Connect with us

Mondo

Covid-19 in Africa: Aggiornamenti e il caso dei vaccini

Molti morti, ma anche moltissimi guariti. Aggiornamento sui bilanci Covid-19 in Africa, razzismo contro gli africani in Cina e il caso dei test di vaccini che ha indignato la diaspora.

Published

on

di Abril K. Muvumbi

Dall’ ultima volta che vi ho dato qualche notizia sulla situazione Covid-19 nel continente africano sono cambiate un po’ di cose.
Ci sono due paesi che ancora non registrano alcun caso e alcun decesso: il Regno del Lesotho e l’Unione delle Comore. Tutti gli altri 52 Stati hanno invece registrato casi.
Il bilancio delle vittime arriva quasi a 900 mentre i recuperi sono oltre 3.000. In totale il numero di casi ha superato le 16.000 unità.

RAZZISMO ANTI-AFRICANI IN CINA

In un momento in cui la Cina si appresta a tornare in piedi, la paura più grande è che si verifichi una seconda ondata.
È bastato che cinque nigeriani fossero risultati positivi al virus per produrre un sentimento anti-africano a Guangzhou, la città cinese che conta il maggior numero di immigrati di origini africane. In molti hanno dichiarato di essere stati costretti a sottoporsi al test dell’acido nucleico per rilevare l’eventuale presenza del coronavirus e di essere stati sottoposti a un periodo di 14 giorni di quarantena forzata, nonostante non avessero lasciato la città negli ultimi mesi.  Altri hanno dichiarato di essersi ritrovati senza casa e di essere stati respinti dagli alberghi della città. Si è arrivati al punto in cui il Consolato statunitense a Guangzhou ha emesso un avviso chiedendo ai cittadini afro-americani di non recarsi nella città per il rischio di discriminazioni. A fronte di tutto ciò, il Presidente del Parlamento nigeriano ha convocato l’Ambasciatore cinese in Nigeria per mostrargli alcuni video che immortalano questi atti.
Ma questa non è la prima volta che la comunità africana è costretta ad affrontare atti discriminatori in questa città. Anche nel 2014, quando scoppiò l’ebola, si verificarono simili situazioni. 

“NON SIAMO CAVIE: NO AI TEST DEI VACCINI IN AFRICA”

Qualche giorno fa, in Francia, durante una trasmissione televisiva Jean-Paul Mira e Camille Locht, due medici, in maniera fredda e provocatoria hanno avanzato l’idea di fare test di vaccini contro il Covid in Africa. Alla base della loro tesi sta il fatto che nel continente africano non ci sono abbastanza risorse per combattere il virus e che l’epidemia potrebbe provocare un’ ecatombe. L’ idea che hanno avanzato è di fare come è stato fatto per prostitute ai tempi dell’ AIDS.
Queste affermazioni hanno fatto il giro del continente e di tutta la diaspora provocando rabbia e indignazione. Anche grandi personalità come Didier Drogba e Samuel Eto’o hanno espresso il loro disappunto. E’ partita così una campagna per impedire che si effettuino dei test in Africa.
Nonostante ciò, paesi come la Repubblica Democratica del Congo hanno deciso di farli. Il dottor Muyembe, a capo della lotta contro il virus nel paese, non meno di due settimane fa ha dichiarato in conferenza stampa che il Congo si è candidato per essere tra i paesi che effettueranno i test. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Trending