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Cronaca

Saviano: “Salvini Ministro della malavita”

In questi giorni il tema forte di cui il nostro Paese si sta interessando è certamente l’ immigrazione. Tale argomento ha occupato le prime pagine dei quotidiani soprattutto per le parole del Ministro degli Interni e Vicepremier, Matteo Salvini

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Cari amici,
in questi giorni il tema forte di cui il nostro Paese si sta interessando è certamente l’ immigrazione. Tale argomento ha occupato le prime pagine dei quotidiani soprattutto per le parole del Ministro degli Interni e Vicepremier, Matteo Salvini. Proprio il neo Ministro a riguardo ha parlato di intraprendere politiche diverse e della possibilità di effettuare un censimento sui room. Queste proposte hanno sollevato parecchie discussioni sia in ambito nazionale che internazionale. Molte poi sono state le critiche tra cui quelle di Roberto Saviano. A queste Matteo Salvini, durante la trasmissione “Agorà” ha attaccato lo stesso scrittore minacciandolo di togliergli la scorta proprio dopo le critiche sulle politiche dell’immigrazione e sul censimento ai rom. Già qualche tempo fa i due erano arrivati allo scontro sempre per cause legate al mondo della politica.

Nella stessa serata Saviano tramite Twitter ha risposto alle parole del leader leghista “Ho la scorta da quando ho 26 anni, ma pensi di minacciarmi, di intimidirmi? In questi anni sono stato sotto una pressione enorme, la pressione del clan dei Casalesi, la pressione dei narcos messicani E quindi credi che io possa avere paura di te? Buffone”. Non mi spaventi, buffone, ministro della malavita”. Successivamnete ha continuato su Instagram, rivolgendosi ancora al Ministro:”e secondo te, Salvini io sono felice di vivere così da più di 11 anni? Vivere sotto scorta è una tragedia e l’ Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perchè ha le organizzazioni criminali più potenti e pericolosi del mondo. Eppure nonostante questo, invece di liberare dai rischi i giornalisti sotto protezione, Matteo Salvini, Ministri degli Interni, li minaccia. Non ho paura di perdere la scorta, anzi, ho più paura di continuare a vivere in questo modo che di morire”.

In serata è poi arrivato il post su Facebook di Roberto Fico, Presidente della Camera, che non cita direttamente Saviano ma esprime il proprio parere sull’argomento, distaccandosi nettamente dalle parole di Matteo Salvini “L’Italia è il Paese che ha nel suo ventre tre fra le più grandi organizzazioni criminali internazionali: mafia, camorra, ‘ndrangheta. Tutti i cittadini, gli imprenditori e gli intellettuali che hanno avuto il coraggio di denunciare e opporsi alla criminalità organizzata devono essere protetti dallo Stato”. Dai democratici è arrivato poi un mezzo attacco nei confronti del Movimento 5 Stelle, tramite il deputato Emanuele Fiano. “Le parole di Fico – commenta il deputato dem – rompono il silenzio dei Cinque Stelle. Mancano ancora quelle del capo politico del movimento Luigi Di Maio, alleato fedele di Salvini. Evidentemente la fedeltà sta diventando ossequio nei confronti del vero capo politico del governo, e il contratto ha coperto l’obbligo di stare sempre dalla parte di chi combatte le mafie”. Tuttavia anche se in serata inoltrata, Di Maio ha voluto contrabbattere alle voci provenienti dalla sinistra dicendo: “Io credo che ci dobbiamo concentrare sulle cose che stanno nel contratto, su cosa faremo per gli italiani, l’ho detto anche ai parlamentari”. Ognuno dica quello che vuole ma nel tempo libero, nel tempo del lavoro ognuno deve concentrarsi sul proprio obiettivo”.

Le frasi che il Ministro degli Interni ha pronunciato proprio sullo scrittore e che hanno suscitato tutte queste polemiche sono le seguenti: “Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero”. “Saviano – aggiunge il vicepremier e leader del Carroccio – è l’ultimo dei miei problemi. Gli mando un bacione se in questo momento ci sta guardando. È una persona che mi provoca tanta tenerezza e tanto affetto. È giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi”. Successivamente ha aggiunto per attenuare le polemiche “Non sono io a decidere sulle scorte, ci sono organismi preposti”. Ma la frenata non ha impedito una valanga di proteste proveniente dal mondo politico e non. Tra Saviano e Salvini ci sono parecchi precedenti come quello, ad esempio, post elezioni quando il giornalista campano ha parlato così:

“Il 17 marzo Matteo Salvini ha tenuto un comizio a Rosarno. Seduti, tra le prime file, c’erano uomini della cosca Bellocco e persone imparentate con i Pesce… Non ha detto niente, da codardo, contro la ‘ndrangheta. Ha detto che Rosarno è conosciuta al mondo per la baraccopoli. Perchè il problema di Rosarno è la baraccopoli e non la ‘ndrangheta.
Questo è Matteo Salvini”.


Il Ministro più volte ha fatto presente che i soldi che vengono spesi sono degli italiani e che quindi vanno tutelati. Su questo Saviano si è espresso così, attaccando tutto il suo partito:
“Salvini è alla costante ricerca di un diversivo e attacca i migranti, i rom e poi me perchè è a capo di un partito di ladri: quasi 50 milioni di euro di rimborsi elettorali rubati. Parla di tutto e se la prende con gli ultimi perchè le persone non devono sapere che il suo partito ha rubato allo stato milioni e milioni di euro. Parla alla rabbia di persone ignare che non sanno che i primi obiettivi di quegli imbrogli sono loro”. “Salvini non ci dice dove sono i 50 milioni della maxi-truffa che la Lega ha fatto con i rimborsi elettorali alla Repubblica italiana. Restituisca la Lega di Salvini i soldi che ha preso e poi il ministro parli del denaro che gli italiani devono sapere come viene speso”


. Tuttavia le scorte non sono a discrezione di un Ministro. Non dipendono quindi dalle simpatie o dalle antipatie dell’ organo politico. Dopo l’ omicidio Biagi, vengono decise dall’ UCIS (Ufficio centrale interforze per la Sicurezza personale) che è sì un’ articolazione del Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale, ma è collegiale e vincolato a criteri precisi. Come dovrebbe sapere e ricordare lo stesso Salvini.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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