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Mondo

Le Donne Afghane

In un mondo ancora colmo di ingiustizie, di violenze e di discriminazione di genere c’è chi lotta ancora per i suoi diritti e per una vita più dignitosa. In questo articolo vi riporto le condizioni in cui sono costrette a vivere le donne afghane e soprattutto l’esempio di quattro “guerriere” che si contraddistinguono per il loro immenso coraggio.

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Dicono che gli occhi sono lo specchio dell’anima, beh se guardate gli occhi di Sharbat crederete a questo detto, perché potrete scorgere nella sua splendida iride tutto il suo terrore!

Sapete dove risiede l’ONORE per un qaum (letteralmente colui che è “Devoto a Dio”)? Nella capacità di proteggere la proprietà su ZAN (donne); ZAR (oro) e ZAMIN (terra).

L’onore non solo dipende dalla castità della donna nubile e dalla fedeltà di quelle coniugate, ma dalla modestia dei loro comportamenti e dalla loro obbedienza ai padri e mariti. Ogni forma di devianza, insomma, può diventare una violazione dell’onore.

Dalla caduta del regime dei talebani alla fine del 2011, molte persone ritengono che la posizione delle donne afghane sia migliorata. Infatti, La recente costituzione dell’Afghanistan afferma che:

  1. I cittadini uomini e donne dell’Afghanistan hanno pari diritti e doveri davanti alla legge;
  2. Le donne hanno avuto il permesso di tornare a lavoro;
  3. Il governo non le obbliga a indossare il burqa.

Ma la realtà è ben diversa! Alle donne afgane vengono ancora negati molti diritti fondamentali tra cui ricordiamo il:

  1. divieto di partecipare alla vita pubblica;
  2. divieto di accedere all’istruzione;
  3. divieto di uscire di casa senza un parente che sia uomo;

Se poi aggiungiamo che spesso vengono scambiate per risolvere dispute tra gruppi; che hanno un accesso limitato nelle strutture sanitarie; che non scelgono il loro marito e che non possono divorziare, possiamo comprendere quanto la loro situazione sia precaria e disumana.

Il CISDA afferma che la situazione della donna afghana rimane catastrofica sia dal punto di vista dell’istruzione, sia dal punto di vista delle violenze che quotidianamente devono subire.

Vi riporto alcuni dati che possono rendervi ancora più chiara la loro realtà:

  • L’85% delle donne è senza istruzione;
  • La metà si sposa prima di 16 anni;
  • Ogni due ore una donna muore nel Paese, dando alla luce un figlio;
  • I casi di violenza sono cresciuti del 25% nell’ultimo anno;
  • Nel 2015, 120 donne si sono date fuoco

Assurdo vero? Ebbene si, nel ventunesimo secolo esistono ancora esseri umani trattati come animali; come oggetti sprovvisti di valore; come merce di scambio per soddisfare i capricci di chi si erge nel trono della sua finta superiorità! Ecco perché, l’obiettivo del CISDA riguarda la costruzione di una cultura di pace attraverso un lavoro capillare di alfabetizzazione, per far nascere una coscienza civica che deve partire, anzitutto, dalle donne. Con questo intendimento, L’OPAWC ha aperto un nuovo centro di formazione, comprendente due classi di alfabetizzazione e lezioni teoriche e pratiche di ricamo. Un secondo obiettivo, poi, è quello di conquistare la loro fiducia.

In questo contesto, però, vorrei riportarvi l’esempio di 4 donne afghane che per la loro caparbia, la loro intelligenza, il loro coraggio, si sono distinte dalla massa e hanno cercato di tutelare se stesse e i loro diritti in un mondo maschilista e negatore.

Shukria Barakzai

Essere donna in Afghanistan è un grande problema perché nella società siamo viste come un oggetto, non come un essere umano, I gruppi estremisti non vogliono le donne. E noi non vogliamo loro. Le donne per loro sono il grande nemico. Vorrebbero metterci in una piccola scatola, ma devono sapere che la nostra voce romperà questa scatola e noi usciremo.”

Attualmente è l’ambasciatore dell’Afghanistan in Norvegia. Barakzai ha fatto molte professioni nella sua vita, tra cui insegnante, giornalista, redattore e così via.

