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Politica

Giuseppe Conte, l’uomo di Stato

Il premier alla guida di due governi molto diversi tra loro ora si trova a dover pilotare l’aereo Italia nei cieli più tempestosi della sua storia. Ecco perché potrebbe essere proprio l’uomo giusto per farlo

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Chi l’avrebbe mai detto che l'”avvocato del popolo” sarebbe entrato in così poco tempo già nella Storia del nostro Paese? Ebbene è così, perché piaccia o no Giuseppe Conte rimarrà nei libri per essere stato il capo del governo italiano che si vide costretto ad affrontare la più grande pandemia dell’età contemporanea. Ma forse è proprio l’uomo giusto per gestire una situazione così grave ed estrema.

Essere “super partes”

Giuseppe Conte, fin dall’insediamento a Palazzo Chigi come premier del governo “giallo-verde” – M5S e Lega – ha dovuto, per forza di cose, indossare i panni del moderatore: il suo compito era quello, abbastanza esplicito, di fare da pacere tra i due “litiganti”, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, leader dei due partiti di maggioranza. Compito che, è da dire, non è riuscito benissimo per buona parte di quella esperienza.

NELL’OMBRA – Per quasi tutto il mandato della maggioranza giallo-verde, infatti, Giuseppe Conte è stato oscurato dalla presenza ingombrante dei due leader, tra l’altro nominati anche vicepresidenti del Consiglio. Le opposizioni non si sono risparmiate ad attaccare la sua figura, all’apparenza debole e muta. Il risultato è stato grottesco e per certi versi demoralizzante: diversi commentatori ritenevano di avere davanti il più insignificante primo ministro della storia della repubblica italiana.

LA SVOLTA – La sera del 20 agosto 2019, a poco più di un anno dal suo insediamento, il governo giallo-verde termina la sua esperienza: si svolge infatti in Senato una discussione ad alta tensione, poiché la Lega qualche giorno prima aveva proposto una mozione di sfiducia verso l’Esecutivo, poi ritirata. Il Presidente del Consiglio prende la parola, annunciando le sue dimissioni dall’incarico, non prima di aver duramente – ma sempre rispettosamente – attaccato il leader della Lega, Matteo Salvini. Conte lo accusa di aver scatenato la crisi politica soltanto per rincorrere interessi personali e di partito, anteponendoli agli interessi nazionali. E’ la sua rivincita, ed anche una svolta per la sua carriera politica.

Giuseppe Conte appoggia una mano sulla spalla di Matteo Salvini
nel discorso di dimissioni in Senato il 20 agosto 2019;
alla sua sinistra l’altro leader Luigi Di Maio (M5S)

La pacatezza contro la politica urlata

L’avventura dell'”avvocato del popolo” – come da lui stesso definito – non termina con le sue dimissioni. Conte viene a sorpresa indicato dalla nuova maggioranza M5S-PD-LeU per guidare il nuovo esecutivo. Inizia per lui una vera e propria svolta.

STILE INCONFONDIBILE – Già nella precedente avventura di governo, il premier aveva mostrato una pacatezza nei modi e un equilibrio di democristiana memoria. Ma è nel successivo esecutivo chiamato “giallo-rosso” che Conte trova una nuova dimensione: l’assenza di uno o più vicepremier consente al Presidente del Consiglio di salire in cattedra. E’ sempre il fulcro e perno della maggioranza, ma questa volta con un’autorità prima sconosciuta.

L’IMMAGINE NEI MEDIA – Nel periodo storico in cui i politici prendono d’assalto le televisioni prima e i social poi, Giuseppe Conte rappresenta un’eccezione: non utilizza canali di diffusione di informazione che non siano quelli tradizionali e istituzionali. In televisione ci va pochissimo, sui social non è un “influencer”, le sue apparizioni sono per lo più in occasione di conferenze stampa o messaggi alla nazione. Ma proprio questa scelta, voluta o non voluta, si è rilevata vincente.

Il premier Giuseppe Conte al lavoro a Palazzo Chigi

ASPETTATIVA – Tutto questo ha infatti fatto crescere un’aspettativa sempre maggiore sulla sua figura, poiché è raro che compaia di fronte al grande pubblico. E con l’aspettativa è cresciuta anche la curiosità e l’attenzione, non appena il Presidente del Consiglio prende la parola. Parla poche volte, ma quando parla l’uditorio è tutto orecchi.

Credibilità e autorevolezza

Un ulteriore aspetto che ha caratterizzato la figura di Conte sono stati i discorsi alla Nazione a partire dal febbraio 2020. Obbligato dalle circostanze drammatiche che hanno colpito tutto il mondo, il premier ha dato il meglio di sé nelle conferenze stampa nella sede della Protezione Civile e nei messaggi agli italiani: toni rassicuranti, parole serie ma ferme, credibili; messaggi positivi e mai banali. Ciò che colpisce di più è il senso di sicurezza che la figura del Presidente del Consiglio ha saputo trasmettere, nel momento più delicato della storia recente italiana.

INCOLLATI AL TELEVISORE – I discorsi del capo dell’esecutivo hanno tenuto in apprensione gli italiani, ansiosi di sapere l’evolversi degli eventi. Eppure l’approccio di Conte non è mai stato freddo o distaccato: le persone hanno visto un uomo che stava spendendo tutte le sue energie per far fronte ad un’emergenza senza precedenti. E le sue parole avevano un peso, la sua figura molta autorevolezza.

Uno dei discorsi alla Nazione del premier Conte

LA SERIETA’ DELLE ISTITUZIONI – Conte ha avuto il grande merito di riportare – soprattutto nel secondo mandato da premier – l’immagine credibile e rispettabile delle istituzioni. Un uomo serio e ligio nel dovere, che ha finito per condizionare non solo i suoi più stretti collaboratori (i ministri) ma anche l’immagine dell’intero Governo: la popolazione ripone fiducia nell’esecutivo, e ciò si vede anche nell’attenzione dimostrata nel seguire le sue indicazioni. L'”avvocato del popolo” è diventato il “papà degli italiani”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Appassionato di relazioni di genere, psicologia sociale e politica internazionale, scrivo sul blog nazionale della community dei Millennials su queste tematiche. Sono nato a Trieste il 27 luglio 1997 e sono stato Senatore Accademico all'Università degli Studi di Trieste dall'aprile 2019 all'ottobre 2020. Ho conseguito il 15 ottobre 2020 nella stessa università la laurea triennale in Scienze Politiche e dell'Amministrazione, con una tesi in sociologia politica. Attualmente frequento il corso magistrale in Comunicazione Giornalistica, Pubblica e d'Impresa all'Università di Bologna. Sono iscritto al partito Italia Viva dal settembre 2019 e sono attivista presso l'associazione di promozione sociale RIME di Trieste. Dal gennaio 2020 sono anche responsabile dell'Ufficio Stampa dell'associazione ProgettiAmo Trieste e dal novembre 2019 coordino a livello locale un gruppo di discussione politica tra giovani.

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