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Politica

Fermare il diversamente pensante: il gioco dei leader politici

Cosa succede sulla pagina facebook di Matteo Salvini a chi non è d’accordo con le sue idee? Libertà, confronto o censura?

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Un post sulla pagina Facebook di Matteo Salvini, un commento che nel giro di pochi minuti riesce a raggiungere grande visibilità. Passano sei minuti, commento scomparso ed impossibilità di scrivere sotto qualsiasi post. La Bestia Social ha raggiunto anche me, quest’oggi: sono bastate poche righe, poche righe per cercare di smontare un personaggio pericoloso, uno di quelli che inneggia ai pieni poteri, che plaude ad Orban e che ti blocca sui social non permettendo alcun tipo di dialogo.

Ho studiato, in queste ore, la pagina Facebook del Capitan Salvini e mi sono resa conto che esistono due tipi di persone che commentano i suoi contenuti: i fan sfegatati, quelli che sono ancora capaci di applaudirlo nonostante gli enormi sbagli e le fake news che, ogni giorno, spuntano nella sua pagina e i detrattori, ovvero coloro che commentano per criticare i contenuti e i modi dell’ex Vicepremier. Attenzione, però: se fate parte della seconda categoria la vostra permanenza sulle pagine social di Matteo Salvini è a rischio. Da un momento all’altro, per un commento qualsiasi, rischiate di esser bannati, rischiate un imbavagliamento.

E niente, avevo appena commentato sotto il post di Salvini ma è stato cancellato e mi è stato negato di scrivere altri commenti! Oh Capitano, brucia la verità eh? Matteo Salvini

Pubblicato da Caterina Loria su Sabato 11 aprile 2020

E mentre il leader del Carroccio e quella di FdI continuano a far battaglia, a paragonare la situazione italiana a quella dell’Unione Sovietica o a quella della Corea del Nord, sui loro social si assiste ad una violazione di un diritto fondamentale, diritto protetto costituzionalmente: la libertà di pensiero e di opinione. Da estrema destra ad estrema sinistra si assiste a degli spettacoli politici indegni con l’emarginazione social del diversamente pensante. Si tende, tutti i giorni, a bloccare e colpire il ribelle, l’antagonista, quello che appare malsano agli occhi dei fan sfegatati di una determinata figura politica. Ma la libertà di partecipare al dibattito politico dov’è rimasta?

Mentre i due leader del centro destra si lamentano di non aver avuto diritto di replica nella televisione di stato, continuano ad oscurare i commenti sulle loro pagine, a bannare gli utenti italiani che provano, semplicemente, a dissentire dal loro pensiero. Siamo in Italia, siamo in una repubblica, in era democratica cari leader: il dibattito politico è il cuore pulsante di ogni società democratica. Dal dialogo, dalla critica, seppur aspra e accesa, ne consegue la crescita sociale di un paese. Provo ad immaginare, talvolta, come potrebbe evolvere la nostra società con due leader simili a Palazzo Chigi: qualsiasi dissenso potrebbe esser impedito, bisognerebbe sottostare a delle assurde regole e idee dominanti e la società rischierebbe di inaridirsi, di perdere la propria attività.

E mi rendo conto che, purtroppo, è il pensiero e il sogno di molti italiani ma, davvero volete vivere in una società che non permetta né a voi né ai vostri figli di esprimersi, di esprimere il proprio dissenso?

Davvero vorreste veder negata la vostra libertà di manifestazione del pensiero? Avete davvero intenzione di lasciare ad un unico soggetto di esprimere la vostra personalità e di veder negata ogni forma di partecipazione ai dibattiti?


Caro Matteo Salvini, questa non è la società che i nostri Padri Costituenti desideravano per noi, non è la società per cui milioni di cittadini sono morti. Non voglio star attenta a ciò che scrivo, non voglio far parte di quel gregge con i paraocchi pronto a difendere l’indifendibile ed offendere, pesantemente, chi la pensa diversamente. Non sei il mio idolo di riferimento e voglio avere la possibilità di scrivere dovunque ciò che penso, voglio avere la possibilità di esprimere la mia opinione anche sotto i tuoi post, di scrivere quanto sia improponibile lo spettacolo che, tutti i giorni, ci propini sui social e sulle varie testate giornalistiche. Allora perché bloccare? Perché così tanta paura del pensiero antagonista? Siamo in democrazia, ancora. E se anche dovessi negarmi questa libertà costituzionalmente protetta fidati, non mi uniformerò al gregge e cercherò sempre una via di fuga.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovane imprenditrice trapanese e studentessa di scienze politiche animata da un entusiasmo senza confini. Nata in Sicilia, in una terra ricca di storia e di bellezza che, purtroppo, continua a non permettere ad una giovane ragazza dai tratti normanni di potersi esprimere, di poter lottare, di poter migliorare quell'angolo di paradiso in cui vive. Vivo una realtà che ha provato, più volte, a tapparmi le ali, a scoraggiarmi, ad ammutolirmi senza, però, alcun risultato: il verbo arrendersi non fa parte del mio dizionario. Caparbietà e costanza sono i tratti che più amo di me.

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