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Week News 017, 04 Aprile 2020

Durante questa epidemia alcune parole diventano importanti. Le mie riflessioni su umanità,dignità e violenza.

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Buon pomeriggio amiche ed amici,

questo week end voglio ragionare, insieme a voi su tre parole che in questo periodo di quarantena sono all’ordine del giorno per i fatti di cronaca e per quello che è il dibattito sui social network: umanità, dignità e violenza.
Umanità è quell’insieme di caratteri essenziali e distintivi della specie umana.
Secondo voi amici, oggi chi è davvero degno di essere definito con questo termine?
C’è umanità in chi sui social network infanga il prossimo?
C’è umanità in chi definisce “sciacallo” il prossimo o, peggio ancora, infonde nell’altro il seme dell’odio verso l’altro?
C’è umanità nella tragica scomparsa di una ragazza di vent’anni che era prossima alla laurea in medicina?C’è umanità in quei cittadini che, non curanti dei pericolo, continuano ad uscire, contribuendo alla diffusione del Covid19?
C’è umanità in chi pretende più controlli, ma poi è lo stesso che prova in tutti i modi ad eluderli?
La risposta è chiara: No!

Vedete amiche ed amici, prima di essere democratici o autoritari, di destra o di sinistra, bisogna essere umani cioè avere l’idea che l’altro non è un nemico, al massimo è un avversario a cui stringere la mano dopo un confronto o una gara.
In questi giorni ancora una volta in Italia e, anche purtroppo nella mia città, l’umanità è svanita dietro a numeri o espressioni utilizzate per la mera, inutile, dannosa battaglia politica.
Il sindaco di Gallarate attacca la mia città, Ercolano, perché avendo lo stesso numero di abitanti ha ricevuto meno fondi per i buoni spesa.
In un momento di emergenza come oggi, il dibattito politico dovrebbe tacere e invece il sindaco leghista attacca il sindaco di Italia Viva, dimenticando che dietro ad ogni buono spesa c’è un dolore, un dramma di una persona o peggio ancora di un’intera famiglia.
A ciò si aggiungono gli “sciacalli nostrani”, quelli che definiscono sciacallo l’altro, quasi come un nuovo hobby, incuranti del fatto che il coronavirus può fermare le attività, forse il Mondo, ma loro no, continuano ad alimentare quel sentimento disumano che è l’invidia sociale.

Con queste parole sono consapevole di espormi al fuoco, ma sono orgoglioso del sindaco della mia città, che ha deciso di donare quota parte del suo stipendio per contribuire alle spese alimentari. Sarebbe un bel gesto se si aggiungessero (pubblicamente), insieme a lui, gli assessori e consiglieri, in modo che finalmente la bontà della Politica possa sopprimere quella degli sciacalli disumani che nemmeno dinanzi al numero elevato di vittime e contagiati di questa pandemia fermano la loro voglia frenetica di polemica infruttuosa.

Dignità: cioè il rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve avvertire nei confronti di sé stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati.
Sapete, si può avere dignità anche dopo che si commettono errori, perché forse è proprio negli errori e soprattutto nell’ammetterli che la dignità dell’uomo arriva alla sua massima espressione. Ma che dignità hanno le persone che seguono gli sciacalli disumani per mero calcolo opportunistico?
Nessuna, perché il rispetto verso sé stessi, il proprio percorso, anni di idee e lotte, non possono essere messe all’angolo dal mero calcolo.

Per me la dignità è far scorrere il proprio sangue nelle vene e non fa niente se si cade, perché soltanto chi si rialza è degno. La dignità, mai come ora, è l’accessorio più importante per superare questa crisi epocale che stiamo vivendo. Insomma, dove mancheranno gli affetti e il contatto umano è lì che la dignità dell’altro e la nostra dignità personale devono sopperire facendoci restare umani. Proprio per questo, è necessario munirsi di dignità per affrontare un pericolo come quello della ripresa delle attività camorristiche sul territorio della mia città e in generale di tutto il Meridione. Attenzione: non si tratta di diffusione di paura o tensione, ma è un’esigenza che alcuni fingono di non vedere.

