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Società

#IoRestoaCasa

Dopo che la situazione di emergenza è cresciuta, nell’ultimo fine settimana, L’hashtag #iorestoacasa si diffonde su tutto il web. dopo un’iniziale sottovalutazione della gravità del problema, gli italiani reagiscono restando nelle loro abitazioni, con la convinzione che questo sia l’unico rimedio per rallentare la diffusione del Covid-19.

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Nella notte tra il 9 e il 10 Marzo il governo, dato l’aumento esponenziale dei casi di contagio del Covid-19 in tutta la penisola, ha intensificato le misure restrittive provvedendo ad estendere la zona rossa in tutte le 20 regioni.

Misura necessaria questa per fermare o comunque rallentare un contagio ormai fuori da ogni tipo di controllo.

Il contagio

Circa diciotto giorni fa abbiamo avuto il primo caso di Coronavirus a Codogno e da allora il nostro paese ha assistito ad un’ondata di contagio esponenziale che, giorno dopo giorno, ci allarmava sempre più, ma che all’inizio abbiamo visibilmente liquidato.

È inutile nascondere questo dato di fatto! Bastava accendere la TV e ascoltare qualsiasi talk show per capire che gli italiani avevano sottovalutato la portata del virus. Da Barbara D’Urso che ci invitava a mangiare nei ristoranti cinesi ed eliminare ogni tipo di paura, al governo che non ha agito prontamente per circoscrivere immediatamente il caso nella regione in cui si era prima di tutto manifestato.

Così il numero dei casi è passato da 1000 a 3000, fino a raggiungere nel giro di una settimana i 10.000 contagi. Ebbene si, solamente nell’ultimo fine settimana le persone hanno iniziato ad allarmarsi, ma la situazione è talmente degenerata che si è passati da un aperitivo al bar in piazza Duomo ad una psicosi che ha determinato un fuggi fuggi generale e stavolta – a differenza di ciò che da sempre ci racconta la storia – la fuga è avvenuta dal Nord verso il Sud. Con una certa indignazione del popolo del Mezzogiorno che, nel vedere arrivare nel loro territorio tanti possibili “infetti” ha esposto in ogni modo il suo disappunto su questo atteggiamento considerato troppo egoistico.

#iorestoacasa

Sicché siamo arrivati alla diffusione massiccia in tutti i social dell’hashtag #iorestoacasa, con l’intento di sensibilizzare, specialmente i giovani, sull’esigenza fondamentale di rimanere a casa come unica e più efficace cura di rallentamento della diffusione del virus. Ma non tutti hanno recepito il messaggio, anzi, anche i detenuti hanno dimostrato di temere la diffusione di un focolaio all’interno delle già compromesse carceri italiane. Per questo hanno sollevato delle proteste contro un decreto del governo che prevede l’isolamento per i detenuti sintomatici e iniziative di prevenzione restrittive, come quella di annullare le visite dei loro cari per sostituirle con colloqui svolti in modalità telefonica o video.

Ma dato e confermato che restare a casa è fondamentale per rallentare la diffusione del virus e aiutare in questo modo il sistema ospedaliero già all’orlo del collasso, cosa possiamo fare, nella nostra più che sicura dimora, per passare questi inesorabili venti giorni di isolamento?

Su forza ragazzi, non vi stanno chiedendo di combattere il virus in una fredda trincea circondata da mine vaganti! Anzi, quando mai vi ricapita di indebolire un “nemico distruttivo” semplicemente stando a casa vostra?

Ebbene, se vi sentite soffocare nelle vostre mura domestiche vi elenco alcune attività che ogni giorno possono aiutarvi a superare la giornata.

  1. Suvvia, se questa tragedia fosse capitata una ventina di anni fa, in cui si comunicava virtualmente solamente con qualche squillo, sarebbe stato molto più traumatico. In un’era come la nostra sempre più “platonica” che reale, la solitudine si sente molto meno. E allora continuate a comunicare con i vostri amici attraverso i vostri canali social, magari, contribuendo a diffondere informazioni corrette sulla situazione di emergenza che ne dite?;
  2. Se siete giovani studenti già nel mood della vacanza anticipata, vi consiglio di passare almeno la mattinata a mettervi al passo con gli studi, specialmente se siete dei maturandi o universitari iper stressati dagli esami arretrati.
  3. Se siete abituati a fare sport, magari nella vostra palestra di fiducia, trasportate quegli esercizi a casa vostra. Potete trovare in rete una miriade di tutorial che vi aiutano a bruciare calorie anche senza pedalare sopra una cyclete. Oppure, se siete degli inguaribili poltroni leggete un buon libro, che la cultura non ha mai ucciso nessuno!
  4. Per quanto riguarda le vostre serate alternative potete sostituire la vostra vita iper frenetica con una maratona di serie tv su Netflix.
  5. Se siete una famiglia numerosa allora potete cimentarvi nei giochi di società come monopoli, Taboo e così via. Basta che poi non litighiate e non cacciate nessuno di casa perché, altrimenti, non potete riaccoglierlo facilmente nel vostro nido protetto.
  6. Ma il consiglio che più mi sento di darvi è quello di iniziare a praticare un po di Yoga, giorno dopo giorno, così trovate la vostra pace interiore e potete convivere con la vostra famiglia senza arrivare al ventesimo giorno di isolamento con i nervi a fior di pelle.

Insomma un piccolo vademecum che ognuno di noi può osservare per alleggerire un periodo che di per sé è già abbastanza pesante. In un era che è sempre meno sociale e sempre più social non dovrebbe venirci difficile adattarci a queste nuove abitudini, sostituendo un Aperol in un locale stracolmo di musica e persone, con una dolce camomilla difronte all’ultima stagione della nostra serie tv preferita.

Solamente restando a casa possiamo bloccare il Coronavirus, ricordandoci sempre che noi possiamo vivere “comodamente” questa “scomoda” situazione nelle nostre accoglienti abitazioni, mentre il personale ospedaliero lotta contro la malattia ogni ora, ogni minuto, con uno strenuo e incessante lavoro di cura e di contenimento negli ospedali di tutta Italia.

Anzi il mio pensiero va proprio ai dottori, ai ricercatori, agli infermieri, agli O.S.S, che rischiano ogni giorno e lavorano strenuamente per la nostra salute, GRAZIE per il vostro immenso lavoro.

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Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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