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Cultura

10 Febbraio, il Giorno del ricordo

“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”

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Il ‘giorno del ricordo’ iniziò ad essere celebrato come solennità civile nazionale il 30 Marzo 2004, con la legge 92 a cura del Senatore della Margherita Willer Bordon.

Altre proposte di legge di vari gruppi parlamentari (prevalentemente di Alleanza Nazionale, Forza Italia oltre che dell’UDC e della Margherita) precedettero nel 1995, nel 1996 e nel 2000 quella Bordon, sebbene senza esito favorevole.

La data prescelta coincide con il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i Trattati di pace di Parigi che andavano ad assegnare alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, Zara e provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza appartenenti all’Italia.

In Italia, fu il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a celebrare per la prima volta il Giorno del Ricordo nel 2005.

Un Giorno del ricordo accompagnato, fin da subito, da contestazioni politiche provenienti principalmente dall’estrema sinistra, dove la commemorazione veniva tacciata di neofascismo e revanscismo, in quanto andava a decontestualizzare i massacri delle foibe dall’invasione della Jugoslavia, dai precedenti crimini di guerra degli italiani nel territorio e dalla forzata ‘italianizzazione’ delle terre di confine.

Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero.” (legge 30 marzo 2004 n. 92)

Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

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