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Economia

Il decreto-prestito alle imprese

Il Governo si è finalmente espresso su come intende supportare le aziende in questo momento delicato. Sarà sufficiente questa “potenza di fuoco”?

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È una potenza di fuoco”, “io non ricordo un intervento così poderoso nella storia della nostra Repubblica per il finanziamento alle imprese. È una cifra enorme, che andrà sia a beneficio del mercato interno ma anche dell’export” Così ha commentato il premier Conte il decreto a sostegno delle imprese,presentato ieri, dal valore di 400 miliardi( aspettando l’approvazione da parte della Commissione europea).

Facciamo subito chiarezza su due punti:

  • Questi 400 miliardi non sono soldi che lo Stato gira alle imprese ma sono soldi che le banche girano alle imprese che è ben diverso. E il ruolo dello Stato sarà quello del garante.
  • Non sono soldi “regalati” alle imprese ma sono 400 miliardi di prestito a tasso zero, ma pur sempre prestiti.

Ma veniamo alla ripartizione, questi 400 miliardi sono divisi in due blocchi: 200 miliardi per l’import e 200 miliardi per l’export. Essi si vanno ad aggiungere ai 350 miliardi stanziati, un mese fa, nel decreto Cura Italia per un totale di 750 miliardi di ulteriore debito da Covid-19.

Fondo di garanzia

Partendo dal fondo di garanzia, esso è stato aumentato fino a 7 miliardi, puntando però a un effetto leva superiore all’1:14. In pratica, lo Stato assicura queste risorse in modo che per ogni euro sborsato se ne muovano almeno 14.

Ma perchè il Fondo ha subito questo aumento? In sostanza perchè il problema,per molte aziende, è proprio l’impossibilità di fornire adeguate garanzie per i prestiti. Il fondo in breve opererà cosi:

  • garanzia al 100% su prestiti fino a 25mila euro, senza valutazione del merito di credito con burocrazia totalmente azzerata.
  • garanzia al 90% da 25mila a 800mila euro con valutazione del merito di credito,tale garanzia può arrivare al 100% se intervengono anche i Confidi; Qui la burocrazia non è azzerata ma ridotta( presentazione dei soli ultimi 2 bilanci senza l’analisi della storia creditizia).
  • garanzia al 90% da 800mila a 5 milioni di euro, con valutazione del merito di credito.

Diverso è invece il discorso per le grandi imprese. Qui interverrà la SACE, che è gestita da Cassa Depositi e Prestiti, a fare da garante a favore delle imprese. Essa garantirà coperture tra il 70 ed il 90% dell’importo finanziato a seconda chiaramente delle dimensioni dell’impresa. Qui vengono poste due condizioni inderogabili: 1) l’impossibilità di concedere dividenti per 12 mesi (perchè altrimenti significherebbe che l’impresa è cosi sana da non necessitare della garanzia dello Stato) 2) Mantenere lo stesso livello di occupazione dei propri dipendenti oltre che non de-localizzare l’impresa all’estero. Nello specifico:

  • Le imprese con meno di 5 mila dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia. La copertura scende all’80% per imprese con oltre 5 mila dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.
  • Il prestito garantito può arrivare ad un massimo del 25% del fatturato dell’anno precedente e sarà concessa a tasso tra lo 0.25 e l’1%
  • Per le Pmi, anche individuali o Partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Rinvio scadenze fiscali

La nota davvero dolente riguarda proprio le scadenze fiscali. Esse (ritenute previdenziali e Iva) sono state rinviate al 30 giugno 2020 e, a differenza del decreto di marzo, valgono per qualsiasi impresa indipendentemente dal settore. Nel dettaglio:

  • Per imprese con fatturato minore di 50 milioni che hanno perso almeno il 33% dei ricavi rispetto a marzo e aprile 2019
  • Per le imprese con fatturato superiore a 50 milioni che hanno perso almeno il 50% dei ricavi
  • Per le imprese nate dopo il 31 marzo 2019

Golden Power

Per quel che riguarda il golden power è stato potenziato. Ma cos’è il golden power? E’ la protezione degli asset italiani, in parole ancor più semplici è uno scudo a tutela delle imprese italiane dalle scalate ostili di imprese estere. Quindi lo Stato grazie a questo potenziamento potrà controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza, intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, cybersicurezza. È uno strumento che consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all’interno dell’Ue.

Infine va sottolineato il rinvio, al 1 settembre 2021, del nuovo codice sulla crisi di impresa. Questa può passare in secondo piano, ma è una notizia molto importante perchè si è evitato di ingolfare ulteriormente le imprese con una manovra che avrebbe richiesto uno sforzo di adeguamento burocratico importante.

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Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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