Connect with us

Cultura

Pavel Florenskij e la Chiesa

Florenskij una delle menti più interessanti e geniali della Russia del XX secolo: analisi e approfondimenti delle sue idee.

Published

on

Pavel Florenskij nacque nel 1882 in una famiglia borghese della Russia zarista di Alessandro III. Una famiglia di intellettuali con una grande passione per la scienza. Il piccolo Pavel non ci mise tanto a sviluppare delle grandi capacità nella fisica come nella matematica, facendo continui esperimenti e piccole scoperte. In quella casa e in quella vita fatta di esperimenti e equazioni, si temprò il suo spirito critico e scientifico, ma al contrario dei suoi genitori Pavel senti sempre una connessione con la natura e la sua essenza poetica. Studiò in maniera sempre più assidua i libri di scuola e della sua biblioteca.

Laureato con il massimo dei voti all’accademia di teologia di Mosca, con tesi di laurea “la colonna e il fondamento della verità”, Florenskij espresse il rapporto tra l’essere inteso come la persona e la religione, sviluppando in una serie di dodici lettere la sua idea di religione sempre a contatto con l’uomo e con il suo spirito, che vennero a creare un pensiero religioso che metteva sempre di più l’uomo al centro della scena.

Le sue idee sempre criticate e molto controverse, ebbero un certo peso nella chiesa solo quando Florenskij divenne Pope. La sua influenza che modificò il pensiero della chiesa, esprimeva sempre il concetto di un legame tra dio e uomo, tra spirito e trinità, tra paradiso e terra. Sempre guidato da idee prima decadentiste e poi sempre più tradizionaliste ma mai modificando il suo pensiero in maniera troppo radicale, Florenskij non abbandonò mai la ricerca del senso della vita. Egli sostenne sempre -ispiratosi a Platone- che la vita era mutevole come i numeri e dio. Florenskij fa anche diverse osservazioni sul noumeno e quindi la forma del pensiero metafisico platonico, che esprimeva secondo Florenskij una connessione tra materia -intesa come materia fisica- e metafisica -intesa come religione- nello sviluppo dell’universo.

Florenskij ha sempre pensato che il nostro compito era di cercare Dio nei suoi cambiamenti, che per altro erano la conseguenza della nostra indipendenza come individui. Questo pensiero tanto originale quanto vero, è stato il fulcro della teoria che cercò di rivoluzionare i dogmi della chiesa ortodossa.

Florenskij viene considerato un personaggio controverso, ma comunque geniale nella sua ambiguità per due fatti storici collegati, che ebbero grande peso nella sua vita. Il primo fatto, scatenato da dei monaci che protestavano contro il bando della “Preghiera al corpo di cristo”, fece si che Florenskij e la chiesa iniziassero il loro primo vero confronto. Perché? Florenskij considerava “La preghiera al corpo di Cristo” la svolta della chiesa verso una concezione religiosa meno “tradizionalista” ma la chiesa in netto contrasto con l’idea di Florenskij arrivò perfino a definire la preghiera “eretica“. Questa vicenda non si risolse mai e alimentò sempre una divergenza tra la chiesa e Pavel Florenskij.

Il secondo tema che destò una grande quantità di critiche, fu la difesa del rituale ebreo – consistente nel fare sacrifici animali- da parte di Florenskij. Una presenza antisemita molto radicata in Russia e tra le gerarchie ecclesiastiche, fece sì che Florenskij fù messo all’indice da parte dei grandi sacerdoti. Egli si difese con l’idea che il sangue era la forma dell’essere umano inteso come essere fisico. La ragione secondo Florenskij per la quale i riti ebraici vengono fatti, era che il sangue dell’agnello, messo a parte della pelle e quindi dalla sostanza, che secondo Aristotele è derivata dalla forma, può essere definito il sinolo e quindi il collegamento tra corpo umano e quello di Cristo-visto che il sangue è l’elemento comune tra corpo umano e corpo di Cristo.

La verità è che Florenskij sostenne sempre una dialettica nel pensiero religioso ortodosso, che si rifaceva a PLATONE. Le antinomie e quindi le contraddizioni erano sempre state presenti nella chiesa come nella natura, influenzate dall’uomo e quindi da Dio e visto che secondo Florenskij Dio e l’uomo erano diversi nella loro similitudine, le antinomie erano inevitabili e forse la forma della natura stessa. Egli espresse sempre una concezione rivoluzionaria e progressista che gli garantì la fama di grande filosofo e rivoluzionario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mi chiamo Giulio e ho 14 anni, amo la politica ma ancor di più la filosofia e di questo normalmente parlano i miei articoli.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending