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Politica

Marco di Maio:” Il Parlamento deve ritornare alla sua funzione ordinaria”

Il dep. Marco Di Maio:”Siamo in emergenza sanitaria e la prima misura economica da adottare è sconfiggere il virus in ogni modo, anche a costo di fermare una parte del sistema produttivo.

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Ieri il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha annunciato in conferenza stampa che, per chi non rispetta le regole anti contagio, sono previste multe salate, da 400 a 3000 euro. Inoltre vi è la possibilità per singole Regioni di adottare misure più dure di quelle nazionali se il contagio si acuisce, ma in coordinamento con il Governo. In questi giorni, per cercare di far rispettare le misure prese, si parla dell’esercito nelle strade o del tracciamento dei movimenti dei cittadini attraverso gli smartphone.

Inoltre per far fronte alla pandemia anche l’Unione Europea ha deciso di sospendere il patto di stabilità ma questo non basta, infatti si è parlato anche da dove reperire le risorse necessarie. Se la settimana scorsa abbiamo analizzato la pandemia dal lato economico attraverso il parere del prof. Puglisi, della prof.ssa Fornero e del prof. Carlo Cottarelli, questa settimana abbiamo pensato di affrontarla dal punto di vista politico. Proprio per questo, abbiamo parlato con il deputato di Italia Viva, Marco Di Maio.

  • La nostra Italia sta combattendo contro il Coronavirus, fortunatamente non da sola. Ritiene che le ultime misure adottate dal Governo, entrate in vigore oggi, siano efficaci?

Me lo auguro e bisogna fare di tutto affinché lo siano. So che creano disagi e problemi a interi settori dell’economia e tutti devono adoperarsi in modo che le tensioni di queste ore tra sindacati e associazioni di categoria si spengano. Siamo in emergenza sanitaria e la prima misura economica da adottare è sconfiggere il virus in ogni modo, anche a costo di fermare una parte del sistema produttivo. Certo, il Governo deve mettere più soldi per sostenere lavoratori e imprenditori, ma sono convinto che lo farà. Noi stiamo facendo la nostra parte in questa direzione. 

  • Troppe persone non hanno ancora capito l’importanza di stare a casa, solo ieri ci sono state ben 10.000 denunce. Per cercare di aumentare i controlli si parla “dell’esercito nelle strade” o del “tracciamento dei movimenti dei cittadini attraverso gli smartphone ”, quale delle due proposte condivide? Quali sono i pro e i contro?

L’esercito nelle strade c’è già da tempo col progetto “strade sicure“: si tratta di convertire il loro utilizzo dentro un più ampio coordinamento dei controlli sul rispetto delle norme introdotte. Sono favorevole e non vedo contro indicazioni. Così come condivido il tracciamento degli spostamenti tramite smartphone: lo si è fatto in molti Paesi, anche in stati democratici, ed è servito. L’Italia deve adottare questo modello anche a costo di rinunciare a un briciolo di privacy

  • Nei giorni scorsi il vicesegretario del Partito Democratico Andrea Orlando ha detto: ” Abbiamo bisogno di altre risorse, discutiamo da dove prenderle, se dal Mes o con dei bond”. Per lei qual è la soluzione migliore?

In questa fase non va preclusa alcuna ipotesi. Il fatto che per la prima volta gli Stati membri abbiamo deciso di sospendere il “Patto di stabilità” è la dimostrazione che questa volta più che mai l’Unione europea ha deciso di fare sul serio e di essere totalmente parte della soluzione. 

  • Cosa ne pensa del Mes (Meccanismo europeo di stabilità o Fondo salva-Stati)?

E’ un trattato in vigore già da 8 anni che è una garanzia per Paesi con conti pubblici meno stabili, come l’Italia. Abbiamo sentito dipingerlo come il male assoluto, ma è invece una garanzia d’aiuto in caso di bisogno che mette al riparo cittadini e imprese dal dover rispondere di eventuali fallimenti di banche e istituti finanziari. Dunque penso sia giusto e utile. 

  • Nei giorni scorsi sono state molte le polemiche riguardanti la diretta facebook del Premier. Lei cosa ne pensa? Non crede che sarebbe stato meglio tenere una conferenza stampa in diretta?

