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Politica

L’Emilia Romagna tra Bonaccini, Borgonzoni e Sardine

Le elezioni in Emilia Romagna, roccaforte rossa per eccellenza sono al centro del dibattito nazionale:tra i protagonisti ci sono anche le sardine di Mattia Santori. Molte le domande: Vincerà la destra? Sarà riconfermato Bonaccini? Il governo reggerà o cadrà?

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Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale in Emilia Romagna e anche in Calabria, una campagna elettorale caratterizzata dalla presenza costante di Matteo Salvini. Egli appunto si è quasi installato nella roccaforte rossa per “espugnarla”. In Emilia a sfidarsi ci sono l’ex governatore della regione Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni.

Stefano Bonaccini lascia un Emilia in cui nel terzo trimestre del 2019 il tasso di occupazione della regione sia pari al 69,9%, distante in maniera significativa da quello nazionale (59,4%), ma anche del ricco e avanzato Nord-Est (68,8%) a guida leghista. Inoltre il tasso di disoccupazione complessivo è fermo al 5,3% e si colloca ampiamente al di sotto del valore relativo all’Unione europea.

Dovrebbero bastare i soli numeri a riconsegnare la regione nella mani di Bonaccini ma così non è, in quanto le sorti sono molto incerte anche per la discesa in campo del Capitano. Una cosa che dobbiamo riconoscere al capo della Lega è quella di riuscire a coprire tutto il territorio, visitando anche i centri più piccoli.

Scendono in campo le Sardine

Contro l’incubo della Destra a novembre, sono scese in piazza le Sardine.

Un movimento nato dall’idea di 4 giovani bolognesi che hanno organizzato, il 14 novembre 2019, un flash mob per cercare di attirare in piazza almeno 6000 persone nella stessa serata in cui era in programma un comizio di Matteo Salvini al Paladozza per presentare la candidatura della Borgonzoni in vista delle elezioni in Emilia Romagna , che può ospitare al massimo, ufficialmente, 5570 persone. Portare in piazza a Bologna una persona in più del “Capitano”, ecco la sfida che i quattro ragazzi lanciarono alla potente macchina elettorale del centrodestra.
Alla fine il risultato fu sorprendente, un successo oltre ogni aspettativa: le persone in piazza erano più del doppio di quelle riunite dentro al Paladozza.

Grazie a voi che donando o lavorando avete reso possibile l'impossibile.Grazie a noi, che ai profili digitali continuiamo a preferire i corpi vivi.#EmiliaRomagnaNonAbbocca#6000sardine

Pubblicato da 6000 sardine su Lunedì 20 gennaio 2020

Dalla piazza di Bologna le sardine, guidate da Mattia Santori, si sono diffuse rapidamente in tutta Italia, riuscendo a coprire tutto il territorio nazionale meglio di qualsiasi altro partito attuale. Movimento nato contro il populismo, per far capire che in Italia c’è anche chi la pensa in modo diverso da Matteo Salvini ma che al momento non vuole lanciarsi in politica. Movimento che nei giorni scorsi ha celebrato in grande stile la sua festa a Bologna portando in piazza oltre 40.000 persone.

La campagna elettorale di Matteo Salvini

Il movimento delle sardine ha dato a queste elezioni quasi una valenza nazionale: tutti gli occhi sono puntate sull’esito di queste elezioni emiliane. Se da una parte ci sono le sardine, dall’altra il Capitano “macinando” kilometri nella regione ha cercato di limitare la presenza della candidata Borgonzoni in campagna elettorale (oggetto di parecchie gaffe).

Molti gli episodi della sua campagna elettorale che fine a qualche giorno fa hanno fatto discutere. Uno degno di nota è l’incontro casuale con l’eurodeputata del Partito Democratico Elly Schlein che in un video postato sui suoi social ha cercato di domandare al capo della Lega il motivo delle sue assenze, in Europa, nelle riunioni importanti riguardo il tema dell’immigrazione, nucleo centrale della sua propaganda politica.

Naturalmente alle domande dell’eurodeputata non vi è stata alcuna risposta, sono piuttosto rimaste sospese nell’aria. Alla fine del video inoltre la stessa, mette di fronte all’evidenza alcuni militanti leghisti che cercano di difendere il loro Capitano e quest’ultimi restano quasi senza parole.

Matteo Salvini e il “presunto spacciatore”

Un’altro episodio invece è stato quello in cui Matteo Salvini ha citofonato ad un “presunto spacciatore” indicatogli da una militante durante il suo tour elettorale a Bologna nel quartiere popolare Pilastro, nell’area di via Deledda. Le scene che potete vedere nel video sottostante di fampage fanno riflettere molto.

Al di là se il ragazzo sia effettivamente uno spacciatore, cosa che per altro appare abbastanza dubbia, da notare è l’atteggiamento compiaciuto del capo leghista che di fronte le telecamere puntate si trasforma in giustiziere, dimenticandosi però di essere stato già Ministro dell’Interno.

Oltre alla violazione della privacy(non è una cosa normale trovarsi sotto la porta di casa un capo di un partito politico che in diretta facebook fa vedere il tuo nome, cognome, il tuo indirizzo e ti accusa di spaccio) fa riflettere anche che il nostro è uno stato di diritto fondato sulla presunzione d’innocenza fino a prova contraria.

L’azione di Salvini inoltre è stata definita dal vicepresidente del Parlamento tunisino Osama Sghaier, ai microfoni di Radio Capital “un atteggiamento razzista e vergognoso che mina i rapporti tra Italia e Tunisia“. Inoltre Sghaier ha detto: “I nostri paesi hanno ottimi rapporti. I tunisini in Italia pagano le tasse e quelle tasse servono anche a pagare lo stipendio di Salvini“.

Insomma una campagna elettorale molto dinamica quella dell’Emilia. Nella giornata di Ieri la protagonista è stata Bibbiano, da un lato una piazza strapiena di sardine contro la strumentalizzazione di quest’ultima per fini di propaganda, dall’altra la piazza di Salvini che continuava come se nulla fosse a rilanciare i fatti accaduti a Bibbiano( oggetto di indagini) di cui però non vi è ancora certezza di sussistenza.

Le Sardine inoltre, decise a ripercorrere i passi di Salvini, hanno annunciato che chiuderanno la loro campagna elettorale sabato al Papeete dove l’estate scorsa il Capitano annunciò di volere “pieni poteri”. Insomma occhi puntati sull’Emilia e sulle elezioni di domenica che si avvicinano, tante le domande: vincerà la destra? Sarà riconfermato Bonaccini? Il governo reggerà o cadrà?

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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