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Prima Di Auschwitz: Shark Island

Si può mettere a punto una macchina della morte così precisa senza fare prima delle prove generali? I tedeschi prima ci provarono in Africa. Questa è la Storia dimenticata degli Herero e dei Nama a Shark Island.

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di Abril K. Muvumbi

Ciò che ha scosso il mondo sul genocidio attuato dai nazisti è stata la precisione e l’accuratezza con cui si muoveva il sistema di sterminio che ha contraddistinto il Terzo Reich. Migliaia di testimonianze e documentazioni ci hanno mostrato la sua efficienza. 

Ma nulla nasce dal nulla. I tedeschi prima ci provarono in Africa. Il primo vero genocidio compiuto nel XX° secolo è avvenuto in Namibia dagli stessi tedeschi durante il Secondo Reich.
La cosa ancora più interessante inoltre, sono i nomi che ricorrono.

Il primo di questi è Ernst Heinrich Göring (1839-1913), politico e diplomatico tedesco. Nel 1885 fu inviato dal Cancelliere Bismarck come Commissario Imperiale nella colonia dell’Africa Tedesca del Sud-Ovest nel villaggio di Angra Pequeña dove istituì un regime basato su lavori forzati, confisca di terre e schiavitù per poi diventare politica di “protezione della colonia”, essenzialmente sterminio dei nativi.

Se vi state chiedendo dove avete già sentito questo nome, ve lo dico io: egli era il padre di Hermann Göring, uno tra i più alti gerarchi nazisti. 

“Molti dei soldati che avevano combattuto in Namibia finirono nei Freikorps, le milizie antisemite e naziste che dopo il 1918 terrorizzavano le città tedesche a caccia di comunisti. Il generale nazista Franz von Epp, per dire, era un veterano della Namibia: un altro indizio che l’Africa fu un laboratorio per le atrocità successive dei nazisti. Dice lo scrittore Uwe Timm in un’intervista rilasciata a Repubblica nel 2017.

LA NAMIBIA

La Namibia è un Paese dell’Africa Sud-occidentale. Confina con l’Angola, lo Zambia, il Botswana, il Sudafrica e si affaccia sull’Oceano Atlantico. La sua capitale è Windhoek.
È una delle nazioni più giovani del continente africano, avendo ottenuto solo nel 1990 l’indipendenza dal Sudafrica, dal quale era amministrata. Dal 1884 al 1919 col nome di Deutsch-Südwestafrika, fu colonia dell’Impero tedesco; successivamente parte dell’Impero britannico tramite l’Unione sudafricana fino al 1961 e poi fino all’indipendenza, provincia della Repubblica Sudafricana.
Shark Island è una penisola adiacente alla città costiera di Lüderitz. 

COS’Ѐ SUCCESSO

Dopo varie pressioni da parte delle compagnie esplorative che si insediarono nel territorio, nel 1884 il Cancelliere Bismarck nomina un protettorato sui territori ottenuti. Le popolazioni che lo abitano sono molte, ma due in particolari sono fondamentali: gli Herero e i Nama.
Entrambe sono popolazioni di allevatori determinati a mantenere la propria autonomia e più volte rigettano le richieste di sottomissione da parte di Berlino. Ad inizio ‘900 i rapporti cominciano seriamente a deteriorarsi.

Nel 1903, gli Herero stanchi della presenza tedesca cominciano una rivolta. Inizialmente i tedeschi non danno peso a questa azione, ma poi perdono il controllo e nel 1904 passano alla repressione violenta.

Bisogna specificare una cosa molto importante: non è che prima non fossero mai avvenute delle rivolte, ma dopo qualche giorno si cercava di istituire un tavolo di negoziati per trovare una soluzione che potesse migliorare la situazione per entrambe le parti. Differentemente, dopo questa rivolta, i tedeschi decidono di porre una fine decisiva. Per compiere un’azione esemplare venne chiamato il comandante Lothar Von Trotha, un generale esperto che aveva già dimostrato le sue grandi capacità nella Cina Imperiale nel reprimere la Ribellione dei Boxer.
Vista la crudeltà attuata nei confronti della popolazione Herero, la popolazione dei Nama decise anche essa di sollevarsi. 

«Il popolo Herero deve lasciare il paese. Ogni Herero che sarà trovato all’interno dei confini tedeschi, con o senza un’arma, con o senza bestiame, verrà ucciso. Se non lo fa, lo costringerò a farlo usando il grande fucile [l’artiglieria]. Qualunque herero maschio, armato o inerme, con o senza bestiame, trovato entro la frontiera tedesca sarà fucilato. Non accoglierò più né donne né bambini, li ricaccerò alla loro gente o farò sparare loro addosso. Queste sono le mie parole per il popolo herero». Proclama del Generale Von Trotha.

SHARK ISLAND COME AUSCHWITZ

I sopravvissuti a queste battaglie furono portati nei campi di concentramento, come quello di Shark Island, nominato anche Todesinsel (“isola della morte”).
Nei campi, i prigionieri erano costretti ai lavori forzati. Venivano schedati in gruppi, a seconda che fossero o meno idonei al lavoro. Molti moriranno per malattie, per malnutrizione o per il troppo lavoro. L’alta mortalità fu dovuta soprattutto alla scarsa dimestichezza dell’esercito tedesco con la logistica. Lo scopo dei campi era quello di far fallire la guerriglia allontanando la popolazione civile, con il risultato di sgombrare il campo di battaglia e facilitare quindi la lotta contro i combattenti che rimanevano.

Come nei campi di sterminio in Europa, anche qui venivano praticati esperimenti medici.
Eugen Fischer, uno scienziato tedesco, giunse nei campi di concentramento per condurvi esperimenti medici sulla razza, usando come cavie sia mulatti (figli di madri Herero e padri tedeschi) che prigionieri Herero adulti. Gli esperimenti comprendevano la sterilizzazione e l’inoculazione dei germi del vaiolo, del tifo e della tubercolosi.

Uno dei suoi allievi all’Università di Berlino sarà Josef Mengele, scienziato noto per gli esperimenti genetici condotti sui bambini ebrei nel campo di concentramento di Auschwitz.
Secondo alcune stime, mentre prima della guerra si contavano circa 80.000 Herero nel territorio dell’Africa del Sud Ovest, nel 1908 il loro numero era sceso a circa 16.000 unità. I Nama, invece, erano passati da circa 20.000 a 13.000 nel 1908.

OGGI LA NAMIBIA

Il 6 agosto 2004, in occasione del centesimo anniversario della battaglia di Waterberg la Germania ha chiesto scusa, escludendo però qualsiasi indennizzo.
I discendenti delle popolazioni Herero e Nama hanno però citato in giudizio la Germania davanti a una corte federale di New York per ottenere un “equo indennizzo” da parte delle autorità tedesche. 
Il processo si è aperto all’inizio del 2017 ed è tuttora in corso.

RIFLESSIONE PERSONALE SULLA STORIA

Vedete, l’Africa non è poi così lontana . Gli intrecci e i collegamenti tra la Storia Africana e quella Europea sono molti. E anche quello che viene ricordato da tutto il mondo come l’atto più atroce della Storia dell’umanità, ha un suo inizio ben diverso dal solito “quel pazzo di Hitler ha pensato di fare dei campi di sterminio”.
Il mio professore di Storia e Istituzioni dell’Africa diceva sempre che studiando la Storia dell’Africa si sarebbe capito molto di più della Storia del mondo.

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