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Economia

Sono Bond, corona bond

I Corona bond possono essere un’ottima opportunità per fronteggiare la crisi economico-finanziaria causata dal coronavirus. Ma non tutti sono d’accordo.

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Come già ampiamente scritto, con il passare dei giorni, i danni del coronavirus aumentano sempre più e si fanno sentire sia, e soprattutto, dal punto di vista umano e sanitario ma anche economico. In America la Fed è intervenuta pesantemente acquistando titoli di stato ( come già scritto nello scorso articolo..) e la BCE, dopo uno scivolone della Lagarde, ha iniziato ad operare sulla falsariga di ciò che ha fatto la banca centrale americana.

In particolare è intervenuta Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea che ha rassicurato i Paesi della Ue che la Commissione sta studiando e valutando tutti gli strumenti possibili e necessari per contrastare e alleviare l’impatto del coronavirus sui conti dei Paesi. In particolare si sta valutando l’emissione di bond ad hoc per questa situazione: i coronabond. Ma andiamo per ordine:

Cosa si intende per bond?

I bond altro non sono che obbligazioni di una società (o di uno Stato) rappresentato da un titolo, che ne permette di diventare soltanto creditore acquistando quindi una parte del debito di quella società/Stato. In teoria dunque, a meno di un default (situazione estrema) della società o dello Stato in questione, il creditore deve riavere a una scadenza prefissata il capitale sottoscritto più gli interessi previsti dal contratto. I bond, ovviamente hanno caratteristiche ben precise:

  • Emittente; Stato o società
  • un valore nominale; corrisponde al capitale che viene sottoscritto nella fase iniziale e rimborsato alla scadenza (al netto degli interessi)
  • Una scadenza detta maturity; in cui il soggetto riceve indietro il suo capitale più gli interessi
  • Una cedola; l’interesse periodico che l’emittente paga periodicamente ai propri obbligazionisti
  • Un prezzo: può essere alla pari( esempio 100 a 100), sotto la pari ( compra a 90 e vende a 100), sopra la pari (100 a 90)

Il bond dipende poi in maniera sostanziale dalla propria qualità che è giudicata da apposite agenzie di rating  che ne controllano la rischiosità. Le principali agenzie di rating del mondo sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Con giudizi che variano dalla lusinghiera AAA alla D misurano il grado di rischio cui l’investitore si sottopone. Come nel caso delle azioni il rischio è direttamente proporzionale al rendimento per cui un bond più rischioso (per esempio il titolo del debito di un paese emergente) deve versare cedole più ricche se vuole attirare gli investitori.

Proprio per questo ad esempio l’Italia quando emette bond paga un interesse molto alto per attrarre gli investitori in virtù dell’alto debito pubblico che ha, a differenza della Germania che paga un interesse basso( addirittura adesso negativo) grazie al suo rapporto debito/PIL pari al 60%.

I corona-bond

I corona bond sono l’ultima idea della Commissione o meglio, è un’idea proposta da Italia e Francia sulla quale la suddetta Commissione sta valutando la fattibilità. Ma di cosa si tratta? Si tratta di obbligazioni emesse non dalla Bce (perchè non può) ma dalla Commissione stessa o dalla BEI ( banca centrale degli investimenti) e che permetterebbe agli Stati membri della Ue di poter far fronte alle spese straordinarie dell’epidemia.

Ovviamente l’emissione di queste obbligazioni pagherebbero tassi molto bassi ed avrebbero una capacità attrattiva altissima. Inutile dire che ci sono Stati che ne gioverebbero molto e Stati che ne gioverebbero meno. In particolare Italia, Spagna,Portogallo e la stessa Francia avrebbero un grande vantaggio poichè riuscirebbero ad avere grossi prestiti a tassi bassi pur avendo un rapporto debito/PIL ben oltre il 60%. Minore interesse, dal punto di vista economico-finanziario, avrebbero i Paesi del nord Europa, notoriamente, più affidabili grazie alla loro solidità patrimoniale. Paesi come Germania, Olanda e Finlandia tanto per intenderci.

Ma perchè non converrebbe a loro? Non converrebbe, in sostanza, perchè emettendoli il debito verrebbe spalmato tra tutti i Paesi quindi quei Paesi,come il nostro, che hanno alto debito pubblico prenderebbero soldi in prestito a tassi irrisori che utilizzerebbero per il sostegno soprattutto delle categorie più deboli come Co-co-co, partite Iva, lavoratori stagionali ecc..

Un’importante erdorsement a questa idea arriva da due delle più grandi, e potenti, banche americane nonchè del mondo: Goldman Sachs e Morgan Stanley. L’idea di emettere corona bond secondo loro potrebbe essere un’importantissima occasione di aiuto per quei Paesi più “deboli” che sono anche quelli che stanno soffrendo di più l’effetto dell’epidemia. Riusciranno gli Stati attualmente contrari a questa idea a convincersi? Prevarrà l’egoismo o la solidarietà? Con il tempo avremo la risposta a questa domanda, ma di certo questa epidemia è un’esame cruciale per il futuro della Ue.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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