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Coronavirus, la pandemia che uccide e insegna a vivere

Il COVID-19 non solo ha deciso di portare morte in Italia, ma anche di diventare un insegnante e sottoporci ad un esame. L’esito sarà positivo o negativo?

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UNA LEZIONE DI VITA- Se chiedessi ad un Italiano cosa sia il Coronavirus in questo momento, sono certo che userebbe l’immagine sopra per rispondermi. In questo momento il COVID-19 è simile al Tristo Mietitore e tutti hanno paura dei colpi della sua falce. Davanti a lui siamo insignificanti, come la giovane vicino al precipizio. Ma siamo sicuri si parli solo di un Tristo Mietitore? Vi invito a conoscerlo di più, forse troverete in lui anche un pregio.

Quando il Coronavirus è arrivato in Italia, è stato un po’ sottovalutato da tutti. Subito l’Istituto Superiore di Sanità ha dato alcune norme da seguire, ma quasi nessuno le ha rispettate. “E’ solo un’influenza”, “E’ pericolosa solo per gli anziani”, “Io non cambio la mia vita per un virus”, ecco le frasi più ricorrenti. Il Coronavirus è molto virale, ma la sua diffusione è stata favorita dal metro di distanza non tenuto, dagli assembramenti non evitati, dagli spostamenti inopportuni e delle quarantene non sempre eseguite. Adesso che il COVID-19 ha messo in ginocchio il nostro Paese, il Decreto del Governo sta curando ferite che potevano essere prevenute. Nonostante ciò, più di 7000 “cittadini” non hanno ancora capito la situazione e hanno violato il decreto, andando incontro alla multa. Questo è la conferma di come affidare l’Italia al buon senso dei suoi abitanti sia come affidare un agnello ad un lupo, sperando che non venga mangiato.

Un tempo l’Italia era nota come “il bel Paese”, ma adesso non è più degna di essere chiamata così. Cos’è cambiato? Monumenti come il Duomo di Milano o il Duomo di Firenze sono ancora capolavori dell’architettura, dipinti come “La nascita di Venere” o “Primavera” rimangono ancora esempi di arte senza tempo, le coste della Sardegna e della Sicilia continuano ad essere ancora lidi rinomati, città come Venezia mantengono ancora il loro fascino e luoghi come il Colosseo o la Valle dei Templi conservano ancora la storia e la cultura dei grandi popoli del passato. In più il clima continua ad essere piacevole e la cucina conquista ancora il mondo. Forse a cambiare non è stata l’Italia, ma i suoi abitanti.

Faccio una premessa: non sto difendendo lo Stato, sto solo usando un punto di vista diverso. Alla domanda “Come mai l’Italia non è più il bel Paese?”, molti rispondono “Colpa del Governo”. E’ facile scaricare la colpa a qualcun altro, più difficile assumersela. Non è molto coerente dare la colpa al Governo, quando a volte siamo i primi a violare norme sociali o giuridiche, agendo per egoismo e non per il bene comune. Capita che siamo alla ricerca di un posto libero per l’auto e, stufi di cercarlo ancora, parcheggiamo nel posto dei disabili. Così facendo, il disabile di turno deve accontentarsi di un posto auto dove incontra il suo peggior nemico, la barriera architettonica.

Capita di mangiare o bere durante una passeggiata e di conseguenza capita di trovarsi con un tovagliolo sporco, una lattina o una bottiglie di vetro o di plastica. A volte il cestino non è nelle vicinanze e a quel punto si lascia il rifiuto a terra, nascosto o a vista. Questa forma di egoismo inquina l’ambiente, il luogo dove viviamo tutti e che dobbiamo difendere. Capita anche di usare una raccomandazione per ottenere un posto di lavoro, rubandolo ad una persona più meritevole e competente. Questo non crea solo un momentaneo disoccupato, ma causa anche un servizio poco efficiente per la società. Potrei continuare ancora, ma non penso sia necessario.

Il Coronavirus ha dato un’importante lezione di vita all’Italia. Ha insegnato a tutti che non rispettare una legge si paga a caro prezzo. Questa volta il dazio da pagare è la salute o, se va male, la vita di molte persone. I 25.058 casi e i 1.697 decessi (Sorveglianza Integrata COVID-19 in Italia – (Ordinanza n. 640 del 27/02/2020) AGGIORNAMENTO 16 marzo 2020) non sono solo vittime del COVID-19, ma anche dell’egoismo di alcuni Italiani. Mi riferisco all’egoismo degli studenti o dei lavoratori fuorisede che, da potenziali untori, hanno abbandonato il Nord Italia per tornare al Sud al fine di evitare il contagio, mettendo in pericolo anche tutto il resto dell’Italia. Mi riferisco all’egoismo di molti ragazzi che, da potenziali portatori sani, hanno continuato a vivere la loro vita dicendo “Tanto io sono giovane perciò, anche se venissi contagiato, guarirei.”

Nel lontano 1861 Massimo D’Azeglio dichiarò “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani”. Questa frase vuol dire che l’Italia è unita geograficamente e politicamente, ma non ha un popolo unito. Penso che termini come “polentone” o “terrone” o altri screzi tra Nord e Sud facciano capire quanto questa citazione, pur essendo datata, sia contemporanea. Perché si usano due termini per indicare due persone che vivono in Italia invece di usare un banale “Italiano”? Va bene, avete ragioni, Nord e Sud non saranno mai uguali, e allora? Per volersi bene non serve essere uno l’immagine dell’altro, serve solo capire di essere nuvole dello stesso cielo.

Per un attimo dimenticate tutto quello che ho detto fino ad ora. Aprite la finestra di casa vostra e guardate fuori. Io vedo una Nazione che, compreso l’attuale momento, non è più preda dell’egoismo. Vedo una Nazione che rispetta un Decreto per un bene comune. Vedo una Nazione in cui un “polentone” vuole che un “terrone” resti a casa per il suo bene e viceversa. In più vedo anche i palazzi e i monumenti illuminati dal tricolore. Il tutto con l’inno di Mameli all’unisono.

Adesso ripensate a tutto quello che ho detto prima. Pensate che io vi abbia parlato dello stesso Paese oppure, come me, pensate che qualcosa in questo momento sia cambiato? Avete ragione, una rondine non fa primavera, ma è bello vedere dopo tanto un’Italia unita e rispettosa delle leggi. Considerando anche che oggi l’Italia compie 159 anni, questo è il regalo di compleanno più bello che potevamo farle.

Oscar Wilde sosteneva “L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione”. In questi giorni anche l’Italia ha avuto un docente così, ma non è di certo l’esperienza di Wilde. Di chi si parla? Ad inizio articolo ho paragonato il Coronavirus sia al Tristo Mietitore che ad un severo insegnante. Vi avevo anche detto che il Tristo Mietitore aveva un pregio. Bene, lui è il tipo di insegnante di cui parla Wilde, questo è il suo pregio. La sua lezione è stata chiara: non si può disobbedire alla legge e pensare di poterla fare franca. L’Italia non era pronta al suo esame e l’esito è stato negativo. Non si parla di un voto, ma di paura, contagi e morti. Va dato merito anche a queste sciagure però, perchè hanno fatto gli Italiani. Cara Italia, è stata chiara la lezione?

Ah, quasi dimenticavo … #iorestoacasa

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Studente di professioni sanitarie, ma con un occhio di riguardo verso tutto ciò che mi circonda. Durante il mio percorso ho notato che, secondo molti, pochi cittadini impegnati non sono in grado di poter cambiare qualcosa all'interno della società. Sono qui, in collaborazione con la Politica del Popolo, per far capire che vive non chi resta in silenzio, ma solo chi lotta per far sentire la propria voce.

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