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Politica

L’on. Dipasquale:” La Sicilia ancora ferma riguardo le politiche ambientali”

Per quanto riguarda la costruzione dell’impianto di bio-metano nei territori di Modica e Pozzallo abbiamo parlato con l’on. siciliano Nello Dipasquale.

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di Matteo Migliore

L’8 Agosto 2019 il comune di Modica ha approvato il progetto di costruzione di un impianto per la produzione di bio-metano, dichiarando la pubblica utilità, l’indifferibilità e l’urgenza dell’intervento. Naturalmente l’impianto avrà un grosso impatto ambientale sulla zona.

Alla situazione si è anche interessato l’onorevole siciliano Nello Dipasquale, egli infatti vorrebbe coinvolgere la Regione Sicilia come parte terza e risolutrice della controversia legata tra i due comuni della provincia di Ragusa. Per questo si è reso disponibile a rilasciare un’intervista.

  • Uno scempio ambientale sta accadendo nel comune di Modica e che vede nascere una velenosa insidia alla salute dei cittadini: ovvero la costruzione di un impianto di biogas in Contrada Zimmardo-Bellamagna, ai confini di Modica ma molto vicino alle zone abitative di Pozzallo. Cosa ne pensa lei onorevole?

-Su questa vicenda mi sono espresso in Parlamento. Ho rilasciato una riflessione proprio in Parlamento, perché’ho ritenuto il luogo adatto, visto che nel territorio della provincia di Ragusa non si è riusciti a trovare un momento di sintesi fra i due comuni, poichè anche se è a Modica il sito di costruzione dell’impianto, l’intervento interessa anche il comune di Pozzallo e quindi sono interessate ambedue le parti. Io penso che il confronto e il dialogo alimentano la democrazia.

Non è sufficiente che per realizzare un’opera basti avere fatti discutibili o avere tutti i pareri per poterla realizzare in un territorio; si può fare questo quando quel territorio è vocato o è già stato stabilito e quindi esiste una pianificazione, la quale determina le cose che devono essere fatte in quell’area. Ad esempio vale per le zone industriali e per le zone artigianali.

Invece quando in un area ci sono anche altri interessi legittimi, perchè vi è chi vi risiede, chi ci vive, chi ci lavora, e viene previsto un intervento così ampio e diverso, rispetto a quello che l’area è vocata, almeno dovevano essere effettuati i passaggi democratici del confronto, per spiegare ai cittadini cosa si volesse fare, per spiegare di cosa si trattasse e per spiegare quale fossero gli interventi che andavano fatti. Poi se le carte erano appunto in regola, dovevano dimostrare che era un intervento positivo, senza nessuna difficoltà.

Invece il fatto di aver calato questi interventi, e parlo del comune di Modica, che ha
calato questa scelta in un territorio che comunque si trova a ridosso con il comune di Pozzallo e senza aver avuto la delicatezza istituzionale ed io dico il dovere del confronto con i residenti, con gli abitanti, appunto con coloro che hanno altri interessi legittimi, questo giustamente ha messo in condizioni ad un territorio di reagire e di protestare verso questa iniziativa che è un’iniziativa che viene calata dall’alto e dove giustamente chi vive nel territorio ha tanto da dire e da ribadire.

Quindi io sicuramente penso che è sbagliato nella forma come questo processo si è sviluppato e ritengo che solo attraverso il ritorno al dialogo e quindi al blocco dell’intervento, si può riprendere il filo della matassa là dove si è perso, e dove anzi non è mai iniziato che è infatti quello del confronto.

