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Week News 001, 6 gennaio 2020

Considerazioni sui giovani del Sud e cosa significa per noi il 6 Gennaio.

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Ho deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo, infatti grazie a questo giornale posso riempire di contenuti settimanali questo spazio per i giovani dai giovani.
Ho deciso di chiamarlo “WeekNews” perché potrete leggermi una volta a settimana, e vi parlerò dei temi che mi hanno fatto riflettere e con cui vorrei avere uno scambio di opinioni con voi lettori.
Al termine, del pezzo ci sarà sempre “Tazzina di caffè” un post scriptum dove vi consiglierò film, serie tv o libri.
I temi saranno tanti, differenti e per le vostre riflessioni potete scrivermi sulla mia pagina Facebook, vi prometto che risponderò a tutti.

Oggi voglio raccontarvi una storia italiana del sud, la storia di uno di noi direbbe qualcuno, ed è quella dei vari Francesco, Martina, Giovanni, Antonio, Michele, Lucio,  Domenico, Claudia e di tutti i giovani laureati e non del Sud Italia che in queste ore riempiono le loro valigie per ripartire verso Nord.
Perché nel 2020 qui al Sud, ad Ercolano, Napoli,  sotto l’attento sguardo del Vesuvio, da dove vi scrivo, il 6 Gennaio è sopratutto un fare le valigie. 


Noi generazione Erasmus, noi generazione Millenials, soltanto perché siamo abitanti di questo posto (secondo me il più bello del mondo) siamo costretti ormai da decenni a questa scelta: resto a casa e mi arrangio o lavoro al Nord?

Una scelta che colpisce circa 117 mila persone l’anno secondo ISTAT, negli ultimi 7 anni siamo a circa 653 mila persone e con un trend in aumento.

Inoltre, tutto questo colpisce una parte di popolazione che è formata o laureata, ma che stanca della precarietà di condizioni lavorative e di sfruttamento.
A malincuore, sceglie di andare via dai propri territori non per acquisire nuove competenze per poi ritornare e metterle in pratica, ma per cercare semplicemente un riconoscimento ai tanti anni di studio e pratica svolti. 

I protagonisti della nostra storia a quest’ora avranno chiuso di nuovo la valigia, alcuni magari saranno già in treno o aereo per tornare nel Centro-Nord o magari saranno saliti dopo il Capodanno proprio per non avere il rincaro biglietti, altra pratica che mortifica noi cittadini italiani del Sud. 

Chi vi scrive, al momento prova ancora a resistere e a combattere questa idea di mollare tutto e andare via in luoghi diversi, dove la competenza sia valorizzata e sopratutto ben pagata perché chiedere un riconoscimento economico per gli studi fatti non sia un segno di spavalderia giovanile, ma sia la base di qualsiasi rapporto lavorativo posto in essere con un under 30. 

Quindi, più che mai abbiamo bisogno noi cittadini del Sud di essere “con le carte in regola” come diceva il compianto Piersanti Mattarella di cui, oggi, si commemora il mafioso e codardo assassinio.

Dopo 40 anni, e con questa nuova emigrazione di laureati e di possibile classe dirigente per bloccare l’emorragia basta avere “le carte in regola”? Secondo me, no! 

Perché non basta avere un governo regionale, o un amministrazione provinciale e comunale presente sul territorio che, complice la spesa storica ha pochi soldi a disposizione, metta comunque le cose in ordine. 


C’è bisogno, di una epifania laica cioè di una manifestazione di programmazione coraggiosa da parte dello Stato per i nostri territori che non può essere soltanto un piano sulle infrastrutture (#Shock! di Italia Viva) o un Green New Deal (UE dalla Commissione Von Der Leyen ), ma sia soprattutto una serie di riforme che garantiscano una PA a portata di cittadino e imprenditore, che possano riempire gli spazi lasciati vuoti dallo stato senza che se ne appropri o riappropri la  malavita organizzata molte volte ferita a morte, ma purtroppo unico ammortizzatore sociale in alcuni territori del Sud.

Per realizzare tutto questo ci vogliono 3 fattori: coraggio, competenza e tempo.
Il coraggio da parte del Governo di mettere soldi e competenze al posto giusto, come ad esempio la nomina del rettore Manfredi (ora mettessero anche i soldi per le attrezzature e per i ricercatori).
E il tempo, perché nessuno al Sud potrà “fare miracoli” e in un anno o due cambiare un andamento generalizzato che proviene da quella mala-unità post unitaria e post secondo dopo guerra.

Insomma, ai tanti che partono perché il Nord oggi offre sicurezza lavorativa, va il mio pensiero e la speranza che un giorno ci rivedremo nei nostri territori come professionisti pronti a diventare la classe dirigente di questi territori.

Un abbraccio, 

Alfredo

Tazzina di caffè: da non perdere al Cinema Tolo Tolo di Checco Zalone, mentre su Netflix I due Papi è un appuntamento obbligato per conoscere il lato umano di Papa Francesco.
Vi consiglio di leggere, “Ricostruiamo la Politica” di Francesco Occhetta, un’analisi puntuale e attenta sull’attuale situazione politica italiana.


P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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