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L’emergenza sanitaria

Investimenti sempre più esigui, mal funzionamenti sempre più frequenti e come se non bastasse il corona virus che ci minaccia. La sanità è indispensabile e va tutelata.

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Sanità pubblica

L’emergenza sanitaria mette in luce le punte di eccellenza del nostro sistema sanitario ma anche le sue debolezze. Anni di tagli hanno sottratto risorse e personale. Quando gli investimenti, il welfare e più in generale la spesa publica vengono dimenticati da una classe dirigente inadeguata si arriva a un punto di rottura che mette a rischio il futuro.

Trentasette miliardi di euro sono stati tagliati negli ultimi anni al sistema sanitario nazionale. La spesa sanitaria pubblica dal 2008 si è ridotta del 1%, passando dal 7% del PIL al 6%. Siamo il quarto paese europeo ad investire meno nella sanità e sprechiamo quattro miliardi l’anno nella spesa militare.

Nel 2008 eravamo sopra la media europea (6,7% del PIL) negli investimenti per la sanità, arrivato il 2017 siamo scesi di un punto e ora siamo sotto la media europea. In materie come la sanità o il sistema scolastico, il bisogno di un piano di investimenti pubblici è essenziale, per dimostrare che un paese come l’Italia, può tenere il passo con l’Europa e con l’occidente.In questo ultimo decennio gli italiani sono arrivati a spendere in media ogni anno 58,6 milioni di euro per curarsi privatamente.

C’è chi lo fa per le liste d’attesa (sempre più lunghe), chi lo fa per i tagli al personale e chi lo fa per il semplice fatto che pensa di non ricevere cure ed attenzioni adeguate. Siamo davanti a una strisciante privatizzazione del sistema sanitario. In un momento di paura come quello che stiamo vivendo, mentre il coronavirus attacca il nostro paese, dobbiamo ricordarci finalmente di preservare le nostre conquiste sociali.

Non si può più tollerare che in Europa, dove il sistema sanitario pubblico e più in generale il welfare sono stati inventati e sviluppati, vi sia una continua richiesta di tagli alla spesa pubblica. Le disuguaglianze non si combattono solo con la crescita, che spesso non distribuisce i suoi effetti equamente, ma anche e sopratutto con servizi pubblici efficienti e forti. Ricordiamocelo oggi. Ne avremo sempre più bisogno domani.

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Mi chiamo Giulio e ho 14 anni, amo la politica ma ancor di più la filosofia e di questo normalmente parlano i miei articoli.

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