Ovviamente nulla può essere calato sulla testa dei cittadini senza la loro consapevolezza, perchè poi altrimenti si scaturiscono delle reazioni legittime. Avevo chiesto alla regione siciliana di intervenire essendo essa una parte terza ed autorevole, l’ho detto in aula, affinchè gli assessori di competenza si ponessero una posizione di dialogo e di confronto chiamando le parti. Ma non è stata purtroppo capita, come tante altre cose. Secondo me neanche durante il mio intervento la regione non ha inteso il significato della mia proposta, continuando a lasciare appunto in questo territorio la sensazione che chi è più forte, può prevaricare su i più deboli. Non mettendo in conto che poi chi prevarica è proprio chi abusa dei cittadini e del territorio.

  • “Sull’impianto di biometano vi sia un dibattito onesto e trasparente”. L’auspicio, prendendo spunto da ciò che ha scritto Papa Francesco nell’Enciclica “Laudato Si” sul tema dell’ambiente, arriva dal vescovo di Noto, Antonio Staglianò, che ha risposto con solerzia alla richiesta del sindaco di Pozzallo, dott. Roberto Ammatuna che ha ritenuto opportuno l’intervento della chiesa in una questione che vede contrapporsi due comuni. Secondo lei deve prevalere l’interesse dei cittadini per il bene comune nel solco di Giorgio La Pira e del suo sogno di costruire città vive o deve prevalere l’interesse imprenditoriale per lo sviluppo industriale del nostro territorio?

-Non ci sono dubbi che in democrazia, l’interesse dei molti e dei tanti, prevale su quello dei pochi. Non ci sono dubbi. L’ultima parola è sempre del popolo. Sicuramente per chi governa e per chi amministra in maniera democratica, non può non tenere conto delle necessità del proprio popolo.

  • Un Italia più verde. E’ questo l’obiettivo “primario” del governo Conte Bis che punta alla realizzazione di un Green New Deal promuovendo la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle rinnovabili. L’impianto di biogas rientra sicuramente in questo piano ambientale, proprio perchè attraverso la fermentazione, in assenza di ossigeno, trasforma varie sostanze organiche in gas, calore e fertilizzante. Lei è a favore di questo piano ambientale? La politica è a favore di queste riforme ambientali? Considerando anche l’interessamento e la sensibilizzazione dei giovani su questo tema. La regione siciliana e il governo regionale, che cosa stanno attuando per concretizzare tali politiche ambientali?

-In aula personalmente mi sono espresso sulla questione dei rifiuti e dell’inquinamento ambientale. Dico che la regione siciliana purtroppo è assolutamente ferma per quanto riguarda le politiche ambientali e anche ai fatti minimali, tipo la raccolta dei rifiuti fuori dalle zone urbanizzate. Io per questo ho fatto un intervento in aula, dove ho sollecitato il presidente della regione a tali temi, perchè la Sicilia sta diventando una discarica a cielo aperto.

Io poi sono convintissimo dell’uso delle energie rinnovabili, per me rappresentano ovviamente l’alternativa alle energie fossili. Così come non sono contrario alla costruzione di impianti green, come in questo caso quello del biometano. Non ci sono dubbi, però dipende di come sono costruiti,di dove li costruisci e soprattutto come arrivi alla loro realizzazione.

  • Recentemente presso la Camera del Commercio di Ragusa, si è tenuto il convegno “Zona Economica Speciale ed infrastrutture-Opportunità di sviluppo e lavoro”, organizzato dalla segreteria provinciale del Partito Democratico. In cui ha preso parte anche lei, con la presenza del ministro per il Sud e per la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano. Dagli interventi, risulta che la nostra provincia di Ragusa continua ad essere la cosiddetta “isola nell’isola”, ovvero quell’aria più vivace rispetto al resto dell’isola. Che opere infrastrutturali sono necessarie nel nostro territorio affinchè diventi più produttivo e più fruttuoso e soprattutto più al passo con i tempi?

