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Politica

Approvato con 461 voti il Revenge Porn: cos’è e cosa prevede

Poche ore fa è stato approvato dalla Camera dei deputati con ben 461 voti a favore nessun contrario l’introduzione dell’emendamento del Revenge Porn  al ddl sul codice rosso.

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Photo: Shutterstock
Poche ore fa è stato approvato dalla Camera dei deputati con ben 461 voti a favore nessun contrario l’introduzione dell’emendamento del Revenge Porn  al ddl sul codice rosso. Quest’emendamento si va infatti a inserire all’interno del Disegno di Legge 1455 che tratta le:« Modifiche al codice di procedura penale: disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere ». Questo Disegno di Legge, presentato dal ministro della giustizia,dell’interno, della difesa, della pubblica istruzione e dell’economia mira alla” necessità di un intervento che contrasti con maggiore efficacia i reati di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza”,in poche parole al contrasto della violenza sulle donne sempre più frequente nell’ambito domestico.

Cos’è il Revenge Porn?

Il revenge porn consiste nella pubblicazione e nella diffusione su internet di foto e video di atti sessuali senza consenso. Sono infatti molti gli uomini, che  in possesso di foto delle ex fidanzate nude o di video in momenti intimi, non esitano a diffonderle per umiliarle. Le conseguenze, non solo psicologiche ma anche sociali, sono spesso devastanti per le vittime, anche per quelle che non arrivano al gesto estremo del suicidio. Tra le vittime in Italia ricordiamo Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli suicidatasi il 13 settembre 2016 dopo la diffusione online di un video hot che la ritraeva.
Cosa prevede la legge per contrastarlo?
Il testo prevede che “chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e multa da 5.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento” (Quotidiano.net).

La stessa pena viene applicata anche a “chi ha ricevuto il materiale in questione, per poi pubblicarlo e diffonderlo, con l’obiettivo di recare un danno a colei o a colui che si vede nelle foto o nei filmati. Viene inoltre stabilito che la pena aumenta nel caso in cui la diffusione di materiale “compromettente” avviene per mano del coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona legata o che è stata legata a quella offesa. Stessa cosa se la distribuzione del materiale avviene attraverso gli strumenti informatici o telematici” (SkyTg24).

Molti sono stati i messaggi positivi per l’approvazione dell’emendamento tra cui quello di  Laura Boldrini che scrive su facebook: “Sono molto contenta che #Lega e #5Stelle abbiano riconosciuto l’errore della scorsa settimana e oggi hanno votato in Aula l’emendamento per introdurre il reato di #RevengePorn. Combattere questo odioso fenomeno non è una questione di appartenenze politiche ma di civiltà. Questa è una vittoria che dedico a Insieme in rete I sentinelli di Milano e Bossy che hanno promosso una petizione su Change.org, alle 120.000 persone che l’hanno firmata e a tutti coloro che si impegnano per un uso responsabile e consapevole del web”

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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