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Politica

L’Ilva di Taranto rimarca l’allontanamento di Di Maio dal comico Beppe Grillo

L’ILVA di Taranto è l’elemento della discordi che allontana il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico da Beppe Grillo.

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Cari amici,
durante il periodo di campagna elettorale, particolarmente vissuta dal nostro Paese, l’ allora candidato Premier Luigi Di Maio disse “L’ Ilva è una realtà che deve continuare a dare posti di lavoro anzi deve darne di più di quelli che ne da attualmente. Per tali motivi noi crediamo in un piano di riconversione industriale e di bonifiche”. Lo stesso attuale Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, proprio riguardo all’ Ilva non ha esitato a rispondere al fondatore del suo movimento Beppe Grillo. L’ ex comico nella giornata di mercoledì aveva, infatti, parlato di trasformare la fabbrica in un parco, praticamente un’ area ecologica. Ironia della sorte, Grillo nel progettare ciò si era ispirato alla Germania, dove era stata realizzata un’ operazione simile a questa ovvero nel bacino della Ruhr.
Nella giornata di ieri però sono arrivate le parole di Di Maio, non propriamente dello stesso parere.

“Grillo e chiunque altro esprimono opinioni personali. Su tutti i dossier io non prenderò decisioni finché non ascolterò le parti. Sentirò quindi la proprietà, i sindacati, il Sindaco di Taranto, bisogna vedere la condizione generale, solo dopo prenderò decisioni con responsabilità e se serve anche con continuità”.

Queste stesse persone con cui il Vice-Premier vuol prima parlare sono quelle più propense nel siglare un contratto già formulato con l’ acquirente ArcelorMittal. La Mittal si è impegnata ad investire 2,4 miliardi. Una porzione di questi, circa l’ 1,2 riguarderebbe la parte ambientale mentre l’ altra metà gli investimenti produttivi. C’è da aggiungere che sarebbero pagati ai creditori anche quei famosi 1,8 miliardi. In più è stata fatta la promessa di 10 000 nuove assunzioni. Tuttavia vi è una forte sfiducia da parte di molti eletti del Movimento 5 Stelle che nella Mittal non vedono la soluzione più efficace. Bisogna dire che qualora Di Maio vorrebbe far saltare il tutto ciò non sarebbe alquanto facile poiché servirebbe l’ azione di tutto il Governo, compresa la parte “leghista” con la quale non vi è nessuna intesa riguardo il destino la stessa Ilva.


Tuttavia appare chiaro come Di Maio stia prendendo nette distanze dai “personaggi” che senza dubbio avevano influenzato, almeno parzialmente, la sua campagna elettorale. Forse queste misure che il Vice-Premier sta cercando di prendere sono il risultato delle presa di coscienza del ruolo che oggi egli ricopre. Infatti che lo si voglia o no Luigi Di Maio è una delle figure portanti di questo nuovo Governo e come tale deve sapersi distaccare da tutti pensieri e idee che ruotano intorno al suo partito.

Fondatore e direttore del sito www.lapoliticadelpopolo.it Coltivo quotidianamente la mia passione per la politica, l'attualità e l'informazione, cercando di coinvolgere sempre più i giovani.

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