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Cultura

Pandemia, cioè?

L’11 marzo l’Oms ha dichiarato la pandemia. Ma cosa vuol dire? Perchè il termine spaventa così tanto?

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«Abbiamo valutato che il COVID-19 può essere caratterizzato come una situazione pandemica» ha annunciato il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in uno dei briefing quotidiani da Ginevra.

Queste le parole che l’11 Marzo hanno catapultato nel panico interi Paesi Europei e non. Quasi in sottotono sono passate invece le critiche alle “inazioni dei Governi” che, a mio parere, dovrebbero preoccupare maggiormente l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori.

«L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato questa epidemia giorno dopo giorno e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione» proseguiva il capo dell’Oms.

Ma che cos’è una ‘pandemia’? Perchè il termine spaventa così tanto?

A queste domande ha risposto direttamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, elencando le condizioni affinché si possa verificare una vera e propria pandemia:

  1. la comparsa di un nuovo agente patogeno;
  2. la capacità di tale agente di colpire gli umani;
  3. la capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagio

Il termine pandemia, nello specifico, deriva dal greco “pandemos“, che significa “tutta la popolazione”: demos significa popolopan significa tutto. Dunque, quando viene utilizzato, significa che la popolazione mondiale sarà probabilmente esposta ad un’infezione e di conseguenza una parte di questa si ammalerà. Sostanzialmente si tratta di un’epidemia globale.

Tuttavia, come vi accorgerete dalle condizioni prese in considerazione, non viene delineata la specifica di “gravità” e proprio per questo diverse furono le critiche rivolte a questa definizione: tant’è che anche un virus con una bassissima mortalità e/o bassissimi indici di gravi conseguenze può rientrare nella pandemia.

Diversi esperti, nel tempo, lavorarono ad una definizione più calzante di pandemia e, proprio agli inizi di Febbraio, il dott. Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases degli Stati Uniti, ha dichiarato che non esiste attualmente una definizione definitiva e scientifica di ciò che costituisce una pandemia. Dichiarare una pandemia, come abbiamo visto, pesa immediatamente sull’impianto politico, portando shock nei mercati e restrizioni a commerci e spostamenti, condizioni che prima, in epidemia, riguardavano soltanto il paese in cui per primo si era diffuso il virus.

Sempre l’OMS ha suddiviso in sei fasi (o stadi) il processo attraverso il quale un nuovo virus influenzale arriva ad imporsi come pandemia. Nell’immagine sottostante è possibile differenziare:

  • il periodo interpandemico, che raggruppa al suo interno le prime due fasi, ovvero quando il virus non è stato riscontrato negli esseri umani ma, se presente negli animali, potrebbe essere potenzialmente pericoloso.
  • periodo di allerta pandemica, che raggruppa la fase 3, 4 e 5, dove, gradualmente, il virus si trasmette limitatamente fra gli esseri umani, ma inizia ad esserci una diffusione localizzata, per poi arrivare ad una trasmissione più semplice.
  • periodo pandemico, che definisce la sesta ed ultima fase individuata, dove la trasmissione è aumentata tra gli esseri umani e continua.
Le fasi della pandemia come da ultima guida dell’OMS “Guida alla gestione del rischio di influenza pandemica” del 2017.

La maggior parte delle pandemie risponde al nome di zoonosi, ovvero originata dalla convivenza degli esseri umani con animali da allevamento, come appunto l’influenza e la tubercolosi. Per quanto riguarda il CODIV-19 invece è la prima volta che si assiste ad una pandemia da Coronavirus, della stessa grande famiglia la SARS-CoV del 2002 e il MERS-Cov del 2012.

Nella storia ce ne sono state di pandemie, tra le più catastrofiche: la Febbre tifoide nel 430 a.C. , la Peste antonina (vaiolo) nel 165-180, Morbo di Giustiniano (la prima pandemia nota di peste bubbonica) a partire dal 541, la Peste Nera a partire dal 1300, il Tifo che colpì l’Europa nel 1489, la Colera (con diverse pandemie dal 1816 al 1966), l’Influenza spagnola del 1918-1919, l’Influenza asiatica del 1957-1958, l’Influenza di Hong Kong del 1968-1969, l’epidemia di HIV/AIDS a partire dal 1981, la SARS tra il 2002 e il 2004, l’Influenza A H1N1 (influenza suina) tra l’agosto del 2009 e l’agosto del 2010 e la MERS (sindrome respiratoria medio- orientale) del 2012.

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Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

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