Connect with us

Società

La sessualità femminile, ancora un tabù

In un mondo in cui la sessualità è online, accessibile (apparentemente) a tutti, sembra che alcune dinamiche di coppia nella ricerca del piacere intimo non siano ancora del tutto portate alla luce.

Published

on

Ci sentiamo a nostro agio quando parliamo di sessualità? Quanto è comune arrossire, sentirsi imbarazzati, cambiare argomento, appena si toccano determinate questioni che riguardano la sfera intima? Eppure non dovrebbe essere così difficile parlare di uno degli aspetti naturali che caratterizza l’essere umano, su cui si basa la sua stessa sopravvivenza: la ricerca del piacere.

UN PROBLEMA CELATO – Il piacere inteso come piacere sessuale si ritrova nella sfera dell’autoerotismo e nel rapporto sessuale con uno o più partner. La riflessione in questo articolo si sofferma sulle dinamiche della ricerca del piacere nel rapporto eterosessuale tra due persone. Tutto nasce da un articolo comparso sul sito www.iodonna.it dal titolo “Le donne etero e il problema dell’orgasmo che non c’è”: secondo una ricerca del Kinsey Institute, in un rapporto intimo eterosessuale solo il 65% delle donne coinvolte nell’indagine hanno dichiarato di aver raggiunto l’orgasmo, percentuale che sale invece fino all’86% nel caso di un rapporto omosessuale tra donne. (Fonte: https://www.iodonna.it/benessere/amore-e-sesso/2017/02/27/le-donne-etero-e-il-problema-dellorgasmo-che-non-ce/?refresh_ce-cp).

PORSI LE GIUSTE DOMANDE – Analizzando la situazione nella sua generalità, questi dati sembrerebbero comunicare un problema sociale e relazionale molto serio: andando oltre alla semplice quanto comoda affermazione che “le donne vengono più difficilmente degli uomini” (dato che sembra smentito dal rapporto lesbico), quanto gli uomini si preoccupano del piacere femminile nel rapporto intimo? E poi, quanto le donne conoscono bene il loro corpo? Hanno coraggio a comunicare al partner (o chiunque altro) come arrivare al piacere anche loro? Se non hanno coraggio, perché? E infine: queste domande non si pongono (o non si vogliono porre) per quale motivo? Forse perché manca una vera educazione alla sessualità?

Avere cura del piacere dell’altro: sembra questa la chiave mancante
in molti rapporti di coppia

Una triste verità

La riflessione ha dei risvolti scioccanti nel momento in cui ci si rende conto che, per la maggior parte dei rapporti (sempre facendo fede allo studio sopra citato), ci sia una così forte disparità nel raggiungimento del piacere tra i due sessi. Differenza che risulta ancora più pesante poiché riguarda un aspetto importante della nostra vita (il piacere) e l’atto stesso: alla fine del rapporto, in circa 1 caso su 2 l’uomo è arrivato al piacere mentre la donna no. Come è possibile accettare ancora tutto questo? E la scusa delle diverse caratteristiche anatomiche/psicologiche nel raggiungimento del piacere sembra non regge.

LA CREATIVITA’ COME STRATEGIA – Il cuore del discorso è che il rapporto ha tante altre modalità per poter proseguire, in modi più creativi ed elettrizzanti, oltre alla classica visione della penetrazione. E’ necessario tuttavia avere la consapevolezza che esistono queste modalità. E dunque si apre un altro discorso: i video pornografici (in particolare quelli lesbici), se guardati con attenzione, possono avere anche una funzione educativa a riguardo, in particolare per avvicinare ragazzi e ragazze ad una sessualità femminile purtroppo ancora non sdoganata (a differenza di quella maschile). Non si può sempre calibrare la durata di un rapporto sul tempo dell’orgasmo maschile che, molto spesso, richiede tempi più brevi di quello femminile. Perché altrimenti ci si dimentica di quest’ultimo. La conseguenza: una disparità ancora preoccupante in merito alla ricerca del piacere di coppia.

Parlarsi con sincerità è il primo passo per comprendere i bisogni dell’altro

ALCUNI SINTOMI DEL PROBLEMA – Affrontando questa tematica con ragazzi e ragazze universitari, non solo è emersa una generale accondiscendenza da parte delle ragazze sulla scarsa attenzione maschile in merito al piacere femminile, ma anche una triste conferma del fatto che gli uomini conoscono poco la sfera della sessualità femminile. Questi ultimi sono spesso preoccupati del fatto di “durare abbastanza”, senza capire che quello che conta davvero è il fatto di “poter far godere di più”. Infatti la loro preoccupazione è motivata, apparentemente, soltanto da una ragione egoistica di orgoglio (il “non fare brutta figura”), non contemplando invece una reale attenzione per le esigenze della partner.

UNA PROFONDA CONTRADDIZIONE – La situazione di disparità emerge in tutta la sua evidenza se si rovescia la medaglia: dire agli uomini di immaginare, in un mondo alla rovescia, che per circa la metà delle volte dopo un rapporto sessuale potrebbero non arrivare all’orgasmo… Sarebbe per loro semplicemente inconcepibile. Eppure accade, per l’altro sesso.

Le conclusioni

Il problema emerge infine anche nel lessico usato in pubblico: esclamazioni di connotazione sessuale legate all’autoerotismo maschile sono ben note, così come è sdoganato nell’immaginario collettivo lo stesso autoerotismo dell’uomo. Nulla invece è rintracciabile per quanto riguarda la ricerca individuale del piacere femminile. Questo è il chiaro sintomo che la sessualità femminile è ancora nascosta dietro un cono d’ombra, non viene raccontata, non viene legittimata. E per questo non viene ancora riconosciuta.

Appassionato di relazioni di genere, psicologia sociale e politica internazionale, scrivo sul blog nazionale della community dei Millennials su queste tematiche. Sono nato a Trieste il 27 luglio 1997 e sono stato Senatore Accademico all'Università degli Studi di Trieste dall'aprile 2019 all'ottobre 2020. Ho conseguito il 15 ottobre 2020 nella stessa università la laurea triennale in Scienze Politiche e dell'Amministrazione, con una tesi in sociologia politica. Attualmente frequento il corso magistrale in Comunicazione Giornalistica, Pubblica e d'Impresa all'Università di Bologna. Sono iscritto al partito Italia Viva dal settembre 2019 e sono attivista presso l'associazione di promozione sociale RIME di Trieste. Dal gennaio 2020 sono anche responsabile dell'Ufficio Stampa dell'associazione ProgettiAmo Trieste e dal novembre 2019 coordino a livello locale un gruppo di discussione politica tra giovani.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending