela il Messaggero, una delle prime telefonate dell’avv. Bonafede dopo il giuramento è stata quella fatta al giudice Piercamillo Davigo,il magistrato che ha fatto parte del pool Mani pulite,una serie d’inchieste giudiziarie condotte negli anni novanta in Italia, che accompagnò lo scandalo di Tangentopoli. Queste inchieste rivelarono un sistema fraudolento che coinvolgeva la politica e l’imprenditoria: l’impatto mediatico e il clima di sdegno della popolazione che seguirono furono così grandi che tali inchieste ebbero come effetto quello di decretare la fine della Prima Repubblica e l’inizio della Seconda Repubblica: partiti come la DC si sciolsero mentre altri come il PDS furono fortemente ridimensionati.

Inoltre sempre secondo il Messaggero il ministro della giustizia starebbe pensando di affidare al pm antimafia di Palermo Antonino Di Matteo, il Dag, ovvero il Dipartimento per gli affari della giustizia. Il pm Antonino di Matteo divenuto pubblico ministero a Palermo nel 1999, ha iniziato ad indagare sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte, oltre che sugli omicidi di Rocco Chinnici ed Antonino Saetta; per l’omicidio Chinnici ha rilevato nuovi indizi sulla base dei quali riaprire le indagini e ottenere in processo la condanna anche dei mandanti, riconosciuti in Ignazio e Antonino Salvo, mentre per l’omicidio Saetta otteneva l’irrogazione del primo ergastolo per Totò Riina. Oltre a questi due big che forse si apprestano ad entrare nella squadra del ministro della giustizia egli porterà avanti un programma contrassegnato da:


“-introduzione di una vera class action. Immediatamente dopo l’elezione del 2013, così come avevo promesso in campagna elettorale, ho scritto la proposta di legge sulla class action, che è stata approvata all’unanimità alla Camera dei deputati il 3 giugno 2015. Purtroppo, i partiti hanno deciso di affossare questa importante proposta al Senato.


-Altra proposta fondamentale riguarda il risarcimento dei danni non patrimoniali. La mia proposta di legge, che ha ricevuto consensi in audizione da parte dei più autorevoli professori universitari e addetti ai lavori, aveva l’obiettivo di uniformare tutto i risarcimenti in tutta Italia e in tutti i settori in cui possono verificarsi i danni (responsabilità medica, lavoro, sinistri stradali). E’ assurdo che in Italia due persone vengano risarcite in maniera differente per lo stesso danno a seconda della zona d’Italia in cui si trovano.
-Cruciale, anche per l’economia italiana, è la semplificazione dei processi, in modo tale da favorirne l’accelerazione.
-Nel diritto penale, è necessario introdurre il DASPO ai corrotti nonché la norma sull’agente provocatore ed una vera riforma della prescrizione.
Sarà fondamentale, inoltre, bloccare il provvedimento sul bavaglio alle intercettazioni introdotto dal Governo Gentiloni a camere sciolte.”

Facciamo i nostri migliori auguri all’avv. Bonafede e ricordiamoci che:
“Il problema non è fare la cosa giusta. E’ sapere quale sia la cosa giusta.
(Lyndon Baines Johnson)

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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