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Politica

Un’analisi post elettorale con Arianna Furi, esponente della direzione del PD

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Photo: Shutterstock

Cari amici,
le elezioni europee sono ormai passate e abbiamo visto come a primeggiare sia stata la Lega, con il 34,4% di voti, seguita dal Partito Democratico con il 22,7% e poi dal Movimento 5 Stelle con il 17,1%. Un dato che va considerato è che in Italia ha votato solo il 55% degli aventi diritto. Noi della Politica Del Popolo abbiamo pensato di fare una seria analisi post elettorale direttamente con gli esponenti di questi tre partiti. Oggi parleremo del risultato ottenuto dal Partito Democratico con Arianna Furi, esponente della direzione nazionale del Pd e fondatrice della community Millennials.

1) Queste elezioni europee hanno visto “trionfare” la Lega, seguita dal Pd e dal M5S. Quella percentuale di voti che il PD ha riguadagnato in queste elezioni sono frutto, secondo lei, di fiducia nel cambiamento di questo partito o di sfiducia verso partiti come il M5S?

– Il Pd si è sicuramente ripreso rispetto alle elezioni politiche del 2018, ma i dati ci mostrano un Partito che ha tenuto rispetto all’astensione e ha interrotto quel flusso di elettori che dal Pd erano passati ai 5 stelle. Il punto però è che la maggior parte degli elettori che nel 2018 avevano scelto Pd hanno riconfermato il 26 il loro voto. Il problema dunque non sono i così detti “flussi in uscita”, bensì i “flussi in entrata” dai quale emerge la scarsa capacità di espansione che tutt’oggi il Pd continua ad avere.

2)Che incidenza avrà il voto europeo sulla politica italiana? Secondo lei la vittoria della Lega, la quale alleanza resta sesta forza in parlamento europeo, quanto è più dannosa o utile per l’Italia in UE?

-La vittoria della Lega mi spaventa. Sono nata cittadina europea, e pensare di avere a Bruxelles persone che fino a ieri minacciavano di farci uscire dall’Europa mi rattrista e mi preoccupa. Credo che le problematiche riguardo questa questione le stiamo vivendo ormai da anni con la Brexit.

3)Azzardando una previsione, crede che se Di Maio non accetterà le condizioni della Laga il governo cadrà?

-Di Maio è troppo attaccato alla poltrona per avere il coraggio di mollare Salvini. Se fosse coerente ed onesto nei confronti di tutti quei cittadini che l’hanno votato sicuramente farebbe cadere il Governo e tornerebbe ad elezioni. Anche perché la metà delle proposte portate avanti dalla Lega non hanno nulla a che fare con la politica dei 5 stelle. Di Maio ieri si è sottoposto ad un “referendum” online sul blog della Casaleggio chiedendo agli “elettori” di riconfermarlo o meno come leader dei 5 stelle. Non voglio essere sempre la guastafeste ma tenderei a fidarmi poco di un voto che se con risultato negativo farebbe perdere i 300€ al mese che ogni parlamentare grillino versa alla Casaleggio Associati. Diciamo che non conviene loro più di tanto…

4)Al parlamento europeo sono andati, grazie alla lista unitaria del Pd, sia Giuliano Pisapia che Carlo Calenda. Loro hanno una posizione differente sull’articolo 18. Lei invece cosa ne pensa e soprattutto qual è la posizione del Partito Democratico?

– L’art 18 era fatto per un mondo del lavoro che oggi non esiste più. Cancellarlo significa semplicemente evolversi e stare al passo con il mondo del lavoro che cambia costantemente. Ciò non toglie che i diritti dei lavoratori vadano tutelati e magari anche aumentati.

5) Cosa deve migliore il Partito Democratico e soprattutto cosa farà di concreto nei prossimi mesi?

-Il Pd deve tornare a rappresentare un’alternativa credibile in questo Paese. Dobbiamo farci sentire. Rischiamo di scomparire perché ormai nel dibattito pubblico stentiamo sempre di più ad entrare. Serve una risposta credibile, seria e concreta ai bisogni dei cittadini. E soprattutto bisogna tornare a parlare ai ragazzi della nostra generazione.

6)Quale sarà la prossima sfida per i Millennials?

-La prossima sfida per i Millennials è costruire a livello europeo un grande network di giovani europeisti che coinvolga tutte le associazioni giovanili degli stati UE. L’obiettivo è far si che un domani i ragazzi possano sentirsi oltre che cittadini italiani, spagnoli o greci, anche e soprattutto cittadini europei.

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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