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Impeachment: Trump assolto

In questi giorni si è parlato tanto di impeachment e dell’assoluzione di Trump, ma sapete cosa si intende con questo termine? Perché Trump è stato accusato? Come ha fatto ad essere assolto e soprattutto tutti i repubblicani hanno votato a suo favore?

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In questi giorni ci è giunta la notizia dell’assoluzione delle accuse di impeachment mosse contro Trump. Ma cosa è l’impeachment?

Letteralmente la parola significa “accusa” e nei fatti consiste in quel procedimento di messa in stato d’accusa del Presidente da parte delle camere del Parlamento per gravi o gravissimi reati.

Negli Stati Uniti il tutto inizia con la denuncia della camera bassa, quella dei Rappresentanti, per poi passare ad un processo al Presidente che avviene dinnanzi al Senato federale. Se l’accusa viene poi confermata il colpevole dovrà abbandonare il suo incarico.

Sintetizziamo questi momenti in due punti maggiormente esplicativi:

  1. la Camere avvia l’indagine contro il Presidente e poi vota per decidere se incriminarlo oppure no, ma per farlo occorre la maggioranza semplice;
  2. si avvia un vero e proprio processo al Senato. Perché l’impeachment arrivi a un risultato positivo servono i due terzi dei voti.

Ora è un po più chiaro? Ebbene con 230 voti favorevoli e 197 contrari Trump è il terzo presidente degli Stati Uniti a subire una procedura di impeachment. Prima di lui, infatti, vennero accusati:

  • Andrew Johnson nel 1868 per abusi nell’esercizio dei poteri presidenziali. Verrà assolto;
  • Richard Nixon nel 1974 per lo scandalo di Watergate. Si dimette preventivamente perché intuisce che la Camera dei rappresentanti lo avrebbe messo sotto impeachment.
  • Bill Clinton 1998/1999 per falsa testimonianza e ostruzione della giustizia. Il motivo è lo scandalo sessuale legato a Monica Lewinsky.

Ma perché Trump è stato accusato? Abuso di potere e ostruzionismo ai lavori del Congresso nel caso dell’Ucraina, queste sono le accuse mosse al Presidente degli Stati Uniti d’America. Una questione molto spinosa che lo stesso Trump intendeva risolvere immediatamente prima delle elezioni del Novembre 2020.

In altre parole, l’accusa su Trump nasce da una telefonata, che lo stesso ha fatto nel 2019, in cui chiedeva presumibilmente aiuto al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, per raccogliere informazioni cruciali su Joe Biden – candidato democratico alle primarie democratiche -, in cambio di questo aiuto Trump avrebbe promesso il blocco temporaneo degli aiuti militari all’Ucraina.

L’intralcio alla giustizia è avvenuto nel momento in cui Trump ordina ai funzionari amministrativi di non testimoniare e non fornire alcun tipo di documentazione davanti alla commissione della Camera.

Cosicché il voto alla Camera, prevalentemente democratica, ha ufficializzato l’impeachment, la fase successiva, come abbiamo precisato qui sopra, prevede un processo al Senato che, invece, è prevalentemente repubblicano.

L’esito? Trump è stato ASSOLTO! Il Presidente ne è uscito vincitore con voti contrari alla condanna “per abuso di potere” pari a 52 su 100 e contrari alla condanna di “ostruzionismo del Congresso” 53 su 100. Per rimuovere Trump dal suo incarico, infatti, sarebbe stato necessario il “si” alla condanna di 67 senatori.

ATTENZIONE questo non è sicuramente un risultato che ci ha stupiti dal momento che, come abbiamo detto, nella Camera maggiormente democratica Trump è stato incriminato mentre nel Senato prevalentemente repubblicano è stato assolto, insomma fin qui niente di sconvolgente!

Ciò che, invece, ha destato scalpore è la voce fuori dal coro di Mitt Rommey, senatore repubblicano dello Uthah.

Rommey ha deciso di votare l’impeachment del Presidente per l’accusa di “abuso di potere”, lo ha invece assolto sul secondo capo d’accusa, ossia “l’ostruzione al Congresso”. Certo, questo gesto non ha avuto effetti concreti dal momento che occorreva la maggioranza qualificata di 67 senatori, cioè i due terzi, per far perdere a Trump la sua poltrona.

Rommy però ha sempre espresso la sua contrarietà sulla politica di Trump e, in un intervista ha precisato:

so che ci saranno delle conseguenze e non oso immaginare quali, ma il presidente è colpevole di un terribile tradimento della fiducia pubblica. Sono arrivato alla conclusione certa che il mio giuramento di fedeltà alla Costituzione m’imponeva di condannarlo”.

Insomma, il senatore avrà agito in questo modo mosso dalla sua disistima nei confronti del suo compagno di partito, oppure, dalla sua coscienza e dalla sua lealtà patriottica? Forse questo non lo sapremo mai ma una cosa è certa, Rommy con questo gesto ha voluto lasciare un’ombra, in un evento tanto importante quanto scontato nel suo finale.

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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