Connect with us

Mondo

In Arabia Saudita anche le donne ottengono il diritto alla guida

L’ ultima “innovazione” all’interno del mondo arabo è rappresentato dalla possibilità anche per le donne di poter guidare

Published

on

Cari amici,
lo stato dell’ Arabia Saudita sta facendo grandi passi in avanti verso una sua rivoluzione rispetto l’ arcaica mentalità orientale radicata in molte aree del mondo. Infatti il Principe ereditario Mohammed bin Salman sta attuando una politica che può esser definita “di ammodernamento”, che rientra all’interno del progetto “Vision 2030“. L’ ultima “innovazione” all’interno del mondo arabo è rappresentato dalla possibilità anche per le donne di poter guidare. La svolta è entrata in vigore alla mezzanotte del 24 giugno e già all’inizio di questo mese erano state rilasciate le prime patenti alle guidatrici.

La “nuova legge in favore delle donne” era stata annunciata lo scorso settembre, nell’ambito dell’ambizioso programma di riforme sociali e economiche promosso dallo stesso principe ereditario Mohammed bin Salman appunto per modernizzare il Regno. In questo piano di modernizzazione compaiono anche il permesso alle donne:

  • di diventare imprenditrici senza il consenso del marito o del padre;
  • di fare le investigatrici;
  • di entrare allo stadio.

Infatti lo scorso 4 giugno, per la prima volta nella storia dell’Arabia Saudita, dieci donne hanno ottenuto la patente di guida. Per celebrare la caduta di tale divieto “Vogue Arabia” ha scelto come volto della copertina di giugno la Principessa Hayfa bint Abdullah Al Saud, proprio al volante di una decapottabile nel deserto. Una mossa che però ha scatenato anche molte polemiche sui social per via delle donne ancora in carcere per aver lottato per ottenere il diritto di guidare, oltre ad altre problematiche di carattere politico. Tuttavia le condizioni rimangono ancora critiche per quello che riguarda i diritti. Infatti nel mese di maggio, ci fa sapere, “Amnesty International” sono 11 gli attivisti (soprattutto donne) finiti in carcere con l’accusa di “tradimento”.

Fra loro Loujain al-Hathloul, molto nota per il suo impegno nella difesa dei diritti delle donne non solo in Arabia ma anche in altre regioni nel mondo dove ancora resistono, sfortunatamente, abusi di ogni tipo. Inoltre a livello burocratico si sta lavorando per organizzare delle scuole guida per donne. In più “l’Università Princess Nourah di Ryad” (dove si contano circa 60.000 studenti) sta preparando dei corsi di autoscuola. Il Governo rende noto che, non solo le donne potranno guidare le auto private, ma anche i taxi e gli autobus. Le società di trasporto saudite si sono dette pronte ad assumere donne fino a un totale del 20% su tutto personale con la creazione di 200.000 posti di lavoro. L’ Ente Pubblico per i Trasporti ha fatto sapere che: “Si adopererà per femminilizzare e nazionalizzare il trasporto scolastico sulla base dei vincoli imposti dalla Shariya“.


Le donne, infatti, potranno guidare autobus universitari e veicoli adibiti al trasporto scolastico. I media locali chiariscono inoltre che anche il mercato si sta muovendo in vista di riconversioni, aggiustamenti e nuove opportunità lavorative, al fine di favorire la parte femminile della popolazione ed eliminare anche se in modo parzialmente alcune differenze fra uomini e donne.
Tra le imprese direttamente colpite dal reale decreto le società di servizio di trasporto e taxi “Uber” e “Careem”. La stessa Careem, in particolare, prevede di assumere tra il suo personale circa 100.000 donne autiste, confidando sul fatto che molte saudite non vorranno prendere la patente e, essendo ancora vietata la promiscuità, preferiranno una donna tassista piuttosto che un uomo.
Questo a cui noi stiamo assistendo è sicuramente un’importante passo verso un processo che possiamo definire di “civilizzazione”. Infatti la mentalità chiusa di molti Paesi non ha fatto altro che ridurre e bloccare lo sviluppo economico ma soprattutto sociale.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending