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Politica

Dov’è finita la reintroduzione dell’articolo 18 e cos’è?

Cari amici,
nella giornata di ieri è stato bocciato l’emendamento presentato da Liberi e Uguali. Critiche dall’opposizione: “Vi siete rimangiati le promesse fatte”. La replica del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: “Ok miglioramenti al testo, ma senza stravolgimenti”

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Cari amici,
nella giornata di ieri è stato bocciato l’emendamento presentato da Liberi e Uguali. Critiche dall’opposizione: “Vi siete rimangiati le promesse fatte”. La replica del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: “Ok miglioramenti al testo, ma senza stravolgimenti”

No di governo e maggioranza alla reintroduzione dell’articolo 18 nel caso di licenziamento illegittimo. Il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno votato contro un emendamento, presentato dal deputato di Liberi e Uguali Guglielmo Epifani, che puntava a recepire, nel decreto Dignità all’esame della Camera, le norme cancellate dal Jobs Act, approvato dal governo Renzi nella passata legislatura. L’emendamento – sul quale si erano dichiarati contrari sia il governo che i relatori di maggioranza – è stato respinto con 317 no, 191 astensioni e i soli 13 voti a favore dei deputati di Leu.


Ma andiamo di pari passo e facciamo un analisi seria di quello che è accaduto. Innanzitutto bisogna conoscere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori è un articolo della legge 20 maggio 1970, n. 300 della Repubblica Italiana (meglio conosciuta come statuto dei lavoratori).

L’articolo tutelava i lavoratori dipendenti in caso di licenziamento illegittimo, ingiusto e discriminatorio: nella sua versione iniziale, superata nel 2015, costituiva applicazione della tutela reale, disciplinando il reintegro con risarcimento e l’indennità in sostituzione della reintegrazione in caso di licenziamento illegittimo (cioè effettuato senza comunicazione dei motivi, ingiustificato o discriminatorio) di un lavoratore.


Durante la campagna elettorale Luigi Di Maio, leader del Movimento 5Stelle e neo-ministro del welfare del governo Conte, ha detto più volte di voler fare carta straccia dell’ultima riforma del lavoro del governo Renzi (il Jobs Act, appunto) che a suo dire è colpevole di avere creato un esercito di precari. Di Maio lo ha ribadito pure in un comizio a Catania, quando era in corso la campagna per il rinnovo del consiglio Comunale. In altre occasioni meno elettorali, però, lo stesso neo-ministro ha parlato di una correzione del Jobs Act, che ovviamente è cosa ben diversa rispetto a una sua cancellazione tout court.

E in effetti, nel contratto di governo firmato da Lega e 5Stelle, alla revisione dell’ultima riforma del lavoro viene fatto un riferimento un po’ generico, senza specificare nel dettaglio come verrà attuata. Anche perché, come ha fatto notare il giuslavorista Pietro Ichino, nel contratto di governo Lega-5Stelle non si parla affatto di misure come la reintroduzione dell’articolo 18, che invece è stata promessa più volte da Di Maio in campagna elettorale. Dure le critiche:


“Noi non ci stiamo a coprire con il nostro voto contrario la propaganda del ministro” Di Maio e per questo “chiedo all’Aula di lasciare esprimere con voto contrario solo il M5s perchè si abbia una plastica rappresentazione di quando si fa propaganda e quando poi ci si deve assumere la responsabilità in questa Aula”


aveva detto Renata Polverini di Forza Italia annunciando l’astensione del suo gruppo sul punto. “Non accetto questa strumentalizzazione e queste critiche”, ha ribattuto il relatore del provvedimento e vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera, Davide Tripiedi (M5s). Ma presto si è aggiunto il carico del Pd, che “prende atto che M5S e Lega lasciano intatto il Jobs act voluto e attuato dai governi Renzi e Gentiloni. E lo fanno dopo che per tutta la campagna elettorale hanno detto che lo avrebbero abolito e reintrodotto l’articolo 18“, come ha detto la capogruppo in commissione Lavoro, Debora Serracchiani.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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