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Sulla base dei dati notificati per il 2018, è confermato che l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare il criterio del debito nel 2018”, queste sono le parole che aprono la lettera che la commissione Ue ha inviato oggi all’Italia. Da mercoledì via all’iter per la procedura di infrazione e restano cinque settimane di tempo per mettersi in regola con una manovra bis. Cos’è la procedura d’infrazione ? E soprattutto quante procedure sono a carico del nostro Paese?

La procedura d’inflazione viene avviata dalla commissione Ue che controlla l’applicazione dei trattati e delle regole dell’Unione Europea. Se la commissione ritiene che uno Stato membro non rispetti il diritto dell’Ue può decidere di portare il caso alla corte di giustizia dell’Unione Europea, la quale in alcuni casi può imporre sanzioni pecuniari. L’infrazione al diritto comunitario invece riguarda l’applicazione scorretta o la non trascrizione in legge di un atto legislativo dell’Unione Europea. All’inizio la Commissione cerca di chiedere una spiegazione allo Stato in oggetto tramite l’invio di una “lettera di messa in mora” e poi il Paese ha all’incirca due mesi di tempo per rispondere in maniera dettagliata. Dopo la commissione, se crede che via sia un’infrazione, invia un parere motivato per violazione del diritto comunitario con la richiesta di adeguarsi alle regole dell’Ue e comunica le misure da adottare per risanare la situazione. In caso il Paese non faccia nulla la commissione ricorre alla corte di giustizia dell’Ue che può emettere una condanna che consiste nel pagamento di alcune sanzioni . Le sanzioni consistono in una somma forfetaria e in una penalità di mora, adeguate alla gravità e alla persistenza dell’inadempimento. Le cifre indicate dalla Commissione per l’Italia ammontano a minimo 8.916.000 euro per la somma forfetaria,che si paga anche se si è posto rimedio nel corso del dibattimento in Corte, e oscillano da 10.753,5 a 645.210 euro al giorno per la penalità di mora(applicata qualora l’infrazione persista dopo la sentenza di condanna e viene calcolata, su base giornaliera, a partire dalla data della sentenza stessa). Le procedure a carica dell’Italia sono 71. La maggior parte messe in mora tra cui:

Affari economici e finanziari
-L’incompleto recepimento della direttiva UE 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo;
-L’Aliquota ridotta di IVA sul carburante nella Regione Lombardia;

Ambiente
-Violazione degli Artt. 17.2 e 17.3 della Direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino;
-Mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e mancata adozione delle misure di conservazione. Violazione Direttiva Habitat;

Giustizia
-Mancata ottemperanza alla direttiva UE 2011/93 relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile;

Affari Interni
-Condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia;

Queste che abbiamo citato sono solo alcune delle procedure d’infrazione a carico dell’Italia,

 

potete consultare l’elenco completo sul sito del governo italiano dedicato alle politiche europee

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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