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L'Angolo Arcobaleno di Lesbica Moderna

La molteplicità di Elly Schlein

Perché il coming out dell’ex europarlamentare Elly Schlein è rivoluzionario? Quale storia ci racconta e l’Italia è pronta a sentirla?

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”Premetto che di solito non parlo mai della mia vita privata, sono molto riservata però faccio un’eccezione: sì sono fidanzata. Ho avuto diverse relazioni in passato: ho amato molti uomini e ho amato molte donne. In questo momento sto con una ragazza e sono felice finché mi sopporta”. 

È con questa frase pronunciata con il sorriso sulle labbra che Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna ed ex europarlamentare del PD, ha fatto coming out mercoledì sera a L’assedio, la trasmissione condotta da Daria Bignardi sul Nove.

Se da una parte della società questa dichiarazione è stata accolta positivamente, dall’altra c’è chi l’ha ritenuta marginale rispetto alla ricchezza di contenuti dell’intervista, e in infine – addirittura! – da non pronunciare assolutamente perché un privato che deve rimanere tale, sebbene le fosse stato domandato dalla stessa Bignardi se fosse fidanzata e non fosse una dichiarazione estemporanea e fuori contesto. 

Eppure, quella frase, in tutta la sua semplice onestà è uno dei coming out politici più importanti che si siano visti nel nostro Paese, nell’ultimo decennio.

Perché?

Facciamo l’ormai celeberrimo “passo indietro”. Elly Schlein ha 34 anni, una laurea in giurisprudenza, una carriera politica nella sinistra italiana in pieno decollo. Alle ultime elezioni regionali dell’Emilia Romagna (vinte da Stefano Bonaccini) è stata la più votata, oltre 22 mila preferenze con le liste “Emilia – Romagna Coraggiosa”.

Definita “la nuova stella della politica italiana” dal quotidiano spagnolo El Paìs, Elly Schlein, lugana di nascita, bolognese d’adozione, il suo consenso se l’è guadagnato lavorando sodo, fin dagli anni universitari in cui era rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà, dopo fece parte anche del movimento OccupyPD, e fu anche volontaria nella campagna americana del ex Presidente americano Barack Obama.

Non è di certo nuova alla politica. Quando fu eletta europarlamentare nel Partito Democratico Italiano, per tutto il suo mandato (2014 – 2019), ritornò in Italia quasi ogni settimana per partecipare a incontri politici, dibattiti, in cui mise al corrente le persone di cosa stesse facendo come europarlamentare e organizzò decine di incontri con i giovani.

La sua attività politica è da sempre caratterizzata dall’ascolto delle persone, sensibilità verso le tematiche migratorie, del welfare, dell’ambiente e dei diritti civili e delle minoranze. Oggi, alla sua giovane età, si può affermare che sia in un momento di svolta e grandissima popolarità, in cui sta raccogliendo i frutti di un lavoro serio e costante nel tempo. È importante valutare tutto questo percorso perché solo tenendolo in considerazione si capisce la dirompenza del suo coming out.

Elly Schlein è all’apice della sua carriera politica, ha l’età giusta, il consenso dell’elettorato e riesce ad abbracciare un pubblico trasversale perché ha un modo di porsi estremamente pacato, educato e netto. Basti pensare alla pazienza con la quale aspettò che Matteo Salvini rispondesse alla sua domanda sull’assenza della Lega durante le riunioni decisive per le politiche migratorie, quelle sui negoziati di Dublino.

Quando Daria Bignardi le ha chiesto se fosse fidanzata, poteva rispondere senza rivelare il sesso della persona con cui sta, visto che viviamo in un’Italia in cui ancora il 32% degli italiani pensa che le persone lgbtq non debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali (Report Ilga 2020). Percentuali che fanno riflettere, ma soprattutto in grado di determinare in modo marchiano un risultato elettorale.

Come ha ben ricordato Cathy La Torre ieri, sono solo 15 i politici che hanno fatto coming out in Italia, un numero risibile rispetto alla realtà, ma che influisce sulle percentuali sopra citate. Quel 32% di persone non si sente rappresentato da politici appartenenti alla comunità lgbtq. Per cui, in un momento di più ampio gradimento elettorale Elly Schlein ha deciso di disinteressarsi ai numeri, voti, ai sondaggi e di dire solo la verità, con parole rivoluzionarie sulle labbra di una donna italiana di successo.

Il valore della molteplicità

È molto importante l’uso che si fa della lingua perché è rivelatore, basta un avverbio, un aggettivo, e una frase cambia, un intero mondo di significati si trasforma. 

L’europarlamentare Elly Schlein ha detto “Ho amato MOLTI uomini e ho amato MOLTE donne. In questo momento sto con una ragazza”. Non ha minimizzato. Non ha detto semplicemente “sto con una ragazza”. Ci ha raccontato una storia di molteplicità, valorizzata, dichiarata, caratterizzante. Quella di una ragazza libera dagli stereotipi, che sceglie di amare quante persone vuole, quando vuole e chi vuole.

Una narrazione del genere in un Paese in cui ancora se una donna osa semplicemente porre l’attenzione sul linguaggio paternalistico e sessista utilizzato, viene tacciata di nazifemminismo e frustrazione, è incredibile. Negarlo è ipocrita. Per non parlare poi, della bifobia (di cui la stessa comunità lgbtq purtroppo storicamente si è macchiata), ovvero l’odio verso le persone bisessuali, tacciate di perversione, confusione e dionisiache velleità. 

Elly Schlein rispondendo con tanta franchezza  e semplicità alla domanda di Daria Bignardi ha fatto fare all’Italia un balzo in avanti rivoluzionario, perché ha regalato a tutti noi il sogno di un Paese in cui si possa essere solo e genuinamente noi stessi, in tutta la nostra cangiante e colorata molteplicità. 

Grazie Elly Schlein! 

Una nuova collaborazione a tinte arcobaleno della Politica Del Popolo, direttamente dal suo blog omonimo: l’Angolo Arcobaleno di Lesbica Moderna. Una rubrica lgbtq sulla realtà contemporanea.

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