Connect with us

Politica

Riapertura? Domani è già oggi, non perdiamo tempo

Quello del riaprire, ripartire e ritornare per strada non può essere un dibattito di secondo piano. Il primo danno che il Covid-19 ha creato è la paura.

Published

on

Quello del riaprire, ripartire e ritornare per strada non può essere un dibattito di secondo piano. Il primo danno che il Covid-19 ha creato, inevitabilmente è stata la paura della routine. Che per etimologia stessa del termine, routine, da domani, non sarà più.

La gente per qualche tempo, dovrà abituarsi ad un mondo diverso. Non per sempre, per qualche tempo.

In questi giorni il dibattito ruota attorno ai finanziamenti, agli euro bond o corona bond per i più appassionati titolisti. Ma quand’anche le liquidità dovessero arrivare:

  • cosa farne?
  • Cosa ripristinare e cosa no?
  • Gli anziani dovranno rimanere a casa?
  • Il virus sarà sconfitto o sarà compagno di viaggio fino a nuove soluzioni?

I dubbi sono tanti, e dopo la crisi sanitaria ci sarà la crisi economica. Questa volta è annunciata, è prevedibile ed in un certo qual modo non lascia dubbi. Il lockdown ha imposto chiusure forzate a tutte le attività commerciali, e il palliativo proposto dal governo con il Cura Italia non sembra sufficiente a garantire le perdite subite dai lavoratori subordinati, dalle partite Iva e dai piccoli e medi imprenditori.

Il tempo delle responsabilità verrà, ma certo non è oggi

Certo oggi non si può chiedere a questo governo di avere nel cassetto la soluzione ad una pandemia mondiale, tanto più se si considera che parte di questo esecutivo si era resa protagonista in tempi decisamente diversi di provvedimenti significativamente discutibili. Per maggiori informazioni, cercare alla voce reddito di cittadinanza, decreto sicurezza o abolizione della prescrizione dopo il primo grado. Il Cura Italia era intervenuto sui macro temi, garantendo finanziamento per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale; sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

La riapertura: era davvero così inopportuno nominarla?

In questo panorama ci sono tre personaggi, due politici e un medico, che vorremmo mettere a sistema per ottenerne una prospettiva però su quella che deve essere una delle priorità di oggi, ovvero domani.

A domani non si può pensare domani, altrimenti per citare Calenda ospite da Formigli a PiazzaPulita su La7:

Carlo Calenda, leader di Azione

Si fa un casino che la metà ne basta.

Eppure, il weekend è andato via tra dichiarazioni e controdichiarazioni, su una querelle che sembra paradossale. Al centro del dibattito ci è finito il solito Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che nell’approfondimento del Tg2 aveva cominciato a parlare di riapertura invitando il governo ad una seria pianificazione per il futuro. Una dichiarazione che aveva fatto eco al suo discorso pomeridiano al Senato, in cui tra Ena ed Anchise e Manzoni, l’ex premier ha più volte ripetuto che

“Non dobbiamo morire di Covid, ma non possiamo morire di fame”.

Matteo Renzi, leader di Italia Viva

Parole scomode di questi tempi, forse, ma certo non inadeguate. Oggi l’Italia deve si pretendere l’aiuto europeo, ma vale la pena che presenti un piano chiaro a Bruxelles e ai cittadini tutti. Non sarà concessa l’improvvisazione. Un messaggio insomma che fa il paio con le parole di Carlo Calenda, critico nei confronti del premier che lo aveva portato al Mise ma allineato su quelle che in questo momento devono essere le priorità. Lasciando intendere quasi che la discordanza sia più una strategia politica per tenere gli elettorati separati, piuttosto che una reale divergenza di idee.

Per evitare che ogni euro risparmiato oggi ne costi cinque domani, pericolo paventato da Mario Draghi nella sua lettera della scorsa settimana, l’ex titolare del Mise ha poi individuato i tre punti determinanti per affrontare l’imminente crisi:

  • Gestire gli approvvigionamenti per chi domani dovrà rimanere a casa
  • Pensare alla riapertura
  • Pensare a cosa sarà il Paese domani: gestione e pianificazione, problema fino ad oggi dell’azione pubblica

A leggerle così, due dichiarazioni che si muovono sulla medesima traccia.

La voce della scienza

E gli scienziati, loro cosa dicono? Su questa furente discussione, smussatasi con le prime pagine del lunedì mattina, è intervenuto nel weekend Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa coordinatore dell’emergenza in Puglia. Dal suo profilo Facebook il medico ha voluto mettere ordine in una discussione troppo accesa, che rischiava di assumere contorni politici e non più sanitari.

Il problema che pone Renzi è serio. La chiusura delle attività non può essere infinita sia perché i cittadini in casa non possono stare per mesi senza impazzire o ammalarsi, sia perché le attività produttive devono in qualche maniera ripartire altrimenti c’è chi si ammalerà di povertà

Ma per farlo serviranno delle precauzioni naturalmente, e Lopalco individua prima l’esigenza clinica,

Avendo un test affidabile, poi, potremmo addirittura dare la “patente” di immunizzato a singoli cittadini che potrebbero tranquillamente rimettersi a lavorare.

Per poi passare a quello che dovrà necessariamente essere la priorità delle prossime settimane, stabilire con chiarezza prima un modello per poter gestire il dopo

Chi dice di dover adottare il modello Sud Coreano o Israeliano o delle Isole Samoa non è serio. Modello Italiano. Per farlo serve la scienza e la profonda conoscenza di come funziona la società e la sanità pubblica del nostro Paese. Insomma bisogna URGENTEMENTE mettere in piedi un gruppo di lavoro che elabori una strategia e dica a tutti noi quando e in che modo potremo riprendere le nostre attività.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending