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Politica

Nel giorno della fiducia al governo del cambiamento il sen. Matteo Renzi da lezioni al presidente Conte

Nel giorno in cui il Governo del Cambiamento si appresta a ottenere la fiducia, il sen. Matteo Renzi dai banchi dell’opposizione replica.

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Cari amici,
nella giornata di oggi il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha cercato e ottenuto da parte del Senato la fiducia per il nuovo governo giallo-verde. Diversi sono stati i punti trattati durante il suo discorso. Successivamente, nel pomeriggio i diversi partiti, tramite i propri esponenti hanno espresso i loro pareri. Tra i principali spicca quello di Matteo Renzi che si fa portavoce del Partito Democratico. Renzi per prima cosa ripete la volontà di tutto il partito di formare una vera e forte opposizione, tuttavia precisa come non mancherà il rispetto in favore del neo Premier, facendo presente anche il comportamento irrispettoso di altre forze politiche durante la sua legislatura. ” Lei, Presidente, è anche il nostro presidente del Consiglio dei ministri e noi la rispetteremo sempre, in quest’aula e fuori da quest’aula. La rispetteremo fuori da quest’aula là dove lei porterà il tricolore. Già nei prossimi giorni al G7 in Canada.

La rispetteremo quando, alla fine del mese, ci rappresenterà al Consiglio europeo di Bruxelles. La difenderemo e la rispetteremo quando, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite lei prenderà la parola a nome di tutti noi. Anche per questo motivo siamo rimasti abbastanza sorpresi dal suo riferimento alle opposizioni. Ma vogliamo prenderla sul serio fin dal primo minuto. Le garantiamo che la nostra opposizione non occuperà mai, come accaduto la scorsa legislatura, i banchi del governo in tono provocatorio. Non occuperà mai la poltrona del presidente del Senato. Non insulterà mai, sui social, i ministri della Repubblica. Non attaccherà mai le istituzioni del nostro paese al grido “mafia, mafia, mafia!” che il governo della Repubblica nel gennaio del 2015 dovette ricevere da un gruppo parlamentare a Strasburgo, dando fiato a quei pregiudizi che contro di noi tanta parte dell’Europa continua ad alimentare”.Nel continuare il suo discorso Renzi si sofferma sulle diffidenze che sono state fatte tra il suo Governo e questo nuovo:


” Quello che nella XVII legislatura era il “governo dei non eletti” oggi si deve dire “governo dei cittadini”. Quello che nella XVII legislatura era “inciucio”, da oggi si deve chiamare “contratto”. Quello che nella XVII legislatura si chiamava “trionfo della partitocrazia”, si deve chiamare “democrazia parlamentare”. Quello che nella XVII legislatura si chiamava “condono”, si deve chiamare “pace fiscale”. Quello che nella XVII legislatura si chiamava – vicepresidente del Consiglio con delega importante al Viminale, buon lavoro ministro Salvini – “uomo che tradiva l’alleanza che lo aveva eletto”, nella XVIII legislatura si deve chiamare “cittadino che aiuta il governo a superare la frasi di crisi”. Non so se cambierete il paese intanto avete rasserenato il clima politico, lo considero un passo positivo”.

Inoltre sottolinea come neanche Conte stesso sia stato eletto dal popolo come Lega e M5S pretendevano qualche tempo fa. ” Lei (Conte) è un premier non eletto, potrei dire un collega. Ma nessuno le sta negando la legittimità come avvenne nella XVII legisla…”La flat tax costa 60 miliardi, se la facciamo sul serio. Se poi la facciamo per finta, va tutto bene. Ieri qualcuno ha detto “facciamo la flat tax finalmente per le imprese”. C’è dal 1973 per le imprese. Il punto è se fate quello che avete promesso. Se la fate costa 60 miliardi, auguri. Non solo. Non venga presidente del Consiglio in quest’aula a dirci che fate l’intervento sulle pensioni d’oro perché, lo dico semplicemente per una qualche esperienza del passato, se lei introduce una tassazione particolare o comunque un contributo di solidarietà per le pensioni che prendono più di 5.000 euro netti, come da contratto – noi il contratto lo abbiamo letto e va letto, tutti noi lo dobbiamo leggere, non dobbiamo fare ironia, perché sarà quello su cui decreteremo il fallimento o il successo di questa esperienza di legislatura.


Ma se fate l’intervento sulle pensioni superiori ai 5.000 euro netti, che lei anche nel suo intervento ha richiamato, recuperiamo 110 milioni di euro. Non è male. Se però lei fa la flat tax per 30 mila pensionati d’oro, spendiamo 760 milioni di euro. Allora mettiamoci d’accordo. O chiediamo un contributo di solidarietà o facciamo la flat tax. Perché non possiamo prendere in giro i cittadini come rischiamo di fare sul reddito di cittadinanza.
Quando la gente si presenta in coda agli uffici per chiedere il reddito di cittadinanza è perché aspetta un cambiamento vero che voi gli avete promesso. Noi no. Abbiamo anche perso, ma comunque non glielo abbiamo promesso.”


Riflettendoci Renzi ci sta mettendo davanti la verità dei fatti. Anzi la sta mettendo dinnanzi ai vincitori di una campagna elettorale vittoriosa non solo per il crollo della Sinistra italiana, quindi del PD, ma sostenuta da promesse che allora sembravano irrealizzabili e che oggi vagano ancora in un mondo astratto, nel quale sono precipitate negli anni altre grandi garanzie e promesse che avevano illuso un popolo italiano. Lo stesso popolo italiano che vuole cambiare gridando solamente onestà, rivendicando proprio le illusioni nelle quali avevano creduto.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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