Connect with us

Politica

La nostra intervista alla Sindaca di Torino Chiara Appendino

Cari Amici,
nei giorni passati abbiamo avuto modo di parlare con la Sindaca di Torino, Chiara Appendino, la quale si è mostrata molto disponibile nei nostri confronti, giovani con la passione per la politica.

Published

on

Photo: Shutterstock

Cari Amici,
nei giorni passati abbiamo avuto modo di parlare con la Sindaca di Torino, Chiara Appendino, la quale si è mostrata molto disponibile nei nostri confronti, giovani con la passione per la politica. La Sindaca pentastellata è a capo dell’ amministrazione torinese dal 19 giugno 2016 e vanta una laurea in Economia Internazionale e Management conseguita presso l’ università “Bocconi” di Milano; successivamente si è specializzata in pianificazione e controllo di gestione aziendale. Nel 2010 ha iniziato la sua attività politica schierandosi con il Movimento 5 Stelle. Ora, a distanza di 8 anni molte cose “politicamente parlando” sono mutate. Tra tutte spicca l’ ascesa del suo partito che ad oggi, insieme alla Lega Nord, si trova al governo. Proprio del suo Movimento e delle proposte portate avanti dallo stesso abbiamo discusso, tenendo un occhio di riguardo alla mancata candidatura della città di Torino per le Olimpiadi Invernali del 2026.

Nell’ultimo mese si è parlato molto della decisione del CONI di candidare alle Olimpiadi invernali 2026 Milano e Cortina e non Torino. Secondo lei è una decisione giusta?

No. Io da sempre ho sostenuto che Torino – che già nel 2006 ospitò lo stesso evento – fosse la candidatura naturale del nostro Paese. È una posizione che ho sempre sostenuto e continuo a sostenere. Supportata da un dossier di candidatura serio e completo.

Il ministro Toninelli aveva definito la candidatura solitaria di Torino “la migliore possibile”, ci spiega di quale strutture dispone Torino rispetto le due città candidate ?

Torino ha numerose strutture ereditate dalle Olimpiadi Invernali del 2006 che, sebbene in molti casi necessitanti di importanti riqualificazioni, potranno essere utilizzate per i Giochi del 2026 con un considerevole risparmio per i cittadini e il territorio, sia in termini di impatto economico che ambientale.

Nonostante questo il patrimonio artistico di Torino è veramente degno di nota, durante la sua amministrazione cosa ha fatto per valorizzarlo rispetto alle amministrazioni precedenti?

Che Torino sia custode di grandissime ricchezze culturali e artistiche è cosa nota. Meno noto è forse il fatto che questo patrimonio è distribuito su tutto il territorio mentre, invece, le immagini simbolo della nostra Città spesso immortalano solo le bellezze del Centro Storico.
Noi ci siamo mossi sostanzialmente su tre direttrici. La prima è stata quella di valorizzare anche le aree più lontane dal Centro della Città, penso all’installazione di Luci d’Artista anche in quartieri più periferici. In secondo luogo ci stiamo concentrando sulla valorizzazione di eventi, artisti e associazioni del territorio. Quindi, in altre parole, dare spazio ai piccoli eventi, pur conservando l’importanza di quelli più grandi. Infine differenziando il turismo, ovvero concentrandoci sullo stimolo a flussi turistici più di nicchia, come il mondo LGBT e al turismo enogastronomico, in particolare Veg.

Quanti soldi ha risparmiato la sua amministrazione e soprattutto in cosa sono stati investiti?

Il risparmio che mi tocca più da vicino è quello nei costi degli staff politici dell’Amministrazione, che oggi si attesta intorno al 40% rispetto alla Giunta precedente. Entro la fine del mandato questo risparmio andrà a costituire un fondo di 5 milioni per aiutare i giovani.

Quale ritiene siano le novità più importanti che lei ha apportato per migliorare Torino e la vita dei torinesi?

Innanzitutto abbiamo messo in sicurezza un bilancio che, come spesso ho avuto modo di raccontare, aveva numerosi punti di debolezza. Questo è stato necessario per evitare un ulteriore peggioramento. Un esempio tra tanti è il nuovo piano industriale di GTT, l’azienda di trasporto pubblico locale. Dopodiché in questi anni stanno andando avanti i progetti del piano per le periferie AxTO. Una serie di azioni “chirurgiche” sul territorio che vanno a riqualificare spazi e servizi più vicini ai cittadini.
Allo stesso tempo stiamo portando avanti delle importanti iniziative sul piano dell’innovazione e dello sviluppo dell’industria 4.0, volte a creare condizioni favorevoli all’insediamento di nuove imprese.

Il suo partito politico è, dopo diversi anni di opposizione, al governo insieme alla Lega Nord. Uno dei temi più discussi è quindi il reddito di cittadinanza. A suo parere questo quanto può essere utile ed efficace, oltre che realizzabile, nel nostro Paese e nella sua città?

Il reddito di cittadinanza è una misura che considero fondamentale per il Paese, specie in un periodo storico di cambiamenti sociali e produttivi così intensi. Qualunque sindaco sa quanto sia importante garantire un reddito per superare le situazioni di marginalità che, purtroppo, sono sempre più frequenti. Si tratta dunque di un provvedimento che, auspichiamo, aiuterà a ridurre le disuguaglianze.

Al momento la città di Torino quali progetti sta portando avanti per superare o almeno raggiungere le più grandi città europee per innovazioni ed altro?

Sul terreno dell’innovazione siamo molto impegnati, anche grazie al lavoro dell’Assessorato all’Innovazione di Paola Pisano. Proprio giovedì 18 ottobre abbiamo presentato Torino City Lab. Siamo poi stati i primi in Italia a sperimentare la rete 5G e i primi in Europa a realizzare uno spettacolo di droni per la festa patronale di San Giovanni. E, ancora, saremo in primi a sperimentare l’auto su guida autonoma nelle strade di Torino. Questi e altri progetti sono la prova che il nostro territorio è pronto a innovare e a guardare al futuro, per rilanciare nuovi modelli produttivi che portino sviluppo e lavoro.

Come e cosa si potrebbe fare per permettere ai giovani un facile avvicinamento al mondo della politica ?

Per avvicinare i giovani alla Politica sono necessarie due cose: ascoltarli e parlare la loro lingua.
Se questo non avverrà lo scollamento delle nuove generazioni dall’impegno nella Cosa Pubblica sarà sempre più marcato. Oggi l’attenzione alla vita politica si riscontra in quelle che sono le fasce più grandi della popolazione. Sarebbe un errore però pensare che ciò sia dovuto al fatto che i giovani non sono interessati. I giovani non si occuperanno di politica finché la politica non si occuperà di loro. E viceversa.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

Trending