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Politica

Manuel Tuzi:” La ribalta di uno Stato che non c’era più”

Manuel Tuzi è un parlamentare alla Camera dei Deputati, iscritto al Movimento 5 Stelle e laureato in medicina e chirurgia. Egli fa anche parte della “Commissione VII” che tratta diverse tematiche tra cui sport, cultura, scuola e università.

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Photo: Shutterstock

Manuel Tuzi è un parlamentare alla Camera dei Deputati, iscritto al Movimento 5 Stelle e laureato in medicina e chirurgia. Egli fa anche parte della “Commissione VII” che tratta diverse tematiche tra cui sport, cultura, scuola e università. Altra Commissione di cui è membro è quella dell’ “immigrazione”, argomento portante, insieme ad altri, del governo giallo-verde. Alla luce delle competenze nei campi summenzionati, il deputato Tuzi, si presenta non solo come una personalità competente del mondo politico contemporaneo ma anche come una figura aperta al dialogo e al coinvolgimento dei giovani.Una testimonianza della sua apertura verso i giovani è l’ intervista a noi rilasciataci, nella quale sono stati toccati più punti, dal reddito di cittadinanza all’immigrazione passando per la sanità.

1) Secondo lei per febbraio 2019 saranno davvero pronti i salti necessari all’applicazione del reddito di cittadinanza?

-La nostra ambizione è quella di iniziare ad erogare il reddito di cittadinanza a partire dal mese di febbraio.La fase attuativa è sicuramente complessa in quanto concerne la completa ristrutturazione dei centri per l’impiego che da diversi anni non sono più funzionanti. Secondo gli ultimi dati solo il 3,5% dei lavoratori dichiarava di aver trovato un impiego attraverso questi sportelli. Se dunque dovessimo necessitare di ulteriore tempo non ci sarà da preoccuparsi perché ciò che conta è che il meccanismo del reddito di cittadinanza sia ben pianificato e perfettamente funzionante.

Gli italiani si aspettano una svolta dal Governo del cambiamento e il reddito di cittadinanza è uno dei nostri cavalli di battaglia dunque ciò che ci preme è non deludere le aspettativi dei cittadini e fornire uno strumento al massimo delle sue potenzialità.

2)Potrebbe esserci il rischio di cadere nell’assistenzialismo?

-La proposta nasce con l’intento di erogare un pacchetto inscindibile di reddito e lavoro. L’erogazione del reddito è interconnessa all’offerta di lavoro e/o alla formazione professionale.
Il Movimento 5 Stelle non ha mai abbracciato logiche assistenzialiste bensì ha sempre creduto fermamente nella necessità di far ripartire il mercato del lavoro per restituire una dignità ai giovani disillusi e alle persone ormai prive di aspettative e ambizioni professionali.

Rappresentiamo la folle rivoluzione del cittadino che si fa Stato perché lo Stato non c’era più; oggi che siamo al Governo vogliamo restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni dimostrandogli che lo Stato esiste ed è vicino. Restituiremo la dignità attraverso il reddito e il coraggio attraverso il lavoro.

Non nego che il rischio di false certificazioni sussista ma non lasciamoci intimorire. Quante volte abbiamo sentito di storie di falsi invalidi? Non per questo si possono abolire le pensioni di invalidità. Una parte consistente di fondi stanziati per la manovra sarà finalizzata all’incremento del meccanismo di controllo sulla documentazione allegata alla domanda di reddito di cittadinanza. Siamo nel 2018, nel bel mezzo dell’epoca della tecnologia più avanzata; non diciamoci che non abbiamo gli strumenti adatti a sfatare i furbetti! Sono fiducioso.

3) In qualità di medico ritiene che sarebbe più opportuno eliminare il numero chiuso nella facoltà di medicina?

Credo che se di una cosa gli italiani dovrebbero sempre andare fieri, quella è la nostra Costituzione! L’articolo 34 è uno dei più belli perché tutela l’istruzione impegnando lo Stato italiano a garantire ai capaci e meritevoli di raggiungere i gradi più elevati degli studi. Dovremmo dunque consentire ai nostri giovani di mostrarsi capaci e meritevoli senza porre paletti alle loro ambizioni, anzi spronandoli a realizzare i rispettivi sogni. Diciamo che il numero chiuso non è proprio lo strumento più adatto a quest’ottica! Mi piacerebbe pensare ad un sistema di accesso universitario aperto o almeno ad un modello che vada in quella direzione. In quanto membro della Commissione Cultura e Università e impegnato in prima linea sul tema posso annunciarvi con piacere che sto lavorando proprio su questo!
Vi assicuro che non è facile mettere le mani su un sistema incancrenito da decenni e ricominciare da capo, ma stiamo studiando una modalità per adeguare il numero di studenti di medicina al numero di medici che il mondo del lavoro ci richiede. Vogliamo applicare il criterio del fabbisogno professionale per evitare di vivere l’assurdo paradosso di avere troppi aspiranti medici ma dover importare medici dall’estero perché a causa del malfunzionamento del nostro sistema universitario non riusciamo a garantire ai nostri studenti l’abilitazione e il titolo di specializzazione medica. E se non interveniamo subito questo è quello che accadrà tra pochi anni!
Questo non è tutto, vogliamo realizzare molto di più. Ma sarebbe già un buon inizio!

