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Cultura

La semplicità del fake: un mare di superficialità

Avere Internet sotto mano e poterlo consultare per qualsiasi esigenza o sfizio è normale. Possediamo uno strumento magnifico, ma ne siamo consapevoli?

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di Mattia Patrini

Oggi, grazie alla rete, circolano miliardi di notizie, informazioni e contenuti da una parte all’altra del mondo. Esiste un traffico di dati immenso e repentino che talvolta ci sfugge di mano e ci investe in pieno. Noi cittadini degli anni Duemila diamo per scontata questa preziosa possibilità che abbiamo tra le mani. Proviamo ora ad allargare gli orizzonti e facciamo qualche passo indietro, almeno di cent’anni.

I nostri nonni e bisnonni, vivevano in un mondo totalmente diverso. L’informazione, la conoscenza e il sapere non erano accessibili a chiunque. Ognuno poteva chiedersi cosa succedeva in un altro paese, ma pochi avevano i mezzi per venirne a conoscenza, men che meno in tempo reale. Era difficile rimanere aggiornati su determinate dinamiche tra Stati, su nuove ricerche scientifiche oppure sulla situazione socio-politica di un paese 24 ore distante dal nostro.

Oggi abbiamo la fortuna di poterlo sapere!

Siamo in grado di conoscere tutto di tutti. Fagocitiamo quotidianamente dati su dati, montagne di notizie. Siamo arrivati ad un punto tale che veniamo bombardati di continuo e, come un’onda del mare in burrasca, veniamo travolti. Ciò dovrebbe essere un fattore positivo, ma non è tutto oro quel che luccica.

Tante informazioni che ci giungono tramite il web non sono veritiere, d’altronde chiunque può scrivere di tutto!

Caio potrebbe dire di essere stato l’ideatore di Amazon e Tizio di aver sviluppato Facebook. Grazie alle nostre conoscenze (a portata della maggior parte delle persone) sappiamo che così non è. Ma ci potrebbe capitare tra le mani una notizia che dice: “ Il premier Conte dichiara guerra al Sudan, notizia trapelata dai servizi segreti.” Tanti potrebbero crederci, altri invece, seguendo il proprio senso critico, si informerebbero meglio a riguardo per verificare l’autenticità di questa notizia.

In alternativa, potrebbe capitarci di leggere un fatto localizzato in una realtà distante dalla nostra: “I cittadini di Sondrio sono stanchi della troppa pressione fiscale, quindi chiedono un referendum sull’autonomia della città dallo Stato italiano.” Sarebbe una notizia falsa che, erroneamente, agli occhi di molti potrebbe sembrare vera e gli stessi sarebbero propensi a condividerla, generando un effetto domino che travolgerebbe centinaia se non migliaia di utenti. Questi esempi lontani dalla realtà sono rappresentazioni di ciò che succede quotidianamente sui social network.

Verificare la veridicità delle notizie che leggiamo è un minimo sforzo che molti individui non sono disposti a compiere.

Quando i nostri nonni erano giovani, soffrivano di povertà di informazione. Al contrario, oggi possiamo dire che siamo poveri di senso critico.

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