Nel 2004, Barakzai è stata eletta alla camera bassa dell’Assemblea nazionale dell’Afghanistan- della Wolesi Jirga (la Casa del Popolo).

È molto impegnata sui diritti delle donne, infatti, ha usato la sua posizione di Membro Parlamentare per portare alla luce alcune questioni riguardanti tali diritti. Ad esempio, dopo che il marito, Abdul Ghafoor Dawi, ha preso una seconda moglie, ha iniziato una campagna contro la poligamia.

Infine, ricordiamo Barakzai ha subito diversi attacchi come quello del 2003 e del 2005 ma lei continua a battersi per i diritti delle donne.

Hasina Safi

le donne sono essenziali per l’edificazione nazionale”

Hasina Safi è la direttrice della Afghan Women’s Network, un’organizzazione di donne che vanta 5.000 membri e 65 organizzazioni associate.

Le donne, secondo Safi, devono essere coinvolte nel processo decisionale e di pianificazione per il futuro del paese, esse devono credere nel loro potere: le donne devono dunque essere più consapevoli dei loro diritti tramite una maggiore istruzione.

Niloofar Rahmani, “la top gun afghana

Niloofar Rahmani è stata la prima donna pilota afghana in campo militare dalla caduta dei talebani nel 2001. Ha trascorso quasi un anno studiando l’inglese per essere in grado di frequentare la scuola di volo e quindi si arruolò nella afghana Air Force.

Il suo primo volo da solista era in un Cessna 182 , ma volendo volare su aerei più grandi, è andata a scuola di volo avanzato e presto iniziò a volare nel C-208.

Sapete che alle donne è tradizionalmente vietato il trasporto di soldati morti o feriti? Ecco, Rahmani ha sfidato tali divieti! Quando aveva scoperto alcuni soldati feriti al momento dello sbarco in una missione li trasportò subito in ospedale e quando la sua azione divenne nota, la famiglia Rahmani ricevette diverse minacce di morte da parte dei talebani, così la famiglia dovette spostarsi più volte. Ma Niloofar è risoluta e ha completato la sua formazione nel 2016, e in seguito ha presentato domanda di asilo agli USA per timore della sua incolumità.

La decisione di Niloofar ha destato diverse critiche in Afghanistan. Il ministro della difesa afghano ha detto che Niloofar sta tradendo il suo Paese, che nessuno l’ha mai minacciata.

Mentre i giornalisti chiedono a Trump di esprimersi sulla questione, Lei cerca di ridimensionare la situazione e ribadisce la sua volontà di servire il suo paese.

La stessa Niloofar Rahmani, tuttavia, è stata premiata dal Dipartimento di Stato americano, nel 2015, con il Courage Award per le minacce ricevute in Afghanistan da lei e dalla sua famiglia.

MALALAI JOYA

Il nostro è un governo fantoccio popolato da marionette nelle mani degli americani”

Malalai è diventata un simbolo della lotta per i diritti delle donne. Nel 2003, come delegata della Loya Jirga, l’assemblea del popolo, pronunciò un discorso con il quale osò apertamente sfidare i signori della guerra.

È stata eletta parlamentare nel 2006 come rappresentante della provincia di Farah, dalla quale proviene, e oggi, continua a puntare il dito contro la corruzione di un sistema politico nelle mani dei signori della guerra.

Per questa sua opposizione alla corruzione del sistema politico del suo Paese e per le dure accuse che continua ad indirizzare ai membri del parlamento, Malalai, è stata espulsa dalla Wolesi Jirga e interdetta per tre anni a concorrere nuovamente come deputata.

Nel 2008 nove donne premi Nobel per la Pace hanno firmato un appello congiunto perché Malalai Joya venga riammessa in Parlamento.

Oggi continua la sua lotta portando all’attenzione del mondo la voce del popolo afghano.

Queste donne dovrebbero essere fonte di ispirazione per non mollare mai in un mondo che, ancora oggi, è immerso nell’odio razziale e nella discriminazione di genere.

Per questo, vi consiglio caldamente di leggere il libro “io sono Malala” che vi proietterà in questo universo colmo di violenza e ingiustizie.

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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