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Economia

Debito o Muerte

Fare debito rappresenta, in una situazione delicata come questa,un’alternativa più che valida. Ma perchè in UE c’è molta polemica? E chi questo debito lo dovrebbe emettere? E come dovrebbe funzionare?

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Abbiamo parlato in un articolo precedente dei coronabond e di come, in questa situazione di caos umano e finanziario, fossero ossigeno o se preferite oro colato per quei Paesi che stanno combattendo contro questo mostro di virus. Molti di noi si aspettavano una risposta positiva di tutte le Nazioni Europee ma purtroppo ogni giorno che passa questa risposta positiva sembra sempre più utopica.

Mario Draghi pochi giorni fa aveva mandato una frecciata molto diretta ad alcune di queste Nazioni “titubanti”.

O si agisce subito oppure la Ue non avrà un futuro,giustamente. Agire oggi e subito significa fare debito, il debito è la strada più facile e più veloce per salvare in primis famiglie ed imprese.

Chiariamo subito: i debiti si fanno quando sono necessari ergo quando ci sono situazioni di emergenza , perché ricordiamolo i debiti si fanno si, ma si restituiscono pure e qualcuno i soldi deve prestarteli e per prestarteli devi avere ottime credenziali di affidabilità e questo vale per tutti, dal singolo cittadino alle Nazioni.

Ma una cosa è certa: i debiti non sono infiniti e si pagato. E purtroppo si registra,da una certa parte politica,una visione dei debiti distorta e troppo semplicistica nell’uso quasi come se fare debiti sia una cosa “bella” ma più debito si fa più deboli si diventa e questo, spesso, non viene spiegato o viene sottovalutato.

Ma perchè il debito in questa situazione è una cosa fondamentale?

Il debito è fondamentale ora perchè in uno status di immobilismo più totale, farlo, significa creare un’enorme ammortizzatore sociale in grado di tenere in vita la capacità delle imprese di produrre e delle famiglie di consumare finché non saranno in grado di riprendersi da sole.

Come fanno i Paesi della Ue a fare debiti in questa situazione?

Hanno due modi:

  1. I Paesi provvedono ognuno per se;
  2. I Paesi studiano un piano comune di creazione del debito( esempio coronabond..);

1) E’ esattamente ciò che preferiscono i Paesi del nord europa, ma perchè? Perchè in sostanza il costo per rifinanziare questo debito dipende dal proprio status di “salute finanziaria” quindi dal rapporto debito/PIL. I Paesi del nord, un po’ perché Nazioni più piccole rispetto a quelle del sud e quindi più facilmente governabili; un po’ perché lì non hanno altre cause negative come ad esempio una forte evasione fiscale; un po’ perché negli anni hanno sempre fatto riforme, hanno rapporti debito/PIL molto bassi: si passa da 8-10% ad un massimo del 60% della Germania.

Quindi a loro converrebbe agire per conto proprio perché i i premi al rischio saranno più bassi rispetto alle Nazioni del sud che sono molto più indebitate e quindi pagherebbero premi più alti. Questo cosa comporterebbe? Che chi è più ricco diventerà sempre più ricco e chi è povero diventerà sempre più povero.

2) Piano comune studiato:

In breve consiste nel reperire insieme le risorse a debito necessarie a tutti per far fronte all’emergenza (esattamente ciò che vorrebbero Italia, Francia e i restanti Paesi del sud). Cosa serve in questo caso? Serve un qualcuno che emetta il debito e ne faccia da garante, e chi può essere questo qualcuno? :

  • La BEI(anche se in questo caso le Nazioni dovrebbero aumentare il capitale a disposizioni della Bei stessa);
  • BCE più semplicemente;
  • una qualsiasi altra autorità scelta dagli Stati.

Una volta che questo debito è stato emesso deve essere diviso tra i vari Paesi e poi speso. Come viene speso?

  • I Paesi lo spendono singolarmente e a proprio piacimento.
  • I Paesi non lo spendono singolarmente ma insieme attraverso la creazione di eurobond o coronabond da parte della BCE/BEI/Autorità scelta precedentemente.

Questo è il quadro generale di come il debito potrebbe essere creato e speso. Ma una cosa è certa il debito deve essere fatto e in fretta. La Ue è ad un forte bivio: cambiare il suo modo di agire o scomparire. Il tempo ci fornirà la risposta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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