Connect with us

Cronaca

Patrick George Zaky: respinta la richiesta di scarcerazione

Aggiornamenti su Patrick George Zaky, ricercatore dell’università di Bologna trattenuto in Egitto.

Published

on

Purtroppo non ci giungono buone notizie sulle condizioni di Patrick George Zaki, il ricercatore dell’Università di Bologna trattenuto in Egitto dal 7 Febbraio scorso.

Alle 12 di oggi, data in cui è stata fissata la prima udienza, i giudici della Corte di Mansoura hanno rigettato la richiesta di scarcerazione. Il giovane ha confermato in aula, secondo gli attivisti e i media presenti al Cairo, di essere stato torturato con l’elettricità per circa sei ore.

Zaky tornerà in tribunale il 22 Febbraio quando verranno discussi i capi di accusa (in particolare quello di ‘sovversione’). I legali potranno presentare un nuovo appello per la scarcerazione solo fra 30 giorni.

Nel frattempo le condizioni fisiche e psicologiche del giovane preoccupano la comunità internazionale: il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha chiesto l’immediato rilascio di Zaky , ricordando “alle autorità egiziane che l’Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani“.

Ad intervenire e respingere le dichiarazioni del Presidente del Parlamento europeo è proprio Ali Abdel Aal, Presidente della Camera, che valuta la richiesta come “ un’ingerenza inaccettabile negli affari interni e un attacco contro il potere giudiziario egiziano”, aggiungendo che le dichiarazioni di Sassoli si sono basate su “false informazioni diffuse da organizzazioni prive di credibilità e che non fanno riferimento a prove chiare” come riportato dall’ANSA.

Le affermazioni su ingerenze esterne non sono altro che una propaganda nazionalista utilizzata per spaventare gli egiziani e impedire loro di esporre i crimini dello Stato egiziano” affermano all’ANSA gli attivisti della campagna ufficiale a favore di Patrick.

Arriva la solidarietà al giovane anche della comunità scientifica e accademica dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna che chiede “con forza che i rappresentanti del nostro Governo e della Commissione Europea, che si sono peraltro già tempestivamente attivati, seguano con attenzione la vicenda affinché i diritti fondamentali di Patrick Zaky non siano in alcun modo violati.(…) Assicuriamo tutto il nostro impegno affinché Patrick Zaky possa tornare al più presto a frequentare le nostre aule universitarie. Fino ad allora, consideriamo nostro compito fare tutto il possibile perché il Governo italiano e l’Unione europea non smettano di prodigarsi in ogni modo per favorire il rientro di Patrick nella nostra comunità“.

Nel frattempo a Roma, in via Salaria (a pochi passi dall’ambasciata egiziana) compare, e scompare, un nuovo murale della street artist Laika con Giulio Regeni che abbraccia Zaky, mentre gli sussurra “stavolta andrà tutto bene.”.

Continueremo a tenervi aggiornati sulla vicenda.

Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

Trending