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Politica

Rocco Casalino da portavoce a portainsulti: le parole che fanno male più di mille ferite

“Da sempre a me i vecchi fanno schifo. Cioè i bambini. E tutti i ragazzi down, mi danno fastidio. non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro né di aiutarli. Poveretti che gli è capitata ‘sta cosa, ma non voglio occuparmene”

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Photo: Shutterstock

“Da sempre a me i vecchi fanno schifo. Cioè i bambini. E tutti i ragazzi down, mi danno fastidio. non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro né di aiutarli. Poveretti che gli è capitata ‘sta cosa, ma non voglio occuparmene”

Sono queste le parole di Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio e potente spin doctor del Movimento 5 Stelle che hanno creato molto scalpore negli ultimi giorni sui social. Parole di cui qualcuno si contende la responsabilità, parole di cui qualcuno si lava le mani, parole su cui non sapremo mai la verità. Parole che ,al di là del contesto in cui sono state pronunciate nel lontano 2004, nonostante facciano già letteralmente schifo colui che le pronunciò non si preoccupa di scusarsi ma anzi inizia a cercare una serie di giustificazioni quasi come se queste parole potessero essere giustificate. Parole che sono un colpo al cuore per le tante famiglie che ogni giorno cercano di combattere insieme ai loro figli, ai loro nipoti la sindrome di Down. Parole che incoraggiano tutti i così detti bulli che invece di aiutare i loro compagni in difficoltà li prendo in giro, sì anche loro come disse Rocco Casalino non hanno nessuna voglia di relazionarsi con i loro compagni perché li considerano diversi. Quei stessi bulli che prendevano in giro Marco Baruffaldi, un ragazzo afflitto da sindrome di Down che sabato 4 novembre sul palco di Tu Si Que Vales ha affermato di essere fiero di se stesso. Marco da quel palco, da canale 5 ha lanciato il suo messaggio che non ha bisogno di nessun commento perché nella sua semplicità è qualcosa di immenso:

” Ehi lo sai ci sono anch’io, a questo mondo servo pure io, guardami, ascoltami, anche io provo dolore, provo emozione, anche io provo l’amore. Sai come ci si sente se ti fan capire che non servi proprio a niente “.

Inizia con queste parole la canzone da lui scritto che prima fa commuovere e poi fa riflettere. Quella sera è come se Marco avesse cantato le voci di milioni di bambini afflitti da questa sindrome, quei stessi ragazzi che non vogliono essere classificati come diversi, non vogliono essere classificati perché è sbagliato il concetto di classificazione. Questi ragazzi sono ragazzi come gli altri e che desiderano semplicemente avere un posto nella società. Le parole di Casalino non sono altro che il riflesso di una parte della società che si ostina a questo meschino concetto della classificazione del diverso, che si ostina a non accettare questi ragazzi. Sapete spesso le parole fanno male più di mille ferite specialmente se a pronunciarle è qualcuno che ha una grande visibilità e occupa una posizione di rilievo all’interno delle istituzioni stesse. Nella giornata di oggi lo stesso Matteo Renzi che ha una nipote con la sindrome di Down, Maria ha ribadito che:

“Anche lei è una cittadina come tutti gli altri e ha diritto come tutti gli altri di essere rispettata dalle istituzioni di questo Paese. Non è giusto che le nostre tasse vadano a pagare il super-stipendio( 169mila euro lordi annui)di un signore che insula le persone con sindrome di Down. E non venga a dirci che stava scherzando, che stava recitando, che stava fingendo: chieda solo scusa se gli rimane un briciolo di umanità, non inventi bugie”

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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