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Cronaca

Felice Florio:”Ho chiamato il 1500 una trentina di volte ma nessuna risposta”

Aumentano i casi di coronavirus in Italia ed aumenta anche il numero di persone che sono in isolamento. Ma di preciso in cosa consiste? Ne parliamo con Felice Florio, giornalista di Open.

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I contagi del Coronavirus continuano ad aumentare: al momento sono 2.706 i positivi in Italia. Proprio per questo sono state prese diverse misure per limitare il numero dei contagi annunciate ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte come la sospensione dalle attività didattiche fino al 15 marzo, la sospensione dei congressi, delle riunioni, dei meeting, cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato e inoltre fino al 3 aprile gli eventi sportivi e le partite di seria A si svolgeranno a porte chiuse.

Non è la prima volta che il nostro Paese si trova ad affrontare emergenze nazionali. Ma siamo un Paese forte, che non si arrende: è nel nostro DNA.Stiamo affrontando la sfida del Coronavirus. Una sfida che non ha colore politico, che deve chiamare a raccolta l’intera Nazione. È una sfida che va vinta con l’impegno di tutti: cittadini e Istituzioni, scienziati, medici, operatori sanitari, protezione civile, forze dell’ordine. L’Italia, tutta, è chiamata a fare la propria parte.

Pubblicato da Giuseppe Conte su Mercoledì 4 marzo 2020

Aumenta anche il numero delle persone che sono in isolamento e a proposito di questo nei giorni scorsi abbiamo parlato con Felice Florio, giornalista di Open, anche lui in isolamento dato che è stato uno dei primi a recarsi a Codogno, focolaio italiano dell’epidemia quando lì vi sono stati i primi casi.

  • Lei dopo essersi recato a Codogno per seguire l’evoluzione della situazione a causa della diffusione del coronavirus è rientrato a Milano, dove ha deciso di mettersi in isolamento precauzionale volontario. Ha provato innanzitutto a contattare il numero ministeriale per gli accertamenti sanitari e le procedure da seguire?

Quando sono tornato a Milano non ho deciso subito di mettermi in isolamento: sono rientrato a casa alle 15.30 all’incirca e vedendo le notizie, che mostravano l’aggravarsi della situazione, ho pensato che era il caso di sentire qualcuno per evitare il rischio di diventare io stesso diffusore del virus. Perciò ho provato a chiamare il numero del Ministero della Salute 1500.

Avrò chiamato in questo periodo di quarantena una trentina di volte, ma non mi ha mai risposto nessuno infatti la linea era perennemente occupata. Dato che non era ancora stato istituito il numero della regione Lombardia per l’emergenza sanitaria ho dovuto chiamare il numero unico delle emergenze, il 112.

Premesso che ogni volta che chiami il 112 c’è un operatore che riceve la chiamata d’inizio(non è un medico, ma un operatore sanitario) e si viene letteralmente schedati con delle informazioni a loro utili come la via, il piano dove abiti, citofono… e poi a secondo dei sintomi o della percentuale del rischio si viene indirizzati all’aerea di emergenza sanitaria specifica. Quando si chiama si può restare in attesa oppure a seconda del numero di persone che sono in linea in quel momento ti dicono che a breve ti chiamerà un medico.

La prima volta che ho chiamato, venerdì 21 febbraio, mi hanno detto che sarei stato ricontattato da un medico. La chiamata del dottore mi è arrivata alle 2 di notte e lui mi ha confermato che ero un soggetto a rischio e che mi avrebbe inserito nella lista ATS per effettuare il tampone (test diagnostico del coronavirus). Mi ha anche consigliato di rimanere per il momento in casa in isolamento.

  • Come funziona la quarantena volontaria?

Per la quarantena mi hanno chiesto di restare a casa per 14 giorni, di evitare ogni spostamento se non strettamente necessario. All’inizio mi hanno detto di non uscire di casa però è ovvio che se non hai nessuno che può comprarti la mascherina o la spesa in quei casi con mascherina e tutto puoi andare. Passare 14 giorni in casa restando il più possibile nella propria camera con la mascherina per non spargere saliva in giro, lavarsi le mani prima di toccare qualsiasi cosa non è facile. Però poi le giornate passano tipo al computer a sentire persone che si preoccupano per te, facendo misurazione della temperatura corporea più di due volte al giorno….

L’ultimo giorno che ho telefonato, il 25 febbraio mi hanno detto dall’ATS che mi avrebbero messo sotto monitoraggio telefonico però non ho ancora ricevuto alcuna chiamata. Io in quanto asintomatico però ho smesso di avvisarli data la grande mole di lavoro che hanno da fare.

  • Che esperienze ha avuto con i numeri telefonici messi a disposizione dal Ministero?

Personalmente direi che i numeri di assistenza del ministero della salute, regionali o anche il 112 per il sovraccarico di richieste non erano pronti a gestire questa mole di telefonate. Al 112 per due volte ho aspettato 6 minuti prima che prendessero la linea, al 1500 non mi hanno mai risposto in 30 chiamate. Il numero di emergenza regionale il primo giorno attivato non hanno mai risposto dopo 2 giorni sono riuscito a mettermi in contatto con loro e mi hanno dato il numero dell’ATS Lombardia.

  • Crede che la quarantena volontaria sia una misura efficace per prevenire la diffusione del virus?

Io non sono un medico non posso dire che la quarantena volontaria sia una misura efficace o meno. Secondo me, vedendo il numero di posti letto che ci sono negli ospedali,le emergenze, i casi molto seri che vanno trattati di persone sintomatiche, la quarantena è l’unica misura possibile per chi è asintomatico in modo da non intasare le strutture ospedaliere.

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Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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