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Cronache del G7: Il presidente Conte tra Trump e un’Europa che alla fine lo riconduce con sè

Il G7 che si è svolto nel weekend è ormai terminato e lo possiamo definire con un’unica parola”tweet”

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Cari amici,
il G7 che si è svolto nel weekend passato a Charlevoix, in Canada è ormai terminato. Sono stati due giorni intensi che hanno messo alla prova il presidente Conte e anche i leader Europei. Durante il primo giorno, trattando temi come il commercio e la Russia, si evince maggiormente la spaccatura che c’è tra gli Stati Uniti di Donald Trump e il Canada e i paesi Europei.

Questo G7 possiamo definirlo il”G7 dei tweet” perché se ci facciamo caso è iniziato con il tweet di Trump che prima di atterrare a Charlevoix inizia ad attaccare l’Unione Europea dicendo:” Non vedo l’ora di raddrizzare gli ingiusti accordi commerciali con i Paesi del G7. Se non ci riusciamo tanto meglio per noi” e come vedemo finirà con un altro tweet di Donald che nella notte finale farà saltare tutte le trattative.
Nella prima giornata del G7 dopo “il messaggio” lanciato sui social da presidente Trump, Tusk, presidente del consiglio europeo, dichiara che gli Stati Uniti vogliono sovvertire l’ordine mondiale e il presidente francese Emmanuel Macron convoca gli europei per una riunione in cui definire la posizione comune nei confronti del presidente americano. In questo frangente di tempo avviene un colpo di scena: dopo che Trump dichiara di voler far rientrare la Russia nel G8 subito arriva tramite un altro tweet l’appoggio del presidente del consiglio Giuseppe Conte che schiera così l’Italia con gli Stati Uniti in contrapposizione all’Unione Europea.

Dopo un primo incontro con la stampa italiana in cui il presidente Conte cambia i toni e la difesa del Cremlino diventa meno netta il portavoce grillino Rocco Casalino messo lì come se sia “un controllore di terzi” decide di prendere per un braccio il presidente del consiglio e portarlo via quanto ritiene che abbia già detto abbastanza. L’Italia però non resta schierata con il presidente Donald fino alla fine infatti dopo due bilaterali con il presidente della Commissione Ue Juncker e con il presidente del Consiglio Europeo Tusk cambia idea. Arriva anche un consiglio alle orecchie del presidente Conte durante i due bilaterali” Al motto American First e a Putin, si risponde con l’Europa unita. Rompere il fronte europeo non conviene”.

Così poche ore dopo “la presa di posizione mutabile sulla Russia” di Conte continuano a essere gli europeisti a dettare le regole. Tusk assicura che sulla Russia” gli europei del G7 avranno la stessa posizione” e Macron conferma:” Marciamo tutti nella stessa direzione”. Alla fine della prima giornata l’unica soddisfazione al presidente Conte viene data proprio dal presidente Trump che si congratula dicendo:” Il popolo italiano ha fatto bene”e invitandolo a venire al più presto alla Casa Bianca. A metà mattinata della giornata seguente il presidente Conte fa un passo avanti e annuncia “un accordo” sul commercio. Nelle ore che seguono il presidente francese lo corregge dicendo chi si sta lavorando per un’intesa sul comunicato finale e non un’accordo definitivo.

In questo frangente di tempo il presidente francese e la cancelliera tedesca cercano di smuovere Trump dalla sua linea di totale chiusura assunta con l’imposizione dei dazi su acciaio e alluminio all’Unione Europea. Alla fine Trump accetta la dichiarazione comune ma per rimarcare le distanze abbandona in anticipo il vertice per volare da Kim Jong-un. Tutto sembra andare liscio ma ecco un altro colpo di scena: nel pieno della notte direttamente dall’Air Force One il presidente americano scrive:”Il commercio equo e solidale deve ora essere chiamato sciocco se non è reciproco.Secondo un comunicato del Canada, guadagnano quasi 100 miliardi di dollari in commercio con gli Stati Uniti(suppongo che si siano vantati e siano stati scoperti)” Successivamente aggiunge:

” Perché dovrei, in qualità di Presidente degli Stati Uniti, consentire ai paesi di continuare a fare enormi eccedenze commerciali, come hanno fatto per decenni, mentre i nostri agricoltori, lavoratori e contribuenti hanno un prezzo così alto e ingiusto da pagare? Non è giusto per le PERSONE dell’America! Deficit commerciale di $ 800 miliardi …e aggiungete che il fatto che gli Stati Uniti paghino vicino all’intero costo della NATO – proteggendo molti di questi stessi paesi che ci strappano al commercio (pagano solo una frazione del costo – e ridono!). L’Unione europea ha un surplus di $ 151 miliardi – dovrebbe pagare molto di più per i militari!”


Così con queste parole Trump vanifica gli sforzi dei giorni precedenti e così ora si valutano i dazi sulle auto che “invadono” il mercato americano e la Merkel, Macron e Conte i cui paesi importano un grande numero di auto negli USA iniziano ad avere paura. Magra consolazione di questo G7 resta però il possibile incontro tra Trump e il presidente Conte e le capacità di mediazione dello stesso premier italiano che dovrebbero fare un miracolo!

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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