4) Sempre restando nel suo ambito. Secondo lei come si deve investire per migliorare la sanità del Paese?

La sanità nel nostro paese ha una molteplicità di problemi, come d’altronde da tempo riscontriamo in ogni altro servizio pubblico. La pubblicità del servizio e dunque la sua approssimativa gratuità non può mai fungere da scusante ad un discreto funzionamento del servizio; il diritto alla salute è un sacrosanto principio costituzionale che lo Stato, forse prima di ogni altro diritto, deve tutelare. E deve tutelarlo bene. Ciò premesso, due questioni tra le tante mi premono molto; il rifinanziamento del fondo sanitario nazionale e l’incremento del personale negli ospedali. Il primo punto è fondamentale in un’ottica di manutenzione delle strutture ospedaliere e di ampliamento lì dove è necessario. Ma anche in un’ottica di informatizzazione delle procedure di prenotazione e di pagamento delle visite che consentirebbe una maggiore trasparenza per la valutazione e l’analisi dell’andamento della gestione. Il secondo punto è strettamente correlato all’urgente riforma del sistema delle abilitazioni mediche e dell’accesso alle specializzazioni mediche di cui vi parlavo sopra. Potremmo poi citare la riforma delle procedure di nomina dei dirigenti generali e dei direttori sanitari e amministrativi delle strutture sanitarie; sapete quanto teniamo alla lotta alla corruzione e al favoritismo e purtroppo anche in ambito medico ce ne sarebbe molto da dire a proposito. Infine urge intervenire sulle attese nei pronto soccorso, non tollerabili in un paese civile.
C’è molto da fare e i punti che vi ho citato sono solo alcuni degli interventi prospettati nel contratto di Governo; la nostra Giulia Grillo è forse uno dei rari casi di Ministro della Salute – medico che abbiamo e per questo confidiamo in lei e nella sua profonda comprensione delle falle del sistema sanitario italiano.

5) Uno dei problemi più gravi della nostra nazione è quello della cosiddetta “fuga dei cervelli”. Noi giovani, grazie anche ai sacrifici delle nostre famiglie, arriviamo magari a concludere il percorso di studi, ma su quale garanzia di lavoro dovremmo contare? Molti giovani in mancanza di certezze scelgono di andarsene all’estero. Secondo lei il governo del cambiamento farà qualcosa per cercare di evitare questo fenomeno?

– In quanto giovane laureato e specializzando in medicina sono sconcertato dall’alto tasso di ‘fuga di cervelli’ che sta subendo il nostro paese. Solo nel 2016 sono 10.000 i giovani che hanno a malincuore scelto di scappare. Personalmente sono un fautore dell’idea che i giovani sono e devono essere parte attiva del cambiamento di uno Stato lì dove questo presenta delle falle nel funzionamento; per questo nonostante le difficoltà ho deciso non solo di restare ma anche di metterci la faccia in un progetto di cambiamento! Sicuramente il punto di partenza per una netta inversione di tendenza è l’investimento di risorse economiche nel lavoro e su questo il Governo sta lavorando più che mai prima.Gli incentivi alle imprese per l’assunzione di giovani lavoratori e di giovani eccellenze, la riforma dei centri per l’impiego e il reddito di cittadinanza, l’abbassamento della tassazione e la sburocratizzazione sono delle ricette che ben presto si mostreranno vincenti.
Il Movimento 5 Stelle è inoltre il gruppo politico con la più bassa età media dei Parlamentari e questa è una rivoluzione da non sottovalutare; abbiamo bisogno di un rinnovo di risorse umane in primis nelle istituzioni per innescare lo stesso processo anche al di fuori. Mi sento di dirvi di non scappare perché mai più di ora l’Italia ha bisogno di voi giovani e della vostra lungimiranza. Con il sacrificio, la costanza e le idee vi assicuro che il mondo a piccoli passi può davvero cambiare!

6)Come rendere le scuole italiane più sicure soprattutto dopo i recenti disastro naturali?

