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Cronaca

Mahmoud vincitore di Sanremo: ecco cosa c’è dietro

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Photo: Shutterstock

Ieri si è concluso il festival di Sanremo con la vittoria di Alessandro Mahmoud, un 26enne milanese nato nato nel 1992 da madre italiana e padre egiziano. Una vittoria che ha fatto molto discutere, però noi “vorremmo” fare un’analisi di questo fatto partendo dalla sfera politica, dato che in questo festival anche la politica ha avuto la sua parte. Vi ricordate cosa successe il 9 gennaio? Claudio Baglioni rispondendo alle domande dei cronisti durante la conferenza stampa per il Festival di Sanremo prese posizione sul tema immigrazione e, nello specifico, sul caso Sea Watch. “Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere” commentò il cantautore “Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa” concluse. Naturalmente il Capitano non tardò a rispondere ma dopo l’eco delle prime polemiche contro il direttore del Festival tutto sembrò finire lì. Ora non vi sembra strano che a vincere il festival sia stato un esempio lampante di cosa vuol dire integrazione?E non solo ieri, durante la conferenza stampa Mahmoud oltre ad aver confermato la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest 2019 che si svolgerà a maggio presso l’Expo di Tel Aviv, ha subito ribadito:” Io sono un ragazzo italiano, nato e cresciuto a Milano. Sono italiano al 100%. Sono fan di tutto e di niente. Ascolto qualsiasi cosa. Quando mi chiedono che genere faccia rispondo ‘Marocco-pop’ “Detto tutto questo si capisce chiaramente che quello che Claudio Baglioni, probabilmente l’ultima volta alla guida del Festival, ha voluto fare è lanciare un messaggio d’integrazione all’Italia in cui regna un clima quasi di “odio” verso i migranti. La vittoria di Mahomud è da “leggere” in questo modo, un messaggio d’integrazione che forse non è stato lanciato dal solo Baglioni ma probabilmente anche dalla direttrice Rai Teresa De Santis, insomma dalla Rai grillina. Gli altri partecipanti al festival erano naturalmente consapevoli che il ruolo del festival era solamente quello di fare da “vetrina” ai brani che erano contenuti negli omonimi dischi che ogni cantante ha fatto uscire il giorno della propria esibizione a Sanremo. Secondo voi davvero Renga voleva vincere il festival un’altra volta? Oppure parlando di Loredana Bertè, non c’è alcun dubbio che tramite il festival lei abbia riabilitato la sua immagine pubblica di cantante che in questi ultimi anni a causa delle sue comparse nei vari programmi televisivi era stata un po’ denigrata dal suo carattere. Insomma, secondo noi, la vittoria di Mahmoud è stata il più bel messaggio lanciato da Sanremo all’Italia intera e soprattutto al ministro Salvini.
Andrea e Paolo

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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