La gente povera, chi si trova in situazione difficile, chi è disperato, dovrà ricevere le braccia aperte dallo Stato e non dal capo clan di turno. La dignità è anche essere realistici. Un solo sindaco o un solo presidente di regione non può risolvere da solo un disfacimento sociale ed economico storico, allungato dalla mala gestio politica degli ultimi 30 anni, coadiuvata dalla stessa classe politica che ancora oggi ha l’ardore di dire e di proporre, quando il silenzio sarebbe l’unica possibile opportunità di piena dignità.
Per me la violenza non ha una definizione chiara e netta, perché la violenza si manifesta in tanti e troppi modi.

È violenza carnale e fisica quella che ha distrutto Lorena Quaranta, una ragazza di vent’anni e poco più, vittima di quell’odioso gesto che è la violenza verso le donne. Il suo sogno era quello di diventare dottoressa in medicina, ma non può perché un uomo senza umanità e dignità ha violentato la sua voglia di vita e di futuro. Alle persone come questa ragazza, alle persone in difficoltà, alle persone deboli di spirito va il mio pensiero in questi giorni, e nonostante il governo stia attuando l’assistenza psicologica, incrementando il numero antiviolenza 1522 anche con servizi di messaggistica, la sofferenza verso la violenza di questa reclusione forzata sta mietendo altre vittime.Sia chiaro, la violenza è sempre senza umanità e dignità. La violenza verbale, cosi come la violenza sui social network, fa schifo sempre, perché non basta dichiararsi democratici o antimafia/anticamorra, bisogna realmente esserlo con i propri comportamenti quotidiani.

Siamo in un momento storico dove queste tre parole, per me, possono assumere la loro massima connotazione, perché un popolo senza dignità e umanità è un popolo violento.
Allora da questa mia piccola rubrica, dai piccoli nostri comportamenti, possiamo realmente combattere la violenze e pubblicizzare le buone pratiche affinché l’altro prenda coscienza che soltanto il bene può generare il bene.
La lezione impartita ieri sera al TG1 da Papa Francesco mi ha fatto riflettere, perché per il bene della comunità si è deciso di mettere in secondo piano i rituali millenari della chiesa. Ecco, come il Papa dispone la rinuncia dei rituali ognuno di noi può pensare di rinunciare a qualcosa in questo periodo affinché realmente #andràtuttobene.

Sul piano politico, la situazione è ferma e l’allungamento al 13 Aprile del DPCM è una misura che reputo adeguata e necessaria al momento, senza dimenticare però che la Politica deve pianificare un modo per non lasciare soli i tanti piccoli imprenditori e i tanti lavoratori oggi, ma soprattutto domani perché come già anticipato e ipotizzato, dopo la crisi sanitaria saremo costretti a combattere una crisi economica.

Tazzina di caffè: è stata la settimana della “Casa di Carta part 4” una serie tv degli antieroi perché un gruppo di rapinatori, una bella canzone popolare come “Bella Ciao”, non bastano a modificare una narrazione di un crimine.
Per me è una serie bella e di tendenza, la parte 4 vi lascerà un pò di amaro in bocca (solo guardando potrete capire il perché).
Inoltre, vi suggerisco una bella lettura “Le politiche del Popolo” di Padre Francesco Occhetta.
Io attendo la consegna del libro a giorni, ma dalle recensioni che ho letto in anteprima, penso sia davvero una lettura da non perdere.

Ps. Il piano economico sociale varato dal governatore De Luca in questi minuti, è nelle parole una seria risposta ai nostri territori. Bisognerà soltanto capire se alle parole seguiranno i fatti, perché altrimenti rimangono solo chiacchiere.

Un abbraccio,

Alfredo

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P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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