Non voglio fare polemiche, ma ho trovato strana la scelta di usare la pagina personale per annunci così importanti, costringendo anche la Rai a collegarsi con la sua pagina. Tra l’altro “ospitata” su un social network straniero. Avrebbe dovuto usare gli strumenti istituzionali e il servizio pubblico, esattamente come fa il Presidente della Repubblica quando deve parlare agli italiani a reti unificate.

  • Riguardo l’emergenza coronavirus nell’ambiente scolastico c’è un po’ di confusione. Secondo lei, sarebbe opportuno chiudere l’anno scolastico dato l’aumento attuale dei contagi che rende un po’ difficile la riapertura totale del nostro Paese a maggio?

No, l’anno scolastico deve proseguire anche nelle nuove forme con cui migliaia di insegnanti e studenti si stanno sforzando di lavorare. E’ uno sforzo che aiuterà il Paese a crescere e a sperimentare forme alternative di didattica. La scuola, come tutte le istituzioni pubbliche, non si deve fermare. 

  • Un’altra vicenda che in questi giorni fa discutere è l’utilizzo dei tamponi. Sui social spesso si dice che questi sono stati fatti a tutti i deputati e senatori indiscriminatamente. Ciò corrisponde al vero? Può dirci più chiaramente come funziona?

Nessuno mi ha mai fatto un tampone e nessuno mi ha mai chiesto di farlo. Personalmente non ho mai avuto sintomi e, per fortuna, nessuno della mia famiglia ne ha mai avuto. Trovo giusto che deputati e senatori vengano considerati come tutti gli altri lavoratori del Paese. Per questo sono tra coloro che insistono per riportare al più presto il parlamento alla sua attività ordinaria, ovviamente adottato tutti i dispositivi di sicurezza. Gli stessi che sono previsti per tutte le imprese italiane, come da protocollo firmato tra governo e parti sociali.

  • Non crede che il Governo debba anche cominciare a indicare come la strategia di contenimento del contagio pian piano diventi una strategia di riavvio della vita economica?

Le due cose devono andare in parallelo, l’una non deve confondersi con l’altra. Certamente bisogna, però, gettare adesso le basi per la ripresa. E intanto bisogna consentire a chi sta subendo il peso della crisi di sopravvivere, per essere sul campo pronti e ripartire quando sarà passata. Quindi aiuti alle imprese, indennizzi ai lavoratori, sostegno alle piccole attività commerciali, rinvio e sospensione di tutte le scadenze fiscali e un piano straordinario per sbloccare gli investimenti pubblici e stimolare quelli privati. Ci vorranno molti miliardi di euro, ma saranno ben spesi. 

  • In che modo il Governo intende usare la leva europea – a livello sanitario, industriale, finanziario- per aumentare l’efficacia della sua strategia nazionale?

Non faccio parte del Governo, per cui non so rispondere. Tuttavia mi auguro che in primo luogo sfrutti tutte le possibilità che l’Europa può offrire, a partire dalla novità legata alla sospensione del Patto di stabilità; e poi faccia una battaglia per armonizzare i sistemi fiscali, perché la situazione attuale genera squilibri inaccettabili. Non possiamo continuare ad avere dentro l’Unione europea dei veri e propri paradisi fiscali, dove (legittimamente, ma ingiustamente) prendono sede multinazionali che fanno fatturati importanti in Italia, fanno concorrenza alle nostre imprese e, per giunta, pagano pochissimo di tasse perché hanno la sede altrove. Questa è una battaglia da fare con tutte le forze. 

  • Quale messaggio vuole rivolgere a tutti gli italiani in questo momento di difficoltà?

Innanzi tutto vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro cari, a quelle che hanno persone impegnate negli ospedali o che lavorano per garantire servizi essenziali. E poi gratitudine a tutti gli altri per come nella stragrande maggioranza dei casi, stanno vivendo questa fase. Stiamo conducendo una guerra, contro un nemico invisibile ma che non guarda in faccia a nessuno: dobbiamo vincerla per i nostri figli, per i nostri genitori e per il nostro futuro. E ricordare l’esempio dei nostri nonni che una guerra “vera” l’hanno vissuta: a loro fu chiesto di imbracciare le armi e rischiare la vita, alla gran parte di noi di rimanere al caldo in casa. Se ci pensiamo, quello che ci viene chiesto è un sacrificio sopportabile.

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Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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