– La risposta non può che essere nei maggiori investimenti in infrastruttura scolastica e fortunatamente sul punto posso darvi buone notizie!
Lo scorso 6 settembre il Ministro dell’Istruzione Bussetti ha siglato in Conferenza Unificata un accordo proprio in materia di edilizia scolastica che mira a tempi più rapidi per l’assegnazione agli enti locali delle risorse per la messa in sicurezza delle scuole e per il miglioramento e l’aggiornamento in tempo reale dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Pensate che proprio dall’aggiornamento dell’anagrafe sono emersi due dati agghiaccianti; il 59,5% delle scuole italiane non ha il certificato di prevenzione incendi e Il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità. La verità è sempre un buon inizio; ora ci sarà da lavorare sodo! L’accordo definisce anche i criteri di riparto a livello regionale delle risorse, con un’attenzione particolare alle zone sismiche; sarà infatti sbloccato subito un primo miliardo per l’antisismica. Si prevede inoltre il rilancio dell’importantissimo Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica finalizzato al monitoraggio e al coordinamento delle attività.
In Sicilia poi saranno stanziati ulteriori finanziamenti e fondi da destinare sempre all’edilizia scolastica, che soprattutto in questa regione è un terribile problema. Il ‘d.l Emergenze’ ha inoltre sbloccato il programma ‘Scuole innovative’ che era fermo ad un parere negativo dell’ ANAC di circa un anno fa, al fine di promuovere la progettazione delle scuole innovative; il provvedimento autorizza la spesa 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 per un ammontare totale di 27 milioni di €. La strada è ripida e frastagliata ma la stiamo spianando.

7)Parecchi tra i nostri giovani, i quali dovranno andare a formare la futura classe dirigente, assumo un atteggiamento di totale indifferenza nei confronti della politica o ne disconosco i meccanismi. Secondo lei potrebbe essere una soluzione inserire magari un’ora in più di educazione civica e diritto nelle scuole?

– Convengo assolutamente con voi nell’esame della problematica; purtroppo riscontro spesso in prima persona un totale disinteresse dei più giovani verso la politica. Si tende a percepirla coma “cosa da grandi” od anche come ambito di interesse specifico e per pochi appassionati. Bisognerebbe invertire completamente la rotta di pensiero iniziando a guardare alla politica come cosa di tutti e come interesse connaturato all’essere cittadino; insomma, non c’è persona che abbia scusanti al disinteresse politico poiché non sapere di politica significa non saperne di sé stessi e dei propri diritti. Il tema fortunatamente non è caro solo a noi; dal 20 luglio è partita in piazza la raccolta firme per la proposta di legge sostenuta da Anci volta ad introdurre nelle scuole di ogni ordine e grado l’ora di educazione alla cittadinanza. Molti sindaci tra cui i nostri hanno aderito all’iniziativa e altrettante associazioni si sono unite alla proposta. Anche in Parlamento il tema è assolutamente aperto ed attuale; una nostra Portavoce al Senato ha infatti recentemente depositato una proposta di legge sull’educazione alla cittadinanza nelle scuole di primo e secondo grado. La linea è pienamente sostenuta dal Movimento 5 Stelle e sarà anche mia cura impegnarmi al fine di ottenere risultati positivi al più presto.

8) Per quanto riguarda l’immigrazione appoggia le ideologie del vicepremier Salvini? O secondo lei andrebbero trovare soluzioni differenti?

-Il Movimento 5 Stelle non ha mai nascosto critiche in merito alla passata cattiva gestione del fenomeno migratorio ed ha sempre sostenuto a gran voce la necessità di rivedere i trattati europei che disciplinano l’intera questione.
Come ben sapete abbiamo stipulato con la Lega un contratto di Governo che sul punto prevede proprio la revisione del trattato di Dublino. Gli obbiettivi sono comuni e tutti cristallizzati tra le righe del contratto e fino ad ora nulla è andato in direzione contraria.
C’è da dire che il Ministero degli Interni è in quota Lega dunque gli indirizzi e la gestione dei singoli interventi non ci vedono in prima linea. Probabilmente se avessimo avuto quel Ministero dei passaggi sarebbero stati ponderati in maniera diversa ma questo potremmo dirlo noi e allo stesso modo potrebbe dirlo la Lega su ogni altro Ministero.
Complessivamente posso dire che c’è condivisione; ricordate che un conto sono gli atti politici ed un altro la modalità comunicativa dei politici. Nel modo di esporci e di esprimerci probabilmente noi e la Lega siamo molto diversi ma contano gli atti e non le parole!

9) Un ultima domanda che interesserà sicuramente molti giovani: cosa ne pensa del bonus 18 anni? Sarà ancora disponibile?

-Di indole siamo sempre favorevoli alle misure di supporto per i giovani anche se il bonus cultura, per come è stato pensato, non trova la nostra piena approvazione. La rosa di servizi spendibili è infatti molto circoscritta e spesso si tende a spendere il bonus per forza per non sprecare la cifra disponibile; un meccanismo che la dice lunga sul livello di utilità della misura.
Per il momento il bonus è stato riconfermato con le stesse modalità sia per il 2018 che per il 2019, mentre per il 2020 si stanno studiando dei cambiamenti. Uno di questi è l’estensione ad altre fasce d’età ma soprattutto non sarà più solo circoscritto agli acquisti di prodotti ma includerà anche progetti di formazione in ambito scolastico.
La revisione è in corso d’opera ma la volontà è sicuramente quella di implementarne l’efficacia.

Ringraziamo sentitamente il deputato Manuel Tuzi per la disponibilità che ha avuto nei nostri confronti!

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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