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Società

Donne e Leadership

In Italia i leader politici donne sono una drammatica minoranza. Un caso oppure la selezione per la leadership favorisce gli uomini?

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di Ursula Bassi

Nuova Zelanda, Germania e Corea del Sud sono i Paesi che stanno gestendo meglio l’epidemia del Covid-19. I primi due sono fra i pochi Paesi al mondo ad essere guidati da una donna. Norvegia e Danimarca, altri due Paesi a guida femminile, hanno già stilato il piano per la fase di uscita dall’emergenza. Il virus da loro è arrivato dopo, ma iniziano a programmare il futuro prima di noi. Quindi i Paesi a guida femminile che se la stanno cavando meglio di quelli a guida maschile aumentano, ma sì, diciamo pure che è un caso.

Quando ho accennato alla questione sui social, ho ricevuto molte reazioni di segno opposto. Fra le tante quella che mi ha colpito di più, è quella di una donna che sostanzialmente mi ha scritto che in Italia la questione femminile è meglio evitarla perché avremmo come leader Giorgia Meloni. E per rafforzare la sua tesi ha pubblicato i risultati di un sondaggio sul gradimento dei leader nazionali, 11 nomi: 10 uomini 1 donna.

Siccome in Italia le donne non sono il 9% della popolazione, ma sono il 51%, questo significa due cose: o le donne sono meno adatte degli uomini a ricoprire una carica di leader politico, oppure in Italia c’è un sistema di selezione per la leadership politica che penalizza fortemente le donne.

Ovviamente io non credo minimamente alla prima ipotesi. Per questo mi colpisce che una donna, che come me dovrebbe avvertire il peso di questa ingiustizia, invece di lamentarsi della Meloni, non denunci il fatto che c’è solo lei come leader femminile.
Non penso che ogni donna sia migliore di tutti gli uomini.
Ci sono ottime donne, ottimi uomini e pessime donne e pessimi uomini.

Quello che volevo mettere in risalto è che in Italia a fronte di una popolazione pressoché uguale, anzi le donne sono in leggera prevalenza, fra i maggiori 11 leader politici, 10 sono uomini e solo una è una donna.

Ecco, io penso che questo non sia un caso, ma piuttosto che in Italia per una donna la strada per la leadership sia decisamente più difficoltosa che per un uomo e quindi penso che questi ostacoli vadano rimossi, per dare a uomini e donne le stesse opportunità.
Offrire a tutti pari opportunità è la garanzia che ad emergere saranno i migliori, è una questione che non riguarda solo le donne, ma tutti. Perché al posto di ogni donna capace che viene penalizzata al suo posto ci sarà qualcuno di peggiore e le conseguenze le paghiamo tutti, donne e uomini.

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