Connect with us

Politica

Non solo Delrio ma anche noi spiegheremo al presidente del consiglio Conte chi era Piersanti Mattarella

Una giornata piena di colpi di scena dove il Governo del Cambiamento tra gaffe, lapsus, appunti smarriti incassa la fiducia alla camera dei deputati con 350 sì e 236 no

Published

on

Cari amici,
quella di ieri è stata decisamente una giornata piena di colpi di scena dove il Governo del Cambiamento tra gaffe, lapsus, appunti smarriti incassa la fiducia alla camera dei deputati con 350 sì e 236 no. In questa giornata dopo l’intervento del presidente del consiglio Giuseppe Conte si susseguono quello di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che inizia ad un certo punto del suo intervento anche a scherzare dicendo:”Ho sentito dire che lei in passato si è definito un uomo di sinistra, mi auguro che in questi anni sia rinsavito perché l’unica cosa di cui l’Italia non ha bisogno è di un altro governo di sinistra”. La Meloni ha poi tenuto a precisare: “Non è affatto il governo più a destra della storia repubblicana… se fosse stato un governo di destra, la destra italiana ne avrebbe fatto parte”.

“Fico – ha ironizzato la parlamentare – può dunque continuare ad andare alla parata del 2 giugno col pugno chiuso senza sentirsi in difficoltà”. Dopo è intervenuta la capogruppo di Forza Italia alla Camera: Mariastella Gelmini. La deputata Gelmini ribadisce fin da subito che chiaramente Forza Italia non darà la fiducia al governo Conte e precisa che:”La nostra non sarà un’opposizione ideologica e preconcetta. Noi come opposizione non faremo sconti, ma saremo sempre in prima linea per difendere gli interessi del Paese. La campagna elettorale è finita, il tempo della propaganda, degli slogan, delle dirette su Facebook è finito”. Parla anche Vittorio Sgarbi che ha annunciato la sua fiducia al governo ” perché dove c’è ignoranza e disordine io prospero”. E aggiunge:” Inglobiamo i Cinque Stelle e facciamoli morire”.

La cosa che più colpisce di questa giornata è sicuramente il comportamento del presidente Conte che va a braccio, tentenna, inciampa fino alla più imbarazzante delle amnesie: vorrebbe esprimere solidarietà al presidente Mattarella per gli attacchi online subiti ma parla di “offese alla memoria di un suo congiunto sui social, adesso non ricordo precisamente”. Alla fine del suo discorso reagisce il Pd con Graziano Delrio che esorta Conte:” Studi, rispetti la Costituzione, non faccia il pupazzo dei partiti”. E soprattutto ricorda:

” PIERSANTI, SI CHIAMAVA PIERSANTI IL FRATELLO DI MATTARELLA UCCISO DALLA MAFIA”.

In aula scoppia il caos: i dem e Forza Italia si alzano in piedi e iniziano un applauso che sembra non avere fine e invitano tutti:” Alzatevi”. Ma niente, leghisti e M5S restano fermi. Ecco al di là dell’amnesia di Conte noi vorremmo soffermare la nostra attenzione sul “congiunto” perché oggi non possiamo e non dobbiamo dimenticare chi si è battuto sino a dare anche la propria vita per le istituzioni.

Ecco chi era Piersanti Mattarella, l’eroe dell’antimafia

Piersanti Mattarella è stato un grande uomo politico, una delle più belle espressioni della Sicilia di metà novecento. Egli si puó ricordare anche come un “sognatore del cambiamento”. Piersanti mirava a rivoluzionare non solo la politica corrotta e priva di valori della sua epoca ma in particolare si era posto l’ obbiettivo e l’ obbligo di rendere la sua terra libera dal fenomeno mafioso che per decenni e forse anche secoli ha gestito la vita dei siciliani e gli affari locali. Quando riuscì a divenire Presidente della Regione pensò di sciogliere quel nodo che teneva congiunti mafia e Stato, iniziò a colpire Cosa Nostra a cominciare dalle imprese, passando anche per gli appalti, una delle principali fonti fi guadagno per le cosche di allora.

Quest’ opera che Mattarella portò avanti tracciò un’importante linea che delimitava l’ illegale da ciò che era giusto e consentito, scontradosi soprattutto con i “corleonesi”. Quest’ ultimi a cavallo tra gli anni settanta e ottanta riuscirono centralizzare tutti gli affari che riguardano quasi la totalità delle famiglie mafiose della Sicilia, regione allora vittima della smania del denaro che colpiva ogni forma di istituzione. Un grande scrittore come Leonardo Sciascia diceva “La mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel «vuoto» dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma «dentro» lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta.”

Per la sua ferma convinzione nel voler estirpare un erba cattiva come la mafia dalla terra in cui vivranno i suoi conterranei e molti dei figli di un Paese, talvolta esso stesso complice del crimine, Piersanti Mattarella venne ucciso il 6 gennaio del 1980 a Palermo.

Ad ordinare l’uccisione fu Cosa Nostra, a causa dell’opera anche di ammodernamento e intrapresa da Piersanti Mattarella e dei contrasti con Vito Ciancimino, il quale aveva anche siglato un patto di collaborazione con Salvo Lima e con la corrente andreottiana. Nel cinque anni successivi all’omicidio vennero condannati all’ergastolo come mandanti dell’omicidio i boss: Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Antonio Geraci.

In base alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Francesco Marino Mannoia, Giulio Andreotti, era a conoscenza dell’insofferenza di Cosa Nostra verso Mattarella e nel 2004 si è accertato come ai tempi dell’accaduto Andreotti abbia avuto rapporti con la mafia. Tutto però è rimasto in aria, come pure le gride dei siciliani alla morte di Piersanti Mattarella, il “loro Presidente”. Egli rappresentava non solo i siciliani ma l’onestà di una terra per certi versi tanto amara e crudele nei confronti dei suoi stessi figli.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

Trending