-Abbiamo avuto il piacere di avere con noi il ministro Provenzano, in questa manifestazione che abbiamo organizzato come Partito Democratico a Ragusa. Lo abbiamo programmato proprio nel primo giorno utile del nuovo anno, perchè non intendiamo perdere tempo su quelli che sono gli impegni che noi abbiamo profuso verso le infrastrutture. Mi permetto di ricordare che durante i precedenti governi del Partito Democratico, siamo riusciti a far rientrare la Siracusa-Gela nel territorio della provincia di Ragusa e l’opera è arrivata a Pozzallo e se non fosse stato per il fallimento della ditta condotta che nessuno poteva mettere in conto, in quanto essa è la più grande impresa autostradale d’Italia, l’opera sicuramente potrebbe già essere consegnata.

I lavori per fortuna sono ripresi e continueremo a monitorarli affinchè il lavoro che abbiamo iniziato si realizzi. Per fare ciò abbiamo chiesto anche l’aiuto e la collaborazione di Provenzano, perchè è necessario che la Siracusa-Gela possa continuare il percorso verso Gela, ovvero la sua destinazione finale. Poi la Ragusa-Catania che è un’opera su cui lavoriamo da alcuni anni e che durante il precedente governo siamo riusciti ad ottenere tutti i pareri necessari fino ad arrivare al CIPE ma manca l’ultimo passaggio, prima dell’inizio dei lavori, che è il finanziamento dell’opera e su questo il ministro Provenzano ci sta lavorando in prima persona .

  • I giovani saranno i cittadini del domani, e si stanno molto impegnando su questo delicatissimo tema che ha messo in contrasto due comuni uniti dallo loro vicinanza e dalla loro storia. Se i cittadini non prendono voce verso il potere politico, non sarà più possibile risolvere il problema ambientale, che avrà come protagonisti proprio i giovani. Cosa consiglia a loro? Come possiamo far partecipare i giovani alla cosa pubblica? E le risposte che la classe dirigente ha dato in questi ultimi anni, secondo lei sono risposte che hanno motivato i giovani ad interessarsi alla politica o no?

-Questa domanda mi tocca in particolar modo. Io oggi mi trovo ad essere deputato regionale perchè ho iniziato a fare politica da giovane. Io non sono stato catapultato alla politica o qualcuno mi ha regalato un ruolo da parlamentare. No, io sono diventato parlamentare partendo dall’età di sedici anni come segretario dei giovani della Democrazia Cristiana e poi ho fatto tutto il percorso politico. Mi permetto di dire che è fondamentale che i giovani si impegnano alla politica, ma mi permetto di dire che negli ultimi anni vedo meno giovani impegnarsi alla politica. La colpa non è delle risposte che non arrivano o che arrivano sbagliate.

Sino ai miei tempi, nessuno ti regalava nulla. Io ho sgomitato, da giovane, per ritagliarmi uno spazio e per portare la mia voce ed il mio impegno all’interno delle istituzioni, dal semplice ruolo di consigliere comunale nel 1994 a vent’anni. Quindi io credo che i giovani si devono ritagliare un loro spazio,cosa che non hanno fatto negli ultimi anni, perchè sono stati disinteressati alla politica e hanno fatto anche un errore, ovvero quello di lamentarsi e generalizzando dicendo che “la politica fa schifo” e facendo così di tutta un erba un fascio dicendo pure che “tutti i partiti fanno schifo” e che “tutti i politici fanno schifo”, e così allontanandosi dalla politica.

Questo è un errore. Perchè la democrazia vive dei partiti e degli impegni. E’ fondamentale che i giovani si impegnano e si preparino a fare il loro percorso nelle istituzioni, non pensando che qualcuno gli debba regale qualcosa. Il ruolo va conquistato con il consenso. Serve invece che tutti siano messi in condizione di partecipare e ti tenere il passo. Quando io mi sono candidato tutti mi davano per vinto, ma grazie all’aiuto dei giovani e dei lavori che ho fatto in altri campi come la scuola, l’azione cattolica e l’AGR, ebbi la fortuna di arrivare secondo. Quello che bisogna fare è impegnarsi, aggregarsi ed partecipare alla vita politica.

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