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Cronaca

L’Europa potenzia il suo armamento: siamo forse in guerra?

Nella mattinata di ieri la commissione europea ha presentato il nuovo Fondo europeo per la Difesa che avrà una dotazione settennale di 13 miliardi di euro.

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Cari amici,
nella mattinata di ieri la Commissione europea ha presentato le sue proposte finanziarie per quello che riguarda il campo della difesa e della sicurezza per il prossimo bilancio comunitario, ovvero quello del 2021-2027. Il nuovo Fondo europeo per la Difesa (denominato Edf), il quale prende radici dallo strumento nato nel 2017, avrà una dotazione settennale di 13 miliardi di euro.
La rappresentante per la Politica estera e la sicurezza, Federica Mogherini ha poi detto: «Vogliamo sostenere la ricerca e la cooperazione per sviluppare nuove capacità di difesa». Questo fondo verrà successivamente suddiviso:

  • 4,1 miliardi saranno utilizzati per finanziare progetti di ricerca
  • 8,9 miliardi invece andranno a co-finanziare il costo di prototipi.


Bruxelles propone poi di aumentare da 1 a 2,5 miliardi la dotazione del Fondo per la Sicurezza Interna (Internal Security Fund – ISF), cui si aggiungono circa 1,2 miliardi per la disattivazione in condizioni di sicurezza delle attività nucleari in alcuni Stati membri e 1,1 miliardi per il potenziamento delle agenzie dell’UE nel settore della sicurezza. Infatti Frans Timmermans Vicepresidente della Commissione ha detto:

“Sentirsi al sicuro a casa o per strada è uno dei più elementari diritti dell’essere umano, e dai loro governi e dall’Unione gli europei si aspettano che questa sicurezza sia garantita. Un finanziamento più flessibile per la sicurezza, ritagliato sulle specifiche esigenze degli Stati membri, offrirà agli europei quella migliore protezione cui hanno diritto”

Inoltre, nei giorni precedenti la Commissione ha deciso di creare fuori bilancio un nuovo strumento finanziario del valore di circa 10,5 miliardi di euro. Esso prenderà il nome di Fondo europeo per la pace. Il denaro deve servire a finanziare missioni militari all’estero e facilitare la partecipazione europea alle operazioni di pace. Verrà finanziato da contributi nazionali e «coprirà anche spese che non possono essere fatte direttamente dal bilancio comunitario a causa delle loro implicazioni militari e di difesa», come ha spiegato anche Bruxelles.
Importante è anche il confronto che viene fatto tra il settore militare europeo con quello degli Stati Uniti, il quale da tempo risulta più efficiente e meno propenso agli sprechi rispetto a quello europeo. Basti pensare che l’ Europa conta 178 sistemi di armamento contro i trenta americani, 17 tipologie di carri armati rispetto ad uno solo statunitense.

Le forze armate americane possiedono 6 tipi di caccia, l’ Europa 20, i primi 4 tipi di fregate e di cacciatorpediniere differentemente da noi che ne arriviamo a contare 29. Si calcola poi che gli investimenti nella difesa dei paesi europei rappresentano l’1,34% del prodotto interno lordo. Proprio i rapporti tra UE e Stati Uniti, da quando Trump è divenuto Presidente, si sono parecchio “logorati”, la causa principale è data dalle decisioni prese dal tycoon riguardo i dazi imposti anche su prodotti europei. Lo stesso Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha detto:

«È la prima volta dal 1945 che un presidente americano non considera tra i propri interessi strategici la necessità di perseguire una forte unità dell’Europa e robuste relazioni transatlantiche. Ciò significa che l’Unione europea deve prendere il proprio destino nelle proprie mani».

Fondatore e direttore del sito www.lapoliticadelpopolo.it Coltivo quotidianamente la mia passione per la politica, l'attualità e l'informazione, cercando di coinvolgere sempre più